di Giorgio Signorile

Tears in Heaven
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Tears in Heaven

Eric Clapton



Tears in Heaven è sicuramente una delle canzoni più belle e commoventi di Eric Clapton, celebrato chitarrista elettrico blues-rock: scritta in memoria del figlio Conor scomparso tragicamente ormai 26 anni fa, possiede una melodia struggente che non ha bisogno di molti ascolti per farsi ricordare, non per nulla la sua versione più bella è anche quella più semplice, contenuta in Unplugged, dove Clapton è solo con voce e chitarra.


Vi propongo un arrangiamento che segue fedelmente la canzone ma parallelamente prende una “vita” propria grazie al mio modo di scrivere, suonare, pensare il brano.


Nel momento in cui si tolgono le parole si potrebbe pensare che buona parte della poesia contenuta nel pezzo vada perduta: in realtà è così solo in parte, sta a noi che suoniamo cercare di rendere col giusto feeling i passaggi melodici più intensi in modo che la sostituzione parola-nota sia fruttuosa e generi la stessa emozione.


Nell'arrangiamento (al quale ho aggiunto un breve intro di provenienza Pat Metheny), ho mantenuto la struttura A A B A simile a quella della canzone originaria ma, non avendo le parole che raccontano una “storia”, ho creato piccole varianti nelle ripetizioni delle strofe e di ogni passaggio “già suonato”, quindi  variazioni di ritmo, accentuazioni, piccoli svolazzi di raccordo tra una sezione e l'altra, basso in ostinato ecc, tutto materiale che la mia chitarra classica accoglie nel suo mondo, in prestito dalla dimensione “acustica”.


Vedo con piacere che certi brani sono ormai entrati a buon diritto nei programmi da concerto dei musicisti -non solo chitarristi- più celebrati, si è iniziato coi Beatles, Morricone...basta cercare su youtube...il livello degli arrangiamenti sovente è ottimo e proviene da famosi e qualificati compositori (Takemitsu e Brouwer in primis), ma tornando indietro nel tempo sappiamo bene che la “forma” canzone, intesa come  brano strofa-ritornello-strofa che in pochi minuti racconta una storia di amore e passione, evoca emozioni e sensazioni, luoghi, ambienti è qualcosa già presente nella musica colta, pensiamo ai Songs di John Dowland, ma anche e soprattutto ai Lieder di Schubert, maestro in questa forma espressiva, insieme ad altri grandi del periodo Romantico.


Tornando al nostro pezzo, tra la versione che ho scritto nello spartito e quella suonata nel video possono esserci leggere discrepanze, dovute al...momento, al fatto che non trattandosi di musica classica ci si può “allargare” e, pur rispettando lo scritto, sentire al momento come si vede un certo passaggio e via, suonarlo così!


E per finire non posso che esortare gli amici chitarristi che si sentono in sintonia con questo genere musicale a lavorarci su, senza paura, ogni tanto proviamo a guardare al mondo della chitarra acustica e alla leggerezza con cui ad esempio anglosassoni e americani si avvicinano al nostro meraviglioso strumento e al suo repertorio, originale e trascritto.



Download partitura Tears in Heaven.pdf