“Stagione internazionale

di chitarra classica“

Città di Lodi




 


  di Francesco Tagliaferri

  francesco90tagliaferri@gmail.com

 
 


Concerto all'insegna della novità quello svoltosi domenica 10 maggio nel Tempio dell'Incoronata, nel contesto della Stagione Internazionale di Chitarra Classica di Lodi.


La rassegna, giunta ormai alla decima edizione grazie al sostegno della Fondazione Banca Popolare di Lodi, ha ospitato questa volta Srdjan Bulat, croato classe 1986.


A differenza di molti dei suoi colleghi avvicendatisi sui palchi lodigiani, Bulat ha proposto un programma interamente fondato su brani di musica contemporanea, sfidando con le proprie abilità i pregiudizi del pubblico; sfida che, a posteriori, si è dimostrata vincente: se il pubblico lodigiano ricorderà a lungo il concerto di domenica, infatti, non sarà solamente per le eccezionali doti del musicista, ma anche per il coraggio nella selezione del repertorio.


Proprio questo coraggio ha infatti permesso al pur preparatissimo pubblico di Lodi di conoscere e apprezzare un brano quasi sconosciuto eppure bellissimo come la Suite mediterranea del croato Zeljko Brkanović (1937).


Connazionali di Bulat erano anche gli altri autori contemporanei proposti, Sjepan Sulek (1914-1986, The Trobadours Three), Boris Papandopulo (1933, Studio dodecafonico), Frano Parać (1948, Music for Guitar): autori sconosciuti al pubblico italiano, giunti semmai attraverso le interpretazioni dell'importante scuola chitarristica cresciuta in Croazia negli ultimi anni.


Non è certo mancata qualche concessione al repertorio più tradizionale: tre Studi di Giuli Regondi (1822-1872), il Capriccio arabo di Francisco Tárrega (1852-1909) e Mallorca di Isaac Albeniz (1860-1909) hanno infatti completato il programma.


Anche questi grandi classici, però, filtrati da una sensibilità così attenta la musica contemporanea come quella di Bulat, sono apparsi sotto una luce del tutto particolare e mai udita: come a ricordarci ancora una volta che l'arte, per sopravvivere, non si nutre del noto, ma dell'ignoto.



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