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La prima straordinaria

interprete della sezione

“Chitarra Femminile Singolare”

Antigoni Goni




 


  di Mauro Tamburrini    mauro.dotguitar@gmail.com


 
 


Il nome della grande chitarrista greca Antigoni Goni girava da qualche anno tra gli organizzatori de UN PAESE A 6 CORDE come un desiderio irrealizzabile e, quando, finalmente, il primo sabato di luglio siamo riusciti a godere di un suo concerto nella deliziosa Chiesa di S.Carlo Borromeo affacciata sul lago Maggiore, l’emozione era tanta.


Introdotta da Francesco Biraghi, prezioso curatore della sezione classica del festival, è entrata in scena lasciandoci senza fiato per la sua forte personalità, semplice e regale al tempo stesso.


E ancora non aveva profferito parola né aveva suonato neppure una nota. Pochi attimi di concentrazione, e le sue dita lunghe e flessuose già danzavano sulla chitarra, fresche, precise.


Le Piccole Miniature di Tarrega, con la leggiadria di Rosita, si sono rivelate perfette per rompere il ghiaccio e mostrare il lato affabile e cordiale di questa grande musicista che ha voluto scambiare qualche battuta (in un Italiano perfetto) col pubblico presente nonostante la contemporanea partita dell’Italia agli europei di calcio.


Ma dopo
questa prima concessione al repertorio classico, Antigoni ci ha offerto una musica diversa e più vicina al suo cuore, con due Epitaphios di Mikis Theodorakis, suonati con un calore e uno struggimento che racchiudevano tutto l’amore verso il celeberrimo compositore.


Di respiro più internazionale, romantica e sofisticata, la musica di un altro autore greco, Manos Hadjiakis, per noi meno noto, con cui Antigoni ha proseguito il concerto, catturando la platea con la sua intensità.


Tutti erano attenti e incuriositi, così rispettosi da rimanere in religioso silenzio persino durante l’accordatura della chitarra, resa più ardua dall’umidità del lago.


L’originalità del repertorio presentato questa sera, poi, ha costituito una novità intrigante che ha contribuito ad aumentarne ancor di più il fascino. Abbiamo avuto così modo di scoprire ed ascoltare le 4 Miniature Greche del compositore bulgaro Atabas Ourkouzounov (dedicate alla stessa Antigoni), dalle sonorità esotiche e particolari, certamente non facili da apprezzare, ma di notevole interesse. Più semplice ed evocativa l’Argentina che traspariva dalla Suite del Recuerdo di Jose Luis Merlin, che ha preso vita dalle sue mani, con intenso calore mediterraneo, fino all’applauso finale che ha salutato la fine del concerto.


Lei, con un grande sorriso ed un inchino, è uscita di scena per ritornare subito dopo richiamata dal pubblico a cui ha regalato un ultimo bis con il quale salutare i presenti, stregati dalla sua regalità.

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Patrizia e Mauro Gattoni