Intervista di Duilio Meucci (continua)

A.
Mah, penso sia sempre l’ultimo, perché è un’esperienza indimenticabile, indipendentemente dalla resa.
D.
Ricordi il tuo primo concerto?
A.
Non lo ricordo bene, forse fu a Napoli al Circolo Politecnico...
D.
L’esperienza che ti ha cambiato la vita?
A.
Il Festival di Cuba!
D.
L’esperienza che non rifaresti?
A.
I concorsi, per via dell’impatto emotivo troppo forte.
D.
Il tuo CD più bello?
A.
L’ultimo, spero!
D.
Il CD che non rifaresti?
A.
Il primo, quello del premio del concorso Herrero.
D.
Il tuo sogno nel cassetto?
A.
Realizzare in Italia quello che sto realizzando all’estero.
”
“
¡Golpe!
Una parola, un aggettivo, un’espressione, una frase da associare ai seguenti personaggi...
Niccolò Paganini: Fuoco!
Bach: Dio
Antonio Josè: L’eleganza
Francisco Tarrega: La vita quotidiana in tutte le sue sfaccettature
Bruno Battisti D’Amario: Il Maestro!
Leo Brouwer: La Musica!
Carlo Domeniconi: Geniale, ma l’unica persona che non lo sa è lui.
Ti piace la sua musica? Si, tanto. Mi dà la possibilità ogni volta che l’affronto di spaziare senza limiti e senza barriere
Gyan Riley: Un talento

Aniello Desiderio: Spero un musicista
Perché speri?
Perché oggi di persone che parlano bene di sé stesse ce ne sono tante, io non so se lo sono davvero, e ho bisogno che siano gli altri a dirmelo, per me è fondamentale la risposta del pubblico
E se per un po' di tempo non dovessi sentire più questa risposta del pubblico? Forse scenderebbe la mia grande voglia di salire sul palco, cercherei la motivazione della non risposta del pubblico. Certo non riuscirei a cambiarmi perché quando sono in scena sono me stesso e non riuscirei a trattenermi solo per sentirmi dire “Bravo”!