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“Stagione internazionale

di chitarra classica“

Città di Lodi




 


  di Francesco Tagliaferri

  francesco90tagliaferri@gmail.com

 

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6 APRILE 2014: ENNO VOORHORST INCANTA IL "VERRI"

Nonostante il programma fosse una sorta di viaggio attraverso i luoghi e i tempi, il secondo concerto della Stagione Internazionale di Chitarra Classica della città di Lodi è stato soprattutto un omaggio a due grandi compositori: il brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887-1959) e il paraguayano Augustin Barrios Mangoré (1885-1944).


Tutti gli altri autori contemplati dal programma, infatti, sono stati abilmente riannodati a questi due giganti della musica sudamericana da Enno Voorhorst, chitarrista olandese classe 1963, con degli interessantissimi discorsi introduttivi, elegantemente tradotti dalla giovane interprete dell’Atelier Chitarristico Laudense.


Si è scivolati, senza soluzione di continuità, dalla tristissima Fantasia su “Mille Regretz” di Luys De Narvaez (1510-1555) al  Preludio n. 5 di Villa-Lobos, con un salto temporale di circa quattrocento anni; nel Preludio n. 3 è vibrata la memoria di Johann Sebastian Bach (Adagio e della Fuga dalla Suite per violino BWV1001), nella Mazurka appassionata e nei Vals di Barrios echeggiava quella di Fryderik Chopin.


A colpire le oltre duecento persone che affollavano l’aula magna del Verri è stato soprattutto il meraviglioso tocco di Voorhorst, capace di passare dalle sfumature più cristalline del tremolo della Limosna por el amor de Dios di Barrios e di Recuerdos de la Alhambra di Francisco Tàrrega (1852-1909) allo sfumato tonfo dei power chords nel secondo tempo della Sonatina meridional di Manuel Marìa Ponce (1882-1948). Ultimo salto aldilà del mare (questa volta il Mediterraneo) è stato Koyunbaba, brano ispirato dalle leggende e dai suoni della Turchia, dove il compositore, Carlo Domeniconi (1947), vive da anni.


Al secondo appuntamento della Stagione, torna a stupire la quantità di lodigiani e ‘forestieri’ attirati dalla risonanza di cui gode, a Lodi, uno strumento tenue come la chitarra, a fronte di una giornata che vedeva un’infelice sovrapposizione di ben tre concerti in città.


Alle spalle degli artisti, intanto, campeggia sempre il pannello della Fondazione Banca Popolare di Lodi, simbolo dell’insostituibile contributo che da anni essa concede ai volontari dell’Atelier; volontari che, da qualche tempo, includono un certo numero di forze fresche: dall’interprete, già menzionata, al segretario, ai musicologi autori dei programmi di sala, tutti poco più che ventenni.


Non resta che augurarsi che questa kermesse possa proseguire il proprio lavoro anche in questi tempi di ristrettezze economiche, in vista dell’Expo 2015, e attendere con ansia il prossimo concerto: la greca Antigoni Goni, domenica 11 maggio, ore 17 all’Incoronata.


Francesco Tagliaferri