Chitarra in Italia

XXIX Convegno Chitarristico

Benevento - Teatro De Simone

15 ottobre 2016



a cura di Paola Troncone

 
 


Sono ormai ventinove le edizioni, a partire dal 1933, delle giornate di studi promosse dal Comitato scientifico di Chitarra in Italia per arricchire di sempre nuove tessere il mosaico antropologico e musicale del mondo della chitarra.


Quest’anno la manifestazione si è svolta nella sannitica Benevento, prima ancora conosciuta come Maleventum, città legata nelle sue origini mitologiche all’acheo Diomede e ai riti sabbatici delle janare, distante solo 80 chilometri da Napoli, ma pure dalla città partenopea così diversa e riconoscibile nella sua identità; e alla sua realizzazione si sono affiancati il Conservatorio della città, ‘Nicola Sala’, l’Autunno Chitarristico coordinato da Piero Viti, e dotGuitar, diretto da Lucio Matarazzo. Il Convegno ha trovato la sua cornice ideale in quel piccolo gioiello dalle sobrie architetture settecentesche,del Teatro di Palazzo de Simone, destinato ad essere negli anni ‘80 la sede del Conservatorio stesso.


Alle 10.00 in punto del 15 ottobre i lavori si sono aperti con il saluto di benvenuto del Direttore del Conservatorio Giuseppe Ilario e l’agile illustrazione dei vari contributi da parte di Simona Boni - infaticabile organizzatrice della manifestazione e tra i componenti del Comitato Scientifico insieme a Enrico Tagliavini, Giovanni Indulti, Giuliano Balestra e Vincenzo Pocci, questi ultimi due presenti in sala -, la quale ha sottolineato come quest’anno la mostra, abitualmente allestita in occasione del Convegno, ha visto riuniti, grazie ai maestri proprietari delle collezioni (Aruta, Grande, Viti), documenti inediti e manoscritti autografi affiancati a rare edizioni a stampa e a strumenti originali, afferenti alla Scuola Napoletana, in un arco di tempo che va dalla seconda metà del Settecento alla seconda metà del Novecento, con particolare riferimento alle figure di Ferdinando Carulli e di Teresa De Rogatis.


Il primo relatore della giornata, Marcello Vitale ci ha mostrato, facendo ricorso ad una forte suggestione simbolica come quella del ‘labirinto’, il problematico percorso di recupero del passato in musica, sia sotto il profilo filologico, sia sotto quello ‘organologico’, con la conseguente adozione di prassi esecutive pertinenti.


Ogni lettura storica, ha insistito Vitale, risulta riduttiva se non viene inserita in una tradizione viva e continuativa. Si arriva, dunque, a un concetto di filologia che ‘si rinnova’. Questa riflessione apre al dibattito interdisciplinare oggi molto vivo tra musicisti, filologi e musicologi da un lato, organologi ed etnomusicologi dall’altro: alla trattatistica di Sanz e De Murcia viene affiancata una nuova direttrice, quella della tradizione orale che sconfina nella musica etnica, popolare. Vitale ci ha dato contezza dei riscontri cui è pervenuto durante la sua ricerca, mostrandoci esempi, sia sulla chitarra barocca, con corde di budello, che sulla chitarra battente costruita da Vincenzo De Bonis, con corde di metallo e ponticello mobile.