di Giorgio Signorile

Mauro Giuliani 
Fughetta op.113

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Mauro Giuliani: Fughetta op.113


     Ma che bel tipo sto Mauro Giuliani! Per tutta la vita gioca con la chitarra inventando melodie, arrangiando temi operistici, compilando metodi didattici e.....improvvisamente ci regala questo brano, totalmente diverso da tutta la sua produzione, che chiama Fughetta, ad indicarne la “direzione compositiva” più che il genere musicalmente conosciuto. In effetti in questo pezzo sarebbe difficile individuare i temi propri della Fuga, meglio parlare allora di conduzione delle voci,  fondamentalmente un canto e un basso ad imitazione, con alcune sezioni accordali che ne intervallano il procedere.


     E' un brano del Giuliani maturo, pubblicato nel 1824 da Diabelli a Vienna: ormai è famoso e celebrato come chitarrista, compositore e insegnante e questo brano potrebbe far pensare ad un'idea didattica più articolata che poi per qualche motivo non ha trovato continuità; certamente il pezzo è bello, scritto con maestria, a partire dalla tonalità di Sol M, piena e chitarristica, fino allo sviluppo della melodia, semplice, chiara e ben condotta, in un equilibrato gioco di imitazione tra le parti.

     Tecnicamente il brano è di media difficoltà e riserva alcuni problemi, ovviamente a seconda della velocità di esecuzione: a battuta 14, pur nella difficoltà dell'allargamento, meglio prendere il Re col 2°dito e il Do# col 4°, non è proprio una passeggiata, può sicuramente aiutare lavorare anche col polso, spingendolo leggermente verso il corpo; e poi attenzione ai passaggi dove il pollice riprende le frasi precedentemente suonate dal canto, batt.54- 58 e 67-70, siate leggeri e rilassati con la mano destra per non “imballare” il passaggio.


     In tutto il brano attenzione alla partenza di ogni voce, fatela sentire grazie a piccoli cambi di colore e intensità, giocare col timbro è una delle armi che abbiamo a disposizione per farci ascoltare sempre con curiosità e interesse.


     Pur richiamandosi alla Fuga il brano è una composizione del periodo classico, perciò non è una brutta idea dargli un respiro più rilassato e meno “quadrato” rispetto ad una vera e propria Fuga: ascoltando la mia idea interpretativa credo vi renderete meglio conto dell'ambiente sonoro a cui mi riferisco.


     L'edizione originale non presenta segni di diteggiatura, e allora colgo l'occasione per proporvi un bellissimo volume dedicato alle Fughe del periodo romantico dove troverete questo brano e altri, ottimamente rivisti e diteggiati dall'amico Fabio Rizza, il titolo è 7 Romantic Fugues for Guitar, edito da Ut Orpheus, lo trovate nel sito della casa editrice.


    Ultimo consiglio, come sempre, partite da una versione pulita e lavorate autonomamente sulla diteggiatura, in modo da approfondire lo studio del brano nel rispetto dello scorrimento delle voci e della cantabilità delle stesse: sarà anche una Fughetta ma è sempre Giuliani, la voce della chitarra dell'800!