Giovani

Home archivihttp://www.dotguitar.it/zine/archivi/index.html

di Francesco Biraghi

Homehttp://www.dotguitar.it/

Duo ETERNA

Paolo De Stefano

Luigi De Leo

chitarre

 
  Pag. precedenteduodeste.htmlduodeste.htmlduodeste.htmlshapeimage_6_link_0

B. Beh, dal disco devo dire che il tuo “escamotage” funziona assolutamente benissimo! Comunque la conoscenza degli Assad vi ha portati nell'orbita di Clarice Assad; tutto è cominciato quando le hai richiesto uno spartito che lei aveva perduto, giusto?


P. Io l'ho cercata per molto tempo poiché sapevo che Sergio aveva una figlia che aveva composto alcuni brani, da lui incisi con il clarinettista Gabriele Mirabassi. Dopo aver trovato il Sito Internet di Clarice, ho guardato nell'elenco dei brani cosa avesse scritto per due chitarre. Trovai il brano Mercador de Sonhos, suonato dagli Assad e le dissi di essere interessato ad averne lo spartito. Lei mi disse di chiederlo a Sergio, suo padre; a sua volta lui mi disse di rivolgermi a Byron Fogo, suo amico incaricato di tenere una sorta di archivio dei suoi pezzi. Fogo mi disse che purtroppo lo spartito di Mercador de Sonhos era andato perduto (ed era l'unica copia manoscritta!). A quel punto scrivo nuovamente a Clarice e le dico di mandarmi l'MP3 perché avrei tentato di trascriverlo ad orecchio. Dopo una settimana di lavoro estenuante ce l'ho fatta.


B. Beh, però adesso è sul vostro CD! Sarà stata felice anche lei di questo, no?


G. Infatti per ringraziare Paolo per il suo ottimo lavoro ci ha scritto successivamente Brasilerinhas. *


B. Facciamo ancora un’ultima domanda “preliminare” (perché in realtà il vero protagonista di questa intervista è il CD e non ne abbiamo ancora parlato…). Parliamo un momento di Gioachino Giussani caro amico ed ottimo liutaio. Io ricordo che un tempo avevate chitarre diverse, anzi nei primi tempi in cui suonavate in duo c'era tra voi una certa disomogeneità di suono, non necessariamente un problema, intendo dire, anzi, era una differenza che poteva anche avere un suo senso. Invece poi siete andati alla ricerca di una nuova omogeneità, e in questo senso avete scelto di suonare su due chitarre di Giussani: com'è nato il “colpo di fulmine”?


P. Avevamo il desiderio - forse anche un po' per il fascino esercitato su di noi dalle chitarre degli Assad - di avere una chitarra con la tavola inclinata. Ci eravamo infatti resi conto che era una grossa comodità tecnica perché in duo si finisce spesso a suonare oltre il dodicesimo tasto e con la tavola inclinata sei molto più facilitato, al di là di un discorso di pura potenza


B. Il suono più è potente perché sei più comodo e quindi suoni più forte o perché la tavola è inclinata?


P. La tavola inclinata ha una trazione anche verticale (quasi come la tavola dell'arpa) quindi il suono ha molta più potenza e l'attacco è molto più pronto, anche se molti liutai dicono che così la chitarra ha meno timbrica. In realtà Giussani è riuscito a trovare una chiave per dare un bel timbro anche allo strumento “inclinato”; le chitarre che suoniamo le abbiamo ordinate dopo due o tre anni che Giussani ne costruiva con la tavola inclinata. Insomma, abbiamo scelto Giussani un po’ perché era bello il suono delle sue chitarre ma anche perché non si può proprio non diventare amici di una persona amabile come Gioachino!


B. Ma tu avevi già una sua chitarra, vero?


P. Sì, avevo già una sua chitarra e negli anni abbiamo avuto modo di provarne molte altre sue: io credo di averne provate almeno una ventina, quindi sapevo di andare sul sicuro…


B. In effetti devo dire che non vi sentivo da un po' di tempo quando vi ho ascoltati a Pura (in Svizzera) in occasione di una Masterclass; vi ho sentiti completamente trasformati, c'era veramente un “plus” di valore nel vostro modo di suonare che probabilmente anche le chitarre avevano incentivato. Soprattutto ho sentito un duo molto a fuoco dal punto di vista della timbrica.


P. Avevamo suonato Rameau…


G. Comunque avere la stessa chitarra rende più semplice la ricerca di determinate timbriche o di determinate sonorità quando sai che il tuo strumento è praticamente identico a quello del partner.


B. Le vostre chitarre sono entrambe in cedro?


P. Sì, con le fasce e il fondo in ebano macassar, diapason 650mm.


B. E così...passa un giorno passa l'altro e a un certo punto facciamo un disco...quando avete deciso di farlo?


P. Mah, circa un anno e mezzo fa ci siamo guardati in faccia, non si suonava dal vivo, non si facevano concerti…


G. Ha contribuito  la crisi…


B. Certo, quello è un problema comune a tutti i musicisti…


G. C'era più tempo per studiare…


P. …allora ci siamo detti “lo vogliamo fare un CD o no?”


B. …anche per avere un “biglietto da visita”…


P. Sì, certo, e poi c'erano questi pezzi di Clarice Assad… E anche Gianluca Fortino che è uno degli autori che abbiamo registrato, ci aveva dedicato questo brano che si chiama Trittico d'estate; in più c'erano dei pezzi miei… Insomma, avevamo un po' di materiale e, visto che l'idea del progetto con musiche inedite si poteva realizzare, ci siamo detti: “perché no?” Così abbiamo cominciato a finalizzare il nostro studio, le nostre prove, per registrare il CD, coscienti che fare un disco è anche un'esperienza formativa e importante. Abbiamo sentito che i tempi erano maturi: forse due anni fa non saremmo stati pronti per fare una cosa del genere mentre ora ci sentivamo più “a fuoco”.


B. Certo, era più nitido il territorio su cui muovervi: Assad padre, Assad figlia…ma parliamo un attimo di Gianluca Fortino… Chi è?


G. E’ un grande amico!


P. Fortino è un carissimo amico che suona con noi nella Sextha Consort, un'orchestra di chitarre di Varese. Gianluca è nato in Svizzera però poi si è trasferito presto in Italia - genitori entrambi italiani - ha sempre scritto musica e devo dire che scrive anche molto bene… Negli ultimi anni ha composto cinque preludi per due chitarre, diversi studi per chitarra sola, alcuni brani per chitarra e clarinetto (ha un duo con sua sorella clarinettista) e infine ha scritto anche il “Trittico d'estate” che compare nel CD.


B. Dedicato a voi?


P. Sì, dedicato a noi: un giorno ci ha detto: “ragazzi posso scrivervi un pezzo?”, e noi: “devi scriverci un pezzo!!!” ed è venuto fuori questo brano...


G. Importante anche il fatto che molti chitarristi – primo fra tutti Lorenzo Micheli – l'hanno apprezzato molto.


B. Come definireste questo Trittico nell'economia del programma del disco; sbaglio o è un momento di maggiore gentilezza, forse di maggior lirismo e di sapore più mediterraneo?


G. Caloroso sì, giocoso, certamente, ma lo stesso Gianluca ci ha confessato di averlo scritto pensando a una sua giornata in Sicilia. I genitori di Gianluca sono siculi, e lui andava spesso là in vacanza da ragazzino, così ha voluto ricordare le immagini di una giornata tipicamente siciliana. A partire dal Risveglio che è il titolo del primo movimento, fino alle feste serali di chiusura della giornata. Il brano vuole un rappresentare una giornata giocosa, nonostante il secondo brano sia molto meditativo… A me ricorda il calore di una giornata estiva.



B. Invece il Preludio di Paolo De Stefano ha quasi un aspetto post-bachiano è molto geometrico c'è questo arpeggio “reticolare”. Com'è nato?


P. Quel brano è stato scritto praticamente in 20 minuti… L'accompagnamento si è materializzato in pochissimo tempo, invece la parte della prima chitarra l'ho dovuta pensare e ripensare, ma comunque alla fine qualcosa di buono è venuto fuori… Io adoro Pat Metheny e, dopo aver ascoltato un suo disco totalmente acustico in cui c'è un brano chiamato Song for the boys suonato tutto ad accordi con una chitarra acustica “baritono”. E' un brano con un'apertura sonora magnifica. Ero sul letto sdraiato che ascoltavo questo brano e ha cominciato a venirmi in mente qualcosa… In un attimo spengo il CD, prendo in mano la chitarra e comincio a suonare… Alla fine è venuto fuori questo arpeggio in 6/8 con tutti gli accenti spostati, un brano minimalista, come la musica che suona a volte Pat Metheny.... Ho  quindi sovrapposto questo arpeggio in 6/8 con una linea in 3/4 della prima chitarra, in modo da creare sorpresa all’orecchio dell’ascoltatore, più portato a seguire la prima chitarra. Come c'è scritto nel libretto del CD, la mia musica è un po' come una densa colonna sonora di qualcosa “che accade” e con questo brano voglio portare l'ascoltatore verso una sorta di meditazione.


B. Anche la suite “aria – fuoco – acqua…”: come sono collegati tra loro i movimenti? Sono i quattro elementi della natura, giusto?

______________

* Si ringrazia Clarice Assad per aver consentito la pubblicazione del suo brano dedicato al duo De Stefano-De Leo



 
Pag. successiva  duodeste2.htmlduodeste2.htmlduodeste2.htmlshapeimage_8_link_0