di Giorgio Signorile

Echi d’Oriente
di Giorgio Signorile

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Echi d'Oriente,

appunti tecnico-interpretativi




Nella mia didattica (qui parlo di quella di base) non uso generalmente metodi, specialmente manuali di tecnica, semplicemente nel momento della difficoltà lavoro con l'alunno sul problema specifico con esercizi mirati e a volte scritti per lui ad hoc.


A volte capita che ci si focalizzi per un periodo di tempo su una problematica precisa e si cerchi di risolverla più che con esercizi meccanici con brani scelti dal repertorio tradizionale o, come dicevo prima, scritti appositamente.


Ad esempio....la velocità non è solo questione di scioltezza di dita, di meccanica, di ripetizione di scale e arpeggi ma è anche una questione “mentale” che consiste nel pensare le posizioni e prepararle con un certo anticipo dove possibile. Per fare ciò è ovviamente importantissimo avere  un'impostazione che lo consenta, e cioè  dita ben disposte sulla tastiera, come se ognuna dovesse premere un tasto differente e a poca altezza da esso (foto 1).



Nel momento dello studio segniamo i punti nei quali una preparazione della posizione potrebbe facilitare la velocità e la pulizia del passaggio: ad es, nella prima battuta il bicordo con 3-4  può essere preparato mentre suoniamo 1-2, il bicordo 2-3 può essere
preparato mentre suoniamo 1-0...e solo per restare alla prima battuta...(foto 2 e 3)







Anche il polso entra in gioco: a volte ci troviamo a dover effettuare movimenti inconsueti per mantenere la musicalità della frase e legare bene le note, come a batt 14, dove il 3 deve stare fisso sul sol basso costringendo il 2 e il 4 ad un movimento non comune...ma una piccola rotazione del polso verso destra aiuterà nella pulizia del passaggio, provate alcune volte e acquisirete probabilmente una novità da mettere nel vostro bagaglio tecnico (foto 4). Nella batt 19 l'allargamento è di quelli impegnativi, se non riuscite potete ottavare il basso suonando il fa sulla quarta corda.

Attenzione alla diteggiatura della batt.20, dove, per mantenere il fa -primo basso- ed evitare strappi nel prendere il secondo basso, sol, è bene mettere il 4 dito sul la (terzo bicordo): tutto sarà più morbido e legato grazie proprio alla preparazione “in aria” che potrete fare del basso in questione col 3 dito.

In ultimo, tutto il brano si sviluppa su sequenze di bicordi, tutto deve essere ben amalgamato, dovrete sentire un suono solo uscire dalle vostre dita, non percepire i due tocchi, ascoltatevi sempre attentamente.

Buon studio!


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