di Giorgio Signorile

J.K.Mertz 
Notturno n.1 op.4

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Johann Kaspar Mertz:   Notturno n.1 op.4


La prima composizione che mi viene in mente pensando alla parola Notturno abbinata alla musica è “La piccola serenata notturna” di Mozart, un brano articolato in più tempi, per piccola orchestra, dove l'ispirazione del primo tema porta l'ascoltatore in un mondo sereno, un notturno quasi “infantile”, delicato, è l'evocazione di una notte sognante, lontana dai guai e dai problemi della giornata...


Il Notturno, per come lo vogliamo intendere noi in questa lezione, diventa invece una composizione principalmente per strumento solista, in un tempo, di difficoltà relativamente modesta, adatta quindi ad una classe aristocratica che, a metà '800, cercava musiche per i salotti di forte impatto emotivo e poco dispendio tecnico, banalizzando un po' possiamo dire delle belle melodie accompagnate; certamente non possiamo generalizzare perchè quando a scrivere i Notturni arrivò un certo Chopin il livello artistico di questa espressione musicale acquistò struttura precisa, nobiltà e ovviamente grande valore artistico...ma noi ci vogliamo occupare adesso di un compositore-chitarrista che dal pianoforte prese molto in ispirazione musicale e tecnica, Johann Kaspar Mertz.


Di questo autore dobbiamo ricordare infatti soprattutto i Notturni e le Fantasie, tra le quali l'Elegia, un'opera che secondo molti musicisti è la composizione che ha segnato più di tutte il romanticismo della chitarra. Johann Kaspar Mertz fa parte, insieme a Giulio Regondi e Napoleon Coste, della triade romantica della chitarra, strumento che è sopravvissuto in tutto il periodo romantico grazie proprio a queste importanti personalità. La musica di Mertz si fonda su uno stile decisamente romantico, con armonie elaborate, uno modo di scrivere quasi pianistico che solo lui stesso riusciva a eseguire nel modo migliore, impressionando tutti, perfino Shubert.


Il brano di cui parliamo fa parte dell'op.4, tre Notturni: il 1° è una bella composizione in La minore, una tonalità che secondo me è molto adatta all'evocazione di un senso intimo, caldo...il pezzo inizia proprio con un accordo di La m,  e nel suo successivo sviluppo melodico l'atmosfera è soffusa, delicata, ma non propriamente serena, ricorda un ambiente romantico tedesco, con sentimenti contrastanti, e nella sua semplicità tematica rappresenta bene il mondo musicale di Mertz: melodia chiara (era anche un ottimo violoncellista, e questo aspetto si sente nel suo “portare”la linea melodica), armonia aperta, ritmo interno lirico e cantato. La cantabilità del brano è accentuata dall'incedere a terzine, un tipico espediente di Mertz -e non solo- che lo rende anche molto godibile dal punto di vista ritmico.


Nel suo piccolo questo brano ha una summa di difficoltà che lo rendono adeguato ed utile ad un medio livello (4 anno circa): innanzitutto il respiro, l'ambiente generale, che deve essere discreto, rispettoso della natura del pezzo (Notturno), da eseguire senza fretta e senza sdolcinature, c'è già tutto scritto, basta rispettare lo spartito senza aggiungere troppo...


Tecnicamente bisogna fare attenzione nell'evidenziare la melodia quando questa è posta non all'acuto ma al basso, espediente piuttosto comune in Mertz: occhio quindi a non enfatizzare troppo i bicordi superiori che accompagnano il tema; il più mosso finale necessita di cura nella realizzazione tecnica e di un po' di “foga interpretativa” per renderlo più deciso e interessante all'ascolto: non è il classico finalone alla Giuliani ma ha il suo fascino, soprattutto perchè Mertz, amante della melodia napoletana (ha scritto tantissime revisioni e opere originali prendendo spunto da Tarantelle e temi popolari), ci infila una bellissima citazione armonica dell'ambiente popolare locale.

Quindi due pagine di musica belle, non troppo difficili, evocative e divertenti da suonare!




Johann Kaspar Mertz Notturno n.1 op.4