XXVIII Convegno Chitarristico

A cura di Simona Boni

Roma - 10 ottobre 2015




 


  di Edoardo Farina


All photos by Damiano Rosa

 
 
Il “Convegno Chitarristico”, organizzato dal progetto “Chitarra in Italia”  tenutosi a Roma sabato 10 ottobre 2015, ha raggiunto la ventottesima edizione: un evento che costituisce motivo di prestigio per la chitarra classica e il suo splendido repertorio, il cui interesse è cresciuto enormemente negli ultimi decenni con insospettata rapidità. 


Dopo la presenza a Modena per alcuni anni, (presso le sale del palazzo Coccapani-D’Aragona  di Corso Vittorio Emanuele II,  nella stesse che aveva accolto nel 1933 la prima edizione assoluta), a partire dal 2013 l’iniziativa ha avuto di nuovo un carattere itinerante in linea con la tradizione avviata dal M° Romolo Ferrari (1894-1959) fautore della rinascita chitarristica italiana, ripresa ufficiale avvenuta nel 2009 dall’ultimo appuntamento risalente addirittura al 1962.


Facendo seguito alle precedenti di Sanremo e Brescia, l’edizione 2015 è approdata a Roma nella prestigiosa Università La Sapienza, presso le sale della propria storica sede  adiacente alla chiesa di S. Pietro in Vincoli, a pochi passi dal Colosseo, grazie alla collaborazione con il Prof. Antonio D’Andrea responsabile del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale, nella città che accolse nel 1954 l’istituzione della prima cattedra di chitarra in un Conservatorio italiano, nata come Corso Straordinario di Chitarra da Concerto al “S. Cecilia” e assegnata per concorso al M° Benedetto Di Ponio.


Questo significativo traguardo fu possibile  grazie all’impegno congiunto di alcune persone, in primo luogo ancora Romolo Ferrari che per primo si adoperò presso il Ministero, impegnandosi per anni e contribuendo in modo decisivo all’avvio di un cammino che si rivelò lungo e faticoso verso il riconoscimento ufficiale dell’insegnamento della chitarra negli  istituti statali.


L’appuntamento di quest’anno decreta l’indiscutibile successo raggiunto nel promuovere cultura musicale di elevata rinomanza, premiata dalla felice risposta del pubblico nei passati svolgimenti e dal rinnovato interessamento verso un preciso intento di diffondere una particolare forma di espressione artistica ponendosi come incontro di studio e approfondimento di consolidato valore, volto alla conoscenza del repertorio e della storia della “sei corde”. Pregio fondamentale del Convegno fin dal primo incontro, così come l’intelligente impostazione che lo ha sempre contraddistinto, è stato da un lato l’alta professionalità dei solisti invitati, chitarristi di comprovata fama mondiale con proposte di programmi altamente appetibili per una presenza  eterogenea, dall’altro e nello stesso tempo, lo spazio alle interessanti conferenze storico didattiche, rivolte non necessariamente solo agli “addetti ai lavori”.


Sotto la direzione di Simona Boni,  dopo il saluto del Presidente del Centro Culturale “Fernando Sor” M° Giuliano Balestra, dalla collaborazione fondamentale a cui spetta  il merito del patrocinio offerto, l’incontro si è rivelato ancora una volta un’occasione per approfondire temi di ricerca intorno alla chitarra, incontrare concertisti, liutai e studiosi, riconfermando la tradizione riportata in auge come qualificato evento capace di coinvolgere numerosi collaboratori e una platea sempre più partecipe e propositiva, attraverso il supporto del comitato scientifico, costituito dagli stessi Balestra, Boni, Giovanni Indulti, Vincenzo Pocci ed Enrico Tagliavini, progettando la giornata affiancando interventi musicali a relazioni su diversi temi di ricerca, in seguito riportati, e contribuendo così, anche grazie al grande pregio artistico e culturale del contesto, a rendere davvero speciale questa nuova versione.





“Al di là di questo evento, che sancisce un nuovo capitolo della storia della chitarra in Italia, - spiega Simona Boni - le ragioni che rendono davvero forte il nesso tra il nostro strumento e la città di Roma sono molteplici e si combinano in modo inscindibile con l’impegno di concertisti, compositori e didatti attivi nel contesto romano che nel tempo passato e presente hanno dato il loro contributo all’arte chitarristica. Per questo motivo nel programma del Convegno, in linea con lo spirito che muove questo progetto, abbiamo voluto dare spazio ad alcune fra le tante personalità legate biograficamente alla Capitale, affiancandole ad altre testimonianze artistiche provenienti da tutta l’Italia, in modo da raggiungere sempre una dimensione articolata e ricca”.


A partire dalla mattinata, con il tema  “Dalle radici del repertorio chitarristico a J.S.Bach”,  i numerosi partecipanti hanno potuto ascoltare la chitarra antica attraverso l’intervento di Rosario Cicero, sicuramente il migliore esecutore italiano per questa tipologia; interprete del repertorio rinascimentale e barocco, Cicero ha delineato, nel corso della sua attività concertistica, un originale stile esecutivo, sintesi di una costante ricerca delle tecniche e  dell’estetica dell’epoca. Le sue esecuzioni, su copie fedeli di strumenti del Cinquecento e del Seicento, hanno portato alla luce rare pagine di manoscritti e codici spesso dimenticati  atte a restituire l’originario spirito delle antiche ‘intavolature’ per chitarra, svelando sempre vive e attuali analogie con il passato e la tradizione.


“Nel presente intervento ho  proposto l’esecuzione di musiche di Angelo Michele Bartolotti, tiorbista vissuto nel XVII° secolo, e di frammenti musicali tratti dalla recente incisione di un cd su musiche di Bach eseguite su chitarra barocca, a quanto mi risulta la prima del genere.


L’intento è stato evidenziare le specificità e le ampie possibilità tecniche dello strumento a cinque cori, ancora spesso non considerato nella completezza delle sue potenzialità espressive. L’accordatura dello stesso rende infatti possibile una gestione particolare dei frammenti tematici tra corde differenti, rendendo percepibili le implicite implicazioni armoniche e polifoniche delle linee melodiche bachiane, realizzando una particolare fluidità esecutiva ed una naturale integrazione tra ritmo armonico e condotte monodiche”.