di Giorgio Signorile

Una semplice interpretazione

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Una semplice interpretazione


Oggi vorrei parlare d’interpretazione partendo da un mio brano in arpeggio, Tramonto.

Si tratta di un brano dove la mano destra svolge un lavoro apparentemente semplice, quattro note in successione, sempre p.i.m.a., e la sinistra lavora in prima posizione: quindi nessun problema di tecnica, possiamo davvero cimentarci a tirare fuori della musica da queste sequenze arpeggiate!

La prima osservazione che propongo è di guardare la struttura del brano: ci sono quattro battute iniziali che propongono un tema, dove la melodia da evidenziare è presente proprio sotto forma di...arpeggio, e ogni nota pesa quanto l'altra, quindi ecco la prima difficoltà: avere un pieno controllo della mano destra e saper dosare l'energia uguale su tutte le note. Seconda osservazione: il tema che osserviamo ha uno sviluppo ascendente (guardate la nota acuta, si-do-re-mi, il basso, sol-la-si-do) e allora possiamo dare un senso interpretativo a questa successione, con un crescendo progressivo che culminerà al forte della quarta battuta. Si presenta quindi un piano improvviso (improvviso mi raccomando, l'effetto sorpresa funziona sempre) alla quinta battuta e rifacciamo il giochetto che ci porta alla nona battuta: in tutta questa sezione possiamo giocare non solo con la dinamica piano-mezzoforte-forte ma anche col timbro, spostando la mano destra tra buca (dolce) e ponte (aspro), come si può vedere dal video allegato.

Dalla nona battuta c'è una seconda frase, anch'essa ripetuta due volte, che interpretiamo   invece partendo dal forte (è il punto d'arrivo del crescendo iniziale) per andare, decrescendo progressivamente ad un piano quattro battute dopo ( questa volta la nota più acuta scende, re-do-si, e con questa dinamica ne assecondiamo il movimento).  Le ultime due battute sono di finale, con un rallentato che parte sull'ultima quartina e con l'ultima posizione (accordo incompleto di sol) ben tenuta e vibrata.

Ricordate di esercitarvi innanzitutto sul suono, cercando l'uniformità di peso e durata di ogni nota, è l'aspetto tecnico più importante, prerequisito fondamentale per la corretta esecuzione dello studio in questione. E lavorate sempre a metronomo, partendo per questo pezzo con la semiminima=72 circa, fino ad arrivare all'indicazione di 92-96.

Buon lavoro!


p.s. Il brano descritto è presente nella raccolta “Classico...ma non troppo” di Giorgio Signorile, ediz. Giancarlo Zedde-Torino