
John Williams e Costas Cotsiolis con Leo Brouwer

C.
Ho suonato più di duecentocinquanta volte con l’orchestra e ogni volta il problema grave era la sonorità della chitarra.
Se in sala era presente un bravo tecnico del suono il concerto era straordinario. Ma oggi viviamo nel 2000.
Non parliamo più delle sale del 1800 che erano per duecento persone, adesso la sala da concerto è una sala multiuso, si fa teatro, si cantano canzoni, si suona la chitarra, si fa rock, pop, le nuove generazioni sono abituate ad un suono fortissimo, quindi non si può fare a meno di adattarsi.

D.
So che ti sei preso un anno sabatico, di riposo dall'attività. Ce ne vuoi parlare?
C.
È dal 1972 che svolgo un’attività concertistica senza sosta con la media di 25-30 concerti l’ anno: ho deciso di riposarmi un po’.
Farò un’unica eccezione a febbraio quando suonerò in trio con Aniello Desiderio e Zoran Dukic al Festival di Belgrado. Il tempo scorre molto velocemente e ho intenzione di suonare meno e di vivere più intensamente.
Farò un’ unica eccezione a febbraio quando suonerò in trio con Aniello Desiderio e Zoran Dukic al Festival di Belgrado. Il tempo scorre molto velocemente e ho intenzione di suonare meno e di vivere più intensamente.
Farò un’ unica eccezione a febbraio quando suonerò in trio con Aniello Desiderio e Zoran Dukic al Festival di Belgrado. Il te

A.Ginastera: Sonata op.47 (4° movimento)