Dopo un loro concerto al Festival Internazionale di Cassino, abbiamo incontrato Giampaolo Bandini e Cesare Chiacchiaretta
Mauro Tamburrini
Giampaolo cosa pensi del virtuosismo?
Giampaolo Bandini
Beh, secondo me è la capacità di dominare la Musica in senso lato, poi ognuno suona il proprio strumento e cerca di suonarlo al meglio possibile, ma credo che alla fine l’idea di virtuoso e quella di colui che cerca di fare musica controllandone tutti gli aspetti, non solo quelli strumentali (che sono solo una parte), inoltre credo che il virtuoso debba essere un musicista prima di tutto perché il virtuoso fine a se stesso sinceramente è una figura che a me non interessa personalmente.

M.T.
Vogliamo parlare del vostro incontro, dell’esperienze che avete fatto….del tango…….
G.B.
Ci siamo incontrati per caso nel 2000 e un anno dopo abbiamo avuto la possibilità a Parma, in occasione del “Centenario” Verdiano ci hanno chiesto di inventarci qualcosa di nuovo su Verdi per creare delle situazioni un po’ alternative che non fossero semplicemente il recital di canto ecc…..e quindi parlando con Corrado Giuffredi, clarinettista con il quale suoniamo, ed abbiamo pensato: ma perché non ci inventiamo un “Verdi sui generis”, con un organico che possa richiamare il popolare, un Verdi raccontato “in osteria” tra un bicchiere di vino….ed un altro….beh, alla fine ci siamo inventati questo ballo in maschera, tutta l’opera con un attore e quattro strumenti, Fisarmonica, Clarinetto, Chitarra e Contrabbasso, che è il quartetto con il cui suoniamo tutt’ora! Possiamo dire che da lì è nata questa amicizia con Cesare e la nostra collaborazione musicale, ci siamo piaciuti a vicenda ed abbiamo iniziato a suonare prima in quartetto, poi abbiamo pensato al duo, ma con la fisarmonica ovviamente……quindi ho chiesto a Cesare di provare con il bandoneon e devo dire che c’è riuscito con ottimi risultati!
Il primo concerto è stato formidabile……..quell’anno ci aveva invitato Stefano Palamidessi a suonare a Roma, noi già avevamo suonato in duo ed in quartetto ma con la fisarmonica, ed erano pochi mesi che Cesare aveva iniziato a studiare i Bandoneon.
Abbiamo montato un repertorio anche abbastanza difficile, provando anche in albergo per tutto il giorno prima del concerto (anche se ad un certo punto ci han cacciato dall’albergo perché non ne potevano più perché suonavamo dalla mattina fino alla notte anche perché era la prima volta che eseguivamo quel programma…..….) alla fine il concerto è stato un successone!
M.T.
Cesare quindi ormai ti sei dedicato totalmente al tuo nuovo strumento?
Cesare Chiacchiaretta
Veramente no, con il quartetto continuo a suonare la fisarmonica mentre con il duo il bandoneon!

...l’intervista
M.T.
Giampaolo hai avuto problemi quando nel duo avete sostituito la fisarmonica col bandoneon?
G.B.
Beh, forse i problemi li ha avuti più Cesare……….dai diciamo che il modo di suonare del bandoneon è diverso ma la combinazione con la chitarra è molto meglio e funziona molto bene…. Non è un caso che in Argentina esistono e sono esistiti molti duo Bandoneon-Chitarra, possiamo dire che è una formazione classica per suonare il tango.
C.C.
Penso che per un chitarrista sia molto più divertente suonare con il bandoneon, che con il flauto o il violino….
M.T.
Avete anche raggiunto una bellissima intesa, sembra che suoniate con una sola testa…..
G.B.
Sì, un po’ perché vediamo la musica nello stesso modo ed anche perché questa “convivenza” dura da circa 10 anni, quindi in tutto questo tempo si ci avvicina con le intenzioni e con le idee.
Devo dire che ormai ci intendiamo sul palco in un modo straordinario, questo ci dà la possibilità di suonare sempre in modo diverso, di divertirci e di “giocare” e quindi creando sempre qualcosa di nuovo riusciamo anche a condividere questo tipo di musica in maniera molto libera, cosa giusta che sia.
M.T.

C.C.
In realtà, per un fisarmonicista com’ero io, abituato a non scendere mai sotto un mezzo piano suonare con la chitarra è stata una bella prova di sforzo,soprattutto dal punto di vista strumentale, ma pian piano con una tecnica particolare sono riuscito ad ottenere queste sonorità in piano e legato. È stata davvero piacevole devo dire, soprattutto un’ esperienza che mi ha aperto ad altri orizzonti sonori.
