Intervista di Duilio Meucci (continua)
A.Ginastera: Sonata op.47 (3° movimento)

Spesso non sono capaci di mettersi allo stesso livello di un violino o di un flauto. Per suonare con un violino o con un’orchestra si deve essere un grande chitarrista.
Credo che la nuova generazione di chitarristi sia molto più preparata, dal punto di vista della tecnica, per suonare insieme ad altri strumenti, ma credo anche che la chitarra si stia chiudendo un po’ in sé stessa, e i chitarristi un giorno pagheranno tutto questo.
D.
Pensi che nello sforzo di ovviare a questo problema è possibile che nasca una figura di musicista a 360 gradi, cioè compositore e interprete delle proprie musiche e degli altri, una sorta di Music Maker?
C.
Beh, io per via del mio impegno concertistico, che mi porta a viaggiare in tutto il mondo, non ho tempo per comporre, trascrivere, e occuparmi di altre attività come queste: suono ciò che già esiste.

D.
Allora pensi che essere un compositore possa avvantaggiare un musicista?
C.
Ancora una volta per la chitarra si verifica un caso particolare, il repertorio del periodo barocco, classico o romantico o addirittura del Rinascimento, non è un repertorio della chitarra.
Non si possono paragonare i repertori dei grandi maestri dell’ epoca barocca, classica o romantica con il repertorio della chitarra, c’è un’enorme differenza di spessore.
Non si puo’ comparare Sor con Beethoven, questo si nota ancora di più nel periodo barocco: eseguire il contrappunto a regola d’arte era impossibile con la chitarra, infatti il 100% delle trascrizioni per chitarra della musica barocca è falsa.
D.
Quindi sei contrario all’uso delle trascrizioni?

C.
Si, ma non voglio parlare di questo. Per me fare una trascrizione significa inserire tutte le note, mettere le ottave al loro posto.
Perché suonare una trascrizione di un brano perfetto per un altro strumento? Si tratta di una questione di rispetto dello stile, della dinamica della musica, del compositore.
D.
Sei l’organizzatore del Festival di Naxos (già Festival di Volos ndr): è per te un problema far conciliare la tua attività concertistica con quella organizzativa?
C.

L’ anno successivo sono venuti circa cento chitarristi a Volos e così ho dato vita al festival nazionale della chitarra di Volos e in trenta anni sono venuti più di novemila studenti e circa quattrocento professionisti.
Alcuni di loro hanno cominciato la loro carriera professionistica lì, ricordo ad esempio tra i più significativi Aniello Desiderio, il Duo Melis, Zoran Dukic.
D.
Questa sera ti sei esibito con una particolare tecnologia per amplificare la tua chitarra. La porti sempre con te per i tuoi concerti. Come mai questa scelta?