Dopo un esame al Conservatorio S.Pietro a Majella di Napoli, che l’ha vista in veste di relatrice nella Commissione per i Diplomi dei Corsi di II Livello tenuti dal M° M.Villa, incontriamo la simpaticissima chitarrista di origini greche, che da anni vive stabilmente a Bruxelles e... in tutto il mondo


Piero Viti

Ci parli della tua storia e di come è nata la passione per la chitarra?


Antigoni Goni

Sono nata nel 1969 in Grecia durante la dittatura di Papadopoulos. In quegli anni era molto pericoloso esprimere idee diverse da quelle del regime e chiunque lo criticasse apertamente rischiava carcere e tortura.


Come molti altri greci anche i miei genitori si opponevano alla dittatura ma, avendo bambini piccoli, non potevano lasciare facilmente la casa. Così, anziché andare loro altrove, ogni sabato era la nostra casa che diventava sede di cene e riunioni con un sacco di amici. Durante queste serate cantavamo (con le persiane ben chiuse, ovviamente) molte canzoni di protesta contro il regime come quelle di Theodorakis e Xarhakos.


La chitarra era lo strumento che accompagnava queste canzoni, il cuore delle emozioni di quelle serate. E poi i miei genitori avevano delle voci stupende ed io bambina ne ero assolutamente rapita. Non sono mai diventata una cantante brava come loro ma allora sapere suonare e cantare come loro era il mio desiderio più grande! 


Così a sette anni ho chiesto di prendere delle lezioni di chitarra. Ovviamente a quell’epoca non esisteva ancora il metodo “Suzuki” e quindi ho dovuto aspettare alcuni anni per potere tenere una chitarra in mano.


Finalmente a 10 anni ho potuto cominciare a studiare chitarra. Il mio primo professore era un giovane allievo di Evangelos Assimakopoulos che l’anno successivo sarebbe diventato il mio Maestro e con cui ho studiato finché non ho lasciato la Grecia quasi dieci anni dopo.


Certo, a quell’epoca non mi esercitavo tanto quanto avrei poi fatto in futuro. Come molti giovanissimi studenti non avevo ancora fatto della chitarra il cuore della mia vita ma avevo tantissimi interessi (la scuola, le lingue, la ginnastica, il disegno ecc). Insomma, da brava undicenne studiavo solo quanto bastava per preparare la lezione.


Nonostante l’impegno parziale, Assimakopulos, come mi disse in seguito, si convinse subito del mio talento e che potevo eccellere in questo campo ed essere molto competitiva. Ancora non so come abbia fatto a capirlo da subito, ma scommise molto su di me incoraggiandomi e stimolandomi in tutti i modi: mi inseriva sempre nei concerti di classe assegnandomi sempre nuovi pezzi, anche abbastanza complicati dal punto di vista tecnico, per cui dovevo studiare per forza, perché sapevo che poi c’era una esibizione pubblica!



Maurizio Villa

Perché hai scelto la chitarra come strumento?


A.G.

Come ho detto prima, da piccola, nelle cene-riunioni che facevamo a casa nostra, ero completamente affascinata dal ruolo centrale della chitarra: senza questo strumento non avremmo potuto cantare le nostre canzoni! Senza la chitarra non ci sarebbero stati gli amici, i colori, i suoni… insomma non ci sarebbe stato il cuore di quello che era il mio universo.


Però quando ho iniziato a studiare la chitarra classica, Assimakopoulos non mi permise mai di suonare alcuna musica che non fosse quella “classica”, perché mi diceva che molti allievi di talento non avevano continuato il percorso classico perché erano stati “deviati” da altri generi musicali.


C’è da dire però che era altrettanto vero che, vice versa, molti altri che si erano avvicinati alla chitarra per fare solo accompagnamento e strimpellare Theodorakis o i Beatles, finirono sotto Assimakopoulos per diventare ottimi interpreti di Sor e Albeniz.

 

di Piero Viti e Maurizio Villa

Antigoni Goni




As a performing artist Antigoni Goni enjoys a truly international career, performing extensively in Europe, Russian, North and South America and the Far East, both as a recitalist and soloist.


Antigoni Goni’s career blossomed in the mid-90s when to her long list of competition prizes was added the first prize of the Guitar Foundation of America Competition. Her victory resulted in some 65 concerts in North America and a contract with Naxos Records, for whom she has recorded three highly successful CDs.


Antigoni Goni regularly performs in concert halls such as the Concertgebouw in Amsterdam, the Covent Garden and the Wigmore Hall in London, Gasteig Hall in Munich, the Athens Megaron and the Odeon of Herodes Atticus in Acropolis (Athens) as well as the Philharmonic and the Cappella Sale in St. Petersburg and the Bolshoi Theater in Moscow.


Across the Atlantic her US engagements bring Ms. Goni every year to concert halls such as the Weill Recital Hall in Carnegie Hall, Alice Tully Hall and the Juilliard Theater in New York City, Spivey Hall in Atlanta, Benaroya Hall in Seattle and Herbst Theatre in San Francisco.


Having studied with great masters such as Evangelos Assimakopoulos, John Mills, Julian Bream, Sharon Isbin and Oscar Ghiglia, she brings her internationally acclaimed expertise to universities and music academies around the world through regular seminars and master classes and she is a regular jury member to prestigious international competitions


A NAXOS and KOCH recording artist, her highly successful recordings have been praised for being "expressively poetic and technically exciting."


Composers such as Augusta Read Thomas, Sergio Assad, Stanley Silverman, Calliope Tsoupaki, John Magnussen, Atanas Ourkouzounov and Dusan Borgdanovic have composed and dedicated works to her.


She is Professor of Guitar at the Royal Conservatory in Brussels as well as Associate of the Royal Academy of Music in London (ARAM).


She was the founder and chair of the Guitar Department at the Juilliard Pre-College Division, where she also taught for 10 years as well as Artist in Residence with the San Francisco Performances where for 5 years she gave semi-annual performances, master classes and workshops for a diverse group of students and audiences.


Antigoni Goni performs and records exclusively on Galli Genius Strings


http://www.antigonigoni.com/          

                                                                                                        

 
Un’Artista “a tre
dimensioni”
Antigoni Goni
Antigoni Goni

Insomma, nonostante fossero il motivo originario della mia fascinazione, alla fine non ho quasi mai suonato le canzoni di Hatzidakis e Theodorakis… (anche se ora ho un mezzo progetto di …)


Ho cominciato a considerare la chitarra una reale possibilità di carriera come mi suggeriva Assimakopoulos, solo qualche anno dopo, intorno ai 16 anni. Ero già abbastanza brava e tra i miei stimoli più forti c’è stato sicuramente anche il fatto che a metà degli anni Ottanta avevo cominciato ad osservare più da vicino il panorama chitarristico greco e mi sono trovata esposta ad un grande numero di chitarristi di fama internazionale.


In quegli anni infatti, grazie soprattutto ai concerti e alle masterclass presentati dalla rivista TAR di Mavroudis, ad Atene suonarono e insegnarono grandi chitarristi come Barrueco, Russell, Aussel, Brouwer ecc… Ed io non me ne persi uno!



P.V.

Come mai in Grecia in quegli anni c’erano così tanti chitarristi?


A.G.

Perché è negli anni Ottanta che in Grecia si raccolgono i frutti di anni di lavoro dei chitarristi della generazione del dopoguerra come Fambas, Ekmetzoglou, Miliaresis che, dietro l’ispirazione di Segovia, hanno saputo far emergere la chitarra da strumento attinente esclusivamente alla musica popolare a vero e proprio strumento “completo” in grado di interpretare la cosiddetta musica “colta”! 


Negli anni Settanta questi chitarristi generarono una prima schiera di allievi (Assimakopoulos e Zoi, Boudounis, Mavroudis ecc… ), che furono i primi ad avere una carriera internazionale in senso moderno. Negli anni Ottanta, appunto, questi ultimi diventarono i maestri di tutta l’attuale generazione di chitarristi greci.



P.V.

Qui in Italia, e soprattutto qui a Napoli, nell’ottocento c’erano molti chitarristi importanti, ad esempio Carulli. La scuola chitarristica Greca ha una tradizione ottocentesca? Ce ne parli?


A.G.

In realtà non c’è molto da dire perché la chitarra appare in Grecia come strumento “classico” solo nel XX secolo. Nell’Ottocento la funzione della chitarra è solo quella di accompagnare il ballo ed il canto popolare.









...

....l’intervista














P.V.

Continuiamo con la tua storia....


A.G.

Nel 1987 dopo il liceo volevo studiare Architettura, ma già mentre preparavo gli esami di ammissione, mi ero resa chiaramente conto che la mia reale passione era la chitarra e che in essa avevo già riversato tutte le mie energie ed ambizioni.


L’evento che ha definitivamente cambiato la mia vita come chitarrista è stato l’incontro con Leo Brouwer. Dopo una sua masterclass ad Atene nel 1987, Brouwer mi ha caldamente consigliato di partecipare l’anno dopo al Concorso Internacional de la Guitarra all’Avana, Cuba. 


È stata un’esperienza indimenticabile anche perché, nonostante fossi assieme ad Aniello Desiderio la chitarrista più giovane di tutto il concorso, ho vinto il premio speciale per la migliore interpretazione della musica sudamericana con “Sueño en la floresta” di Augustin Barrios Mangoré. 


Dopo il concorso ebbi una lunga conversazione con Brouwer che mi chiese cosa avrei voluto fare e con chi avrei voluto studiare. Anche se avevo solo 19 anni avevo già alcune idee molto chiare e risposi senza esitazione che il mio “grande eroe” era Julian Bream e che avrei voluto studiare con lui.


Brouwer mi rispose che Bream non insegnava stabilmente, ma dava periodicamente delle masterclass alla Royal Academy di Londra.


Leo mi offrì quindi di scrivere una lettera di raccomandazione per entrare alla Royal Academy nella classe di John Mills. Alcuni mesi dopo vinsi una borsa di studio del British Council ed alla fine del 1989 lasciai la Grecia per l’Inghilterra dove ho ottenuto il mio diploma post-graduate alla Royal Academy.












Antigoni con Oscar Ghiglia

 

Pag. 1   2   3   4   5