Marcello
David Russell, che cos'è il virtuosismo?
David
Il termine si usa normalmente per intendere il virtuosismo tecnico, come la velocità. Io penso che un vero virtuoso debba anche essere esaltante, spettacolare ed affascinante.
M.

D.
Adesso che gli anni sono passati, io do molto valore alla serenità di cui parli. Penso sia normale che un diciottenne suoni come un diciottenne e che, quando si diventa più vecchi, si ricerchino qualità differenti nella musica. Sento che comunicare con chi ascolta sia molto importante. Ciò si può raggiungere in molti modi, il virtuosismo può essere un mezzo per questo scopo e, anche, ci sono momenti in cui è appropriato suonare con la mente. Mi è sempre piaciuto ascoltare il suono “lirico” di un qualsiasi strumento, così mi piace cercare e far emergere le possibilità sonore della chitarra.
M.

D.
Penso che ogni generazione cerchi un equilibrio fra i propri desideri musicali ed il desiderio di piacere al pubblico. Non credo si debba sottovalutare il pubblico. Tutte le platee sono in grado di apprezzare musica di qualità e suonare musica peggiore non necessariamente aiuta la chitarra. In ogni caso, la qualità è un problema di opinione e talvolta la musica leggera può avere il suo valore, specialmente se suonata con bellezza e rispetto. Penso che un buon musicista dovrebbe essere capace di dare godimento e piacere della musica con lavori di qualità varie. Far fare una buona esperienza musicale al pubblico con pezzi che non sono così grandi è una capacità da applaudire.
M.
Hai ricevuto numerosissimi riconoscimenti durante la tua carriera, tutti di grande prestigio, anche ben aldilà degli importanti concorsi che hai vinto agli inizi del tuo percorso artistico. Senza volerli citare tutti credo che la summa cum laude di questo palmares sia il Grammy che hai vinto nel 2005 con “Aire Latino”……
D
Il Grammy è un riconoscimento extra-speciale. Sono stato veramente fortunato a condividere l’esperienza della cerimonia di premiazione a Los Angeles con mia moglie María Jesús. E’ stato molto emozionante, un momento che conserveremo preziosamente per tutta la vita. Vi sono molti musicisti che meritano un Grammy ed io sono stato veramente fortunato, innanzitutto, ad avere la nomination e, poi, a ricevere il premio.

M.
Parliamo del Festival da te organizzato. L'esperienza appena vissuta a Città della Pieve ha mostrato un aspetto, legato alla musica, che può solo farti onore, e tu, insieme a tua moglie Maria Jesus e agli amici del "Right Profit" potete esserne più che orgogliosi: la musica al servizio dell'umanità, che produce "beni" per la gente, sia in senso spirituale che "materiale". Puoi raccontarmi come è nata questa idea?
Maria e David Russell
D.
L’ ispirazione del festival è venuta originariamente da Michele Corbu, Maria Rita, Paolo, Anna, Francesco e Riccardo. Sono la forza trainante del festival e lavorano tutto l’anno con le Right Profit Schools. Organizzano concerti ed altri eventi in preparazione del festival di maggio. Noi siamo lì per sostenere ed essere parte delle loro iniziative. Pensiamo che sia un modo meraviglioso di fare musica avere un’ulteriore motivazione e - è la nostra speranza - avere una piccola parte nel cambiare e far evolvere la coscienza collettiva di noi tutti.
M.
Avendo avuto il piacere di conoscerti nel 2006, sempre durante il Festival "Right-Profit" qui a Città della Pieve, ho notato immediatamente la presenza importante al tuo fianco di Maria Jesus, tua moglie, una persona speciale e simpaticissima. Posso osare dire che la sua persona è fondamentale ed ha un ruolo importantissimo per la tua musica? Non mi riferisco solo al compito che sicuramente Maria svolgerà, aiutandoti, cioè quello organizzativo o burocratico, ma intendo proprio con la sua presenza speciale che lavora quasi in “ombra” dandoti un forte sostegno.



