“Stagione internazionale

di chitarra classica“

Città di Lodi




 


  di Francesco Tagliaferri

  francesco90tagliaferri@gmail.com

 
<< HOMEhttp://www.dotguitar.it
<< HOME 
ARCHIVIhttp://www.dotguitar.it/zine/archivi/archivi.html

Ottimizzato per

Firefox

Safari
 
 
Grande successo domenica pomeriggio per l'Atelier Chitarristico Laudense: il secondo appuntamento della Stagione Internazionale di Chitarra Classica ha infatti registrato uno straordinario afflusso di pubblico, capace di riempire completamente le oltre duecentoquaranta scricchiolanti seggiole dell'Aula Magna del Liceo Verri e di costringere qualche spettatore alla posizione eretta.


Anche per questi ultimi, tuttavia, il lungo programma proposto sarà trascorso senza troppa fatica: a calcare l'ormai celebre palco del Verri erano infatti due musicisti eccezionali, Matteo Mela e Lorenzo Micheli.


I due chitarristi, che in quasi quindici anni di collaborazione con il nome di "Solo Duo" hanno collezionato recensioni entusiastiche, una nutrita discografia e una fama planetaria,
hanno svolto nel migliore dei modi il difficile compito di non far rimpiangere la clamorosa performance dei Beijing Guitar Duo di circa un mese fa, aggiungendo alla cura dell'esecuzione quel pizzico di umanità che forse non era emerso nell'assoluta perfezione delle artiste cinesi.


Sarà anche merito del programma, che, accanto a brani scritti appositamente per due chitarre (Gran duo concertante op. 130 di Mauro Giuliani e Les guitares bien tempérées di Mario Castelnuovo-Tedesco), ha incluso delle trascrizione di capolavori come la Sonata n. 14 "Al chiaro di luna" di Ludwig Van Beethoven o il Claire de lune di Claude Debussy?


Avrà avuto forse un ruolo la partecipazione a sorpresa del grande chitarrista Emanuele Buono nei brani per tre chitarre del compositore viennese Ferdinand Reblay?


Forse sì, ma è palese che il vero merito di questo successo vada alla bravura dimostrata da Mela e Micheli, che nel suonare in coppia non hanno tradito la loro grande fama come solisti.


L'unico rimpianto, a questo punto, è scoprire dai curricula che la loro attività didattica si svolge prevalentemente in Svizzera, e ciò a causa della complicata situazione delle cattedre nei Conservatori.


Che il futuro ci riservi la possibilità di riportare in Italia i grandi cervelli fuggiti? In pochi possono prevederlo.



Francesco Tagliaferri


segreteria@atelierchitarristicolaudense.it