di Giorgio Signorile

El Testament d'Amelia

Home

Home archivi

http://www.dotguitar.it
http://www.dotguitar.it/zine/archivi/index.html
 
El Testament d'Amelia

Fra i miei ricordi di studente di Conservatorio c'è sicuramente il senso di stupore che mi coglieva quando ascoltavo gli amici “grandi” suonare qualcosa che normalmente ascoltavo nei dischi di Yepes, Segovia e altri esecutori. Fra questi brani El Testament d'Amelia di Miguel Llobet (insieme alle altre magnifiche Canzoni popolari catalane) ha sempre avuto su di me un grande potere evocativo. Una melodia  popolare, sorretta da un  semplice accompagnamento, il tutto ripetuto due volte: apparentemente tutto lì ma....

Ascoltiamola in una versione per canto e orchestra, con la voce di Josè Carreras



Vediamo ora di cosa parla la Canzone perché sarà importante per interpretarla al meglio


L'Amelia è ammalata, la figlia del buon re; conti vanno a vederla,conti e nobil gente.
"Figlia, la mia figlia, di che male vi lamentate?"."Il male che io ho, madre, voi lo conoscete bene!".
"Ahi che il mio cuor si stringe,come un pomo di garofano!"
"Figlia,  la mia figlia, di ciò vi confesserete; e, appena confessata, il testamento farete!".
"Ahi che il mio cuor si stringe, come un pomo di garofano!"
"Un castello lascio ai poveri, perché ritornino a Dio; quattro a mio fratello Carlo; due alla madre di Dio.".
"Ahi che il mio cuor si stringe, come un pomo di garofano!"
"E a voi, la mia madre, vi lascio il marito mio, perché ve lo teniate in camera, com'è già da tempo che fate."
"Ahi che il mio cuor si stringe,come un pomo di garofano!"

Credo che qualcuno si stupirà nel leggere un testo così “piccante”, probabilmente tanti pensavano ad una triste canzone d'amore dai risvolti alla Giuletta e Romeo e invece....si parla di un argomento piuttosto scabroso, trattato però musicalmente in maniera davvero poetica ed efficace. 
Come prima cosa osserviamo lo spartito: la melodia è facilmente identificabile, è sempre nella voce superiore (a parte la frase finale della quale parleremo in seguito). 
Miguel Llobet fu un grande esploratore del suono, la timbrica era la sua carta d'identità musicale: suonare una sua melodia  ci obbliga a tirare fuori dallo strumento tutte quelle caratteristiche che vanno sotto al nome di interpretazione, di colore e necessariamente, come prerequisito, dobbiamo possedere una buona conoscenza della tastiera e delle posizioni alternative alla tradizionale: perché quella frase iniziale suonata in prima posizione è differente rispetto a ciò che l'autore ci richiede, provate ed ascoltatevi nelle due situazioni:





Notate come la diteggiatura divida la frase in due parti, la prima sulla 2a corda e la seconda sulla 1a, e provate a realizzare il tutto in altre posizioni, per rendervi conto dell'importanza di eseguire così come scritto ciò che state suonando.

A questo punto vi sarete resi conto che una melodia simile suonata con quel timbro particolare ha bisogno di un adeguato accompagnamento: proviamolo separatamente, tenendo presente che le diteggiature saranno poi in relazione alla voce superiore, ma anche così è un esercizio di comprensione molto utile:




suoniamolo con leggerezza, senza dargli troppo peso, ma in modo da sostenere la melodia e da differenziarne bene il livello sonoro; dobbiamo avere la sicurezza che ciò che suoniamo è veramente ciò che è importante ascoltare, nel modo giusto ed equilibrato. Bene, ora mettiamo insieme le due parti, melodia ed accompagnamento e respiriamo insieme a Llobet, è facile, non dobbiamo avere fretta di concludere le frasi, completiamo sempre bene ciò che dobbiamo dire prima di passare alla frase seguente, chi ci ascolta, specie in un brano simile, deve “pendere” dalla nostra chitarra, aspettando le note una ad una, e noi dobbiamo assecondare questo suo desiderio, dobbiamo cioè respirare la musica, interpretandola e vivendola.