Gianvincenzo Cresta

Questa sera a Roma il concerto, organizzato dal Conservatorio S. Cecilia di Roma, di Arturo Tallini e Magnus Andersson, duo che suonerà musica contemporanea. Nel programma saranno eseguiti brani di H.Lachenmann, B.Maderna, M.Pisati e B.Ferneyhough, un percorso incentrato su di un linguaggio difficile dal punto di vista esecutivo ma anche percettivo…..


Arturo Tallini

Diciamo che la musica “non tradizionale” è sempre difficile e forse anche un po’ ostile  per un pubblico non abituato:  il pubblico dovrebbe usare “gli occhiali giusti” ma spesso capita   che la gente  usi “occhiali sbagliati”  e che non intende levare…..



G.C.

Magnus è un esperto nell’esecuzione di questo tipo  musica  e conosce anche le reazioni del pubblico, quali sono le difficoltà  in particolare di questo tipo di programma?




Magnus Andersson

Questo è un programma che ha due pezzi molto importanti per il duo di chitarra, uno è il pezzo di Lachenmann uno dei compositori tedeschi forse più importante ed apprezzato oggi, il pezzo è stato scritto nel 1977  “Salut für Caudwell” ed è uno dei suoi capolavori, dura più di 25 minuti, un pezzo di carattere impegnativo con alcuni tratti molto tradizionali della musica  popolare e borghese, quali la ricerca dei suoni e le forme ritmiche in cui si sente l’influenza di compositori come Bach e Beethoven.



G.C.

Quindi ci sono dei riferimenti linguistici che richiamano la tradizione, in che modo?


A.T.

In maniera anche più superficiale ci sono delle modalità di “uso” della chitarra che Lachenmann prende da altri  linguaggi come dal rock; inoltre fa un uso estremamente personale della ricerca del suono e sembra quasi che voglia scavare nell’anima sonora più profonda e più inusuale della chitarra.


...l’intervista


M.A.

Beh in un certo modo sembra che voglia ritrovare la vera “Aura” della chitarra, con riferimenti in lontananza di un tango…….


A.T.

Infatti proprio nel finale troviamo l’alternanza di Mi Maggiore e Fa, quasi a ricordare  il tipico intervallo usato nel Flamenco, quel qualcosa che appartiene alla tradizione chitarristica e questo  è molto affascinante.



G.C.

Trovo interessante anche il fatto che Lachenmann parta dallo strumento, nel senso che c’è tanta letteratura chitarristica  di musica “ d’avanguardia”  che assume un idioma linguistico ma non strumentale, problema che incontra  spesso la chitarra, ed è qui che  la figura del chitarrista-compositore supplisce a questa poca dimestichezza di tanti autori e compositori  rispetto a quella che è la scrittura chitarristica……


A.T.

Questo è vero in buona parte, ma è anche vero che a volte una musica è chitarristica se appartiene all'abituale il modo di suonare la chitarra; ci sono molti pezzi che non sono “chitarristici” ma che introducono dei modi che poi entrano nell'abitudine strumentale e che quindi diventano chitarristici a loro volta: per questo quindi bisogna fare attenzione a cosa è “chitarristico”.


Abbastanza spesso i chitarristi si fermano davanti a una scrittura che non è “chitarristica”, in realtà  si tratta di essere un po’ creativi nel vedere il proprio strumento  ed affrontare certe difficoltà strumentali nuove.


M.A.

E’ chiaro che Lachenmann lavora con la chitarra in mano e compone cercando di creare sempre qualcosa di nuovo, una riflessione……

 

di Gianvincenzo Cresta

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Arturo Tallini





Arturo Tallini è un musicista fuori dai normali canoni della chitarra classica; amante delle sfide, propone un'immagine di  artista totale, attraverso l'esplorazione incessante sul proprio strumento e l'aggiunta di strumenti alternativi, come la Scelsitar, strumento inventato dal chitarrista, o una chitarra midi Godin, che gli permette di creare sonorità al di là del suono tradizionale dello strumento. 


Tallini è oggi considerato un riferimento per la musica contemporanea per chitarra, in Italia e all'Estero. Ha tenuto concerti, come solista, in gruppi da camera e con orchestra, in tutta Europa, in Egitto, Algeria, Tunisia, Montenegro, Stati Uniti.


Sono molti i contributi dell'artista alla musica contemporanea, fra cui articoli su riviste specializzate e la pubblicazione del libro MusicaIncerta (Ut Orpheus - Bologna, 2000).

Nel 2005 ha inciso il suo settimo cd, BLU, con brani a lui dedicati e con la prima incisione assoluta del brano di G. Scelsi Ko-Tha, unanimemente considerato un pezzo ai vertici del virtuosismo strumentale.


Hanno scritto per lui compositori come M.Bortolotti, F. Razzi, A. Di Scipio, S. Tallini, Vescovo, F. Casti, M. Cardi, P.Esposito, D. Nicolau, F. Cavallone, L. Cinque, G.V.Cresta, M. Coen, S. Gacevich, M. Dall’Ongaro, O.J. Garcia, A. Amoroso, G. Boselli, M. Pisati, T. Marco.


Viene regolarmente invitato dai conservatori italiani e in università straniere a tenere seminari e concerti sul repertorio contemporaneo; dal 2007 è docente di chitarra al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.


Sue interpretazioni e interviste vengono regolarmente trasmesse da Radio RAI, Radio Vaticana e Filodiffusione; ha inoltre registrato per Radio France, la Radio Tunisina, la Radio ex-yugoslava, WQED- FM (Pittsburgh, USA), il primo canale televisivo RAI, RADIO BLU, Radio Popolare e Radio Classica.


Nel 2006 ha ideato e condotto 8 trasmissioni dal titolo La Chitarra, strumento dell’umano sentire, per Radio vaticana, mentre nel 2008 ha presentato una sua trasmissione a RAI-RADIO 3 incentrata sul mito di Amore e Psiche.


Dal 2006, dopo una memorabile esecuzione della Serenata per un satellite di Bruno Maderna alla Scuola Civica di Milano, ha iniziato un percorso che lo ha portato all’improvvisazione come forma di espressione di sé e del proprio immaginario musicale, prendendo dal linguaggio contemporaneo stilemi, gesti musicali e trasformandoli in linguaggio personale e originale.


Tale percorso è approdato alla collaborazione con uno dei miti della musica contemporanea mondiale, la cantante giapponese Michiko Hirayama, con cui ha formato un gruppo di improvvisazione insieme a Marilena Paradisi (Voce) e Francesco Ponticelli (Contrabbasso).

Con la Paradisi ha anche registrato, nel 2010, Rainbow Inside, 12 improvvisazioni su altrettanti acquarelli del pittore italiano Alessandro Ferraro


È stato in giuria nei concorsi Internazionali di chitarra di Alessandria (1997), Camogli (2004), Mottola (2010), Sevilla (2010), Lamporecchio (2011) e in quelli nazionali di Abbiategrasso (MI) e Mirabello (CB) nel 2008, Carulli (Roma, 2010).

È direttore artistico del Festival Internazionale di Chitarra Città di Monterotondo.


www.arturotallini.it                                                                                                                     www.youtube.com/arturotallini




 
(at all)
No time
“Acrobazie sonore”
suonare divertendosi
Ringraziamo il nostro amico Andrea Aguzzi per aver concesso l’utilizzo di alcune sue foto fatte ad A.Tallini durante un concerto tenuto a Mestre il 23 marzo 2010.