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LA HAUSER DI BENEDETTO DI PONIO

AL MUSEO NAZIONALE

DEGLI STRUMENTI MUSICALI IN ROMA








di Mario Torta  mtorta@libero.it

                         

 

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Ancora una volta  il Centro Culturale «Fernando Sor»  di Roma ha voluto dedicare un importante appuntamento in omaggio alla personalità indimenticata di Benedetto Di Ponio (1898 – 1964), riformatore degli studi chitarristici in Italia e primo docente italiano di chitarra in conservatorio (Roma. S. Cecilia, 1954-55), a cinquant’anni dalla scomparsa.


Sabato 20 settembre alle 17.30, grazie all’ospitalità offerta dal Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a Santa Croce in Gerusalemme in Roma, il pubblico intervenuto ha potuto ripercorrere le vicende esistenziali ed artistiche del maestro romano nella conferenza di Mario Torta, nonché ascoltare – nella diretta esecuzione di Giuliano Balestra – la voce della prestigiosa chitarra appartenuta al Maestro, una rara Hauser del 1932, eccezionalmente concessa per l’occasione e ora nelle collezioni del Museo. Balestra vi ha eseguito una sua composizione,  la Evocación a Benedetto Di Ponio per poi passare, nel prosieguo del concerto, ad un nuovo strumento del liutaio Agostino Quaresima.


Dopo un breve saluto del maestro liutaio Gerardo Parrinello, restauratore presso il Museo, nella conferenza introduttiva Mario Torta si è particolarmente soffermato sulle caratteristiche speciali delle chitarre fabbricate nella prima metà del Novecento dal liutaio tedesco Hermann Hauser I (1882-1952), fondatore di una dinastia di eccellenti artigiani e fornitore di strumenti ai migliori concertisti del secolo scorso, come Andrés Segovia, Julian Bream e Pepe Romero.



Hauser scoprì, proprio grazie a grandi interpreti spagnoli quali Miguel Llobet e lo stesso Segovia, le eccellenti qualità costruttive e sonore dei modelli ispirati alla scuola liutaria di Antonio Torres, l’inventore della chitarra moderna, adottandone gli schemi costruttivi e la scelta dei materiali, aggiungendo in più una assoluta eccellenza costruttiva e di finiture. I suoi strumenti furono infatti considerati i migliori del tempo e sono stati per anni i più ricercati da interpreti, esecutori e collezionisti.



Al termine della prolusione di Mario Torta, Giuliano Balestra si è esibito in un recital di suoi brani originali: dopo la Evocación a Benedetto Di Ponio il programma comprendeva la sonata Les Adieux, il Souvenir, l’Omaggio a Carl Orff, la Fantasia a Emilio Pujol (anch’egli maestro di Balestra), il brano Aynadamar (La Sorgente delle lacrime, ispirato alla triste sorte del poeta spagnolo Federico García Lorca), ed infine la Suite Don Chisciotte.












Il folto pubblico intervenuto ha ricevuto quindi in omaggio una ricca pubblicazione di Balestra dedicata alla vita e all’opera di Di Ponio, con ampia documentazione iconografica e rare testimonianze d’epoca.