G.Tampalini suona Tarrega: Variazioni sul “Carnevale di Venezia”
D.
Secondo te internet non ha creato un appiattimento generale dando il medesimo risalto alle idee espresse da chiunque – insegnate o allievo che sia?
G.
Io penso che la democrazia funzioni solo quando c’ è qualcuno al comando. Paradossalmente la stessa cosa succede anche su internet: questa unificazione dei valori fa si che coloro che non hanno un' esperienza adeguata, un curriculum, vengano messe allo stesso livello di persone che hanno studiato una vita.
Questo è un rischio di internet, ma penso che, se gestito con intelligenza da parte di una élite intellettuale, si possa arrivare ad una autoregolamentazione.
“Il virtuosismo è la capacità di adeguare perfettamente il proprio desiderio, la propria idea musicale, alla possibilità di realizzarla.”
Lui non è nero. Non è nato alle Hawaii.
Non parla con accento americano, non dorme in una enorme casa tutta bianca.
Il suo braccio destro non è uno che ha letto i dossier FBI degli ultimi sei giorni.
Non è circondato da guardie del corpo, non da la caccia al terrorismo, non fa riunioni di gabinetto interminabili. Non è stato senatore di nessuna Repubblica, governatore di nessuno Stato, non detta il ritmo della politica internazionale.
Lui è bianco. E’ nato a Brescia, nel vicino ’71, dove tuttora vive. L’accento è quello bresciano, naturalmente.
Il suo braccio destro - nonché amico - è il chitarrista Antonio D’Alessandro, originario di Foggia, che vive a Brescia e insegna nell’Accademia che dirige insieme con Lui.
Inutile specificare che in questa Accademia non si tengono interminabili riunioni, ma si insegna la chitarra. Lui è un musicista.
Ma cosa cambia? Quando Lui stesso, simpaticamente, al fatidico Golpe, si definisce come “l’Obama della chitarra”, non mente.
E’ questo infatti lo spirito di quelli che sanno il fatto loro, che sanno quello che devono fare e come lo devono fare. E lo fanno. Che creano progetti, ci credono, infondono fiducia e coinvolgono il prossimo nella cultura dell’impegno, quella che serve al mondo musicale, oggi.
Possiamo dirci una verità? NON tutti siamo un po’ Obama.
Yes we can (?)
Duilio
Giulio, cos’è secondo te il virtuosismo?
Giulio
Il virtuosismo è la capacità di adeguare perfettamente il proprio desiderio, la propria idea musicale, alla possibilità di realizzarla. Virtuosismo, secondo me, è però anche la capacità di capire perfettamente ciò che si suona e come lo si suona, avvicinare l’ esecuzione alla percezione che si ha di sé. Questo è quello che cerco di fare sempre, avvicinarmi sempre di più alla radice di me stesso. Mi sveglio ogni giorno con la consapevolezza di essere all’inizio di questo percorso.

Ho letto dal tuo curriculum che hai cominciato a studiare con Marco De Santi. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione su questo grande concertista che, all'apice del suo successo artistico, decise improvvisamente di ritirarsi dalle scene.
G.
Penso che la scelta fatta da Marco De Santi sia stata dettata dalla volontà di ricercare se stesso. Questa è, secondo me, una scelta molto più autentica di altre, che forse non vengono mai portate fino in fondo. Quindi condivido pienamente la sua volontà di ricominciare, di rimettersi in gioco.
Come chitarrista - e come musicista - devo dire che mi ha insegnato tutto. Ma il “tutto” che intendo io risiede, per me, non tanto nella tecnica, nelle scelte musicali ed espressive, quanto nella ricerca della verità e dell’ autenticità di ciò che si fa e - ritornando al concetto di prima - anche in una una ricerca di se stessi, del proprio modo di esprimersi.
D.
Oltre a Marco De Santi quali altri riferimenti musicali hai? cosa ti ha portato ad essere il musicista che sei oggi?
G.
Mi ha aiutato sicuramente la musica pianistica, la musica sinfonica - specialmente da Mahler in poi - e molto anche la musica da camera, che è in realtà quella che più si avvicina al nostro campo. Dal punto di vista della varietà delle idee credo che i libri che leggo continuamente, e i film che guardo con voracità, mi aiutino più di tanti ascolti musicali che ho fatto e che continuo a fare incessantemente.
D.
Vorrei sapere quel'è il tuo rapporto con i new-media, se pensi che possano rappresentare un valore aggiunto allo studio, al lavoro...
G.
Internet è un mostro che va dominato in qualche modo: è una realtà potentissima che sicuramente può aiutare nella divulgazione delle idee sia positive che negative. Nel mio caso è stato molto utile, perché così ho avuto la possibilità di presentare in tempo reale i miei lavori, i miei concerti.
Ritengo, anche, che la rete sia fondamentale per lo scambio di idee, come avviene ad esempio sui forum, purché non si arrivi a dare voce a persone relativamente “meno importanti” finendo così per farle diventare una parte fondamentale nel sistema.
di Duilio Meucci
Giulio Tampalini

Nato a Brescia nel 1971, ha studiato al Conservatorio della sua città con Gianluigi Fia e di seguito con Marco De Santi, sotto la cui guida si è diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio "G. F. Ghedini" di Cuneo nel 1991. Si è perfezionato con Angelo Gilardino presso l'Accademia Superiore "Lorenzo Perosi" di Biella e ha frequentato ulteriori corsi di perfezionamento tenuti da Tilman Hoppstock, Eliot Fisk e Dusan Bogdanovic in Italia, Spagna e Germania.
Si è affermato come solista in alcuni dei più importanti Concorsi Internazionali di chitarra, a cominciare dal primo premio al Concorso Internazionale di Lagonegro, ottenuto all'età di diciassette anni, fino alle vittorie al Concorso "Narciso Yepes" di Sanremo (presidente della giuria Narciso Yepes), al "De Bonis" di Cosenza, al "Fernando Sor" di Roma, al Torneo Internazionale di Musica di Roma, al "Pittaluga" di Alessandria e al prestigioso "Andrès Segovia" di Granada.
Grazie a queste affermazioni ha tenuto concerti in tutta Europa, Asia e Stati Uniti, accompagnato da prestigiose orchestre e ensemble tra cui l'Orchestra Sinfonica dell'Andalusia, i "Solisti Europei" di Lussemburgo, l'Orchestra Filarmonica di Rotterdam, l'Orchestra Filarmonica di Lisbona, l'Orchestra Sinfonica di Sanremo, l'Orchestra Sinfonica di Sofia, i Solisti della Scala di Milano, il Royal Warsaw Quartet di Varsavia e la “Point Chamber Orchestra” di Pittsburgh.
La sua ricerca musicale lo ha portato a studiare per alcuni anni la musica contemporanea. Frequentatore per due anni dei Corsi Internazionali di Nuova Musica di Darmstadt, ha approfondito con Magnus Andersson l'interpretazione della musica per chitarra del secondo Novecento e autori come da Henze, Petrassi, Berio, Donatoni e altri. Il risultato di questo studio è sfociato in una serie di collaborazioni con compositori italiani e stranieri, molti dei quali gli hanno dedicato loro opere. Tra questi ricordiamo: Luca Francesconi, Paolo Ugoletti, Vittorio Vinay, Antonio Giacometti, Turgay Atamer, Ralf Ollertz, Chiara Maresca, Irlando Danieli, Federico Dell'Agnese e Mauro Montalbetti.
Nel 1996 ha inciso il suo primo CD per l'etichetta Antes Concerto contenente una panoramica musicale del Novecento chitarristico italiano, cominciando dalle "Variations à travers le siècles" di Mario Castelnuovo-Tedesco e lo "Studio da concerto" di Giorgio Federico Ghedini fino ad arrivare alla "Sequenza XI" di Luciano Berio.
L'approfondimento del repertorio chitarristico tradizionale lo ha visto sempre attivo nel campo della musica originale per chitarra dell'Ottocento e del Novecento. Tra i compositori più frequentati: Giuliani, Sor, Legnani, Regondi, Tarrega, Turina, Rodrigo, Llobet, Josè, Villa-Lobos, Ginastera, Britten, Walton, Henze, Martin, Brouwer e Castelnuovo-Tedesco.
Un secondo progetto completamente "italiano" lo vede protagonista di una collaborazione con l'etichetta discografica Suonare Records e prevede l'incisione dell'Opera omnia per chitarra di Mario Castelnuovo-Tedesco in cinque volumi. Il primo e il terzo volume sono già in commercio e contengono le opere chitarristiche del primo periodo del compositore fiorentino, quelle cioè direttamente collegate alla figura di Andrès Segovia e la raccolta completa delle Greeting Cards e dei Preludi Mediterranei.
Recentemente sono usciti altri CD di Giulio Tampalini: il primo contiene il Concierto de Aranjuez per chitarra e orchestra e altri capolavori per chitarra sola di Joaquin Rodrigo, il secondo è dedicato alle opere per chitarra composte da Angelo Gilardino tra il 2002 e il 2004, tra le quali figura il noto “Colloquio con Andrès Segovia”, e il terzo è un doppio CD interamente dedicato a Mauro Giuliani, contenente le Sei Rossiniane, le Variazioni op. 45 e op. 107 e la Grande Ouverture op. 61.
Nel 2008 è stato pubblicato il suo DVD contenente l’opera integrale per chitarra sola di Villa-Lobos, progetto realizzato per la prima volta al mondo su video.