Andrea Vettoretti




Considerato unanimemente dalla critica uno dei chitarristi più importanti in Europa, Andrea Vettoretti svolge un’intensa attività concertistica che lo porta ogni anno ad essere “ambasciatore” del proprio strumento, in diversi paesi del mondo.

Nato a Treviso,  si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Rossini” di Fermo.

Prosegue gli studi  presso la prestigiosa “Ecole  Normale  de  Musique”  di Parigi,  sotto la guida del

M° Alberto Ponce, dove ottiene in soli due anni, il  “Diplome Supérieur de Execution” e, successivamente

 il “Diplome Supérieur de Concertiste” massimo riconoscimento dell’ “Ecole Normale”.

Nel periodo trascorso a Parigi, frequenta numerose Master Classes entrando in contatto con alcuni dei più importanti musicisti di fama internazionale, tra i quali Mstislav Rostropovitch, Alicia de Larrocha, Stephen Dogson, David Russell,  Alberto Ponce, caratterizzando così un’ampia preparazione musicale.

".... un artista completo, che andrà molto lontano." (Marian Rybicki); "....un interprete che è già qualcosa più di una promessa." (Musica); " ....promette una lunga carriera." (Alberto Ponce) “…mostra la sua profonda comprensione della musica che ha scelto”  (David Russell)  sono solo alcune autorevoli critiche nei confronti di Andrea.

E’ risultato il vincitore in dodici Competizioni Musicali Nazionali ed Internazionali tra le quali ricordiamo il Città di Varenna, il “Benvenuto Terzi” di Bergamo, il “Rovere d’oro” di Imperia, il  “Premio Subinates” in Svizzera.

Ha vinto inoltre la XV edizione della prestigiosa selezione A.R.A.M. di Roma, Concorso aperto a tutte le discipline strumentali in collaborazione con il Ministero Degli Esteri.

Suona regolarmente in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Messico, Polonia, Germania, Irlanda, Austria, Canada, Stati Uniti e Sud America per prestigiose organizzazioni concertistiche, riscuotendo ovunque lusinghieri consensi di pubblico e critica.

Alla XXXII° edizione della “Grolla d’Oro” (Premio Internazionale d’Arte) gli è stata conferita una Targa per la Musica Classica a riconoscimento dei Suoi meriti artistici.

Ha inciso cinque compact disc per le case discografiche Rivoalto “Sonate”,  Phoenix Classics “Reminescenze”,  Sinfonica  “Tra le Corde” e “World Dances”.

Il suo quinto cd “Italian Coffee” è pubblicato dalla prestigiosa Casa Discografica Urtext Digital Classics che vanta al suo attivo varie Nominations ai Grammy Awards.

Il suo interesse all’arricchimento del repertorio chitarristico lo ha portato a collaborare con vari compositori, molti dei quali gli hanno dedicato le loro opere.

Fa parte dell’Ensemble “3 Mouvements” chitarra, pianoforte e danza contemporanea, con il pianista Corrado de Bernart, il ballerino Mauro Carboni, con le coreografie di Milena Zullo.

Il brano “L’ultimo caffè insieme” tratto dal cd “Italian Coffee” fa parte della colonna sonora del Film “Lullaby” con regia di Davide Del Degan.

E’ Direttore Artistico del Festival Chitarristico Internazionale “Delle due Città” Treviso – Roma attualmente uno dei più importanti al mondo.

Suona su una chitarra del M° Liutaio Matthias Dammann. 

Quest’anno svolge tournèe in Messico, Canada, Francia, Italia, Germania, Spagna, Sud Africa.

 

di Duilio Meucci

A pochi passi dal Teatro più grande e famoso del mondo, Piazza San Pietro, c’è un piccolo ma importante teatro che da qualche anno ospita una rassegna diventata ormai un must tra gli appassionati di musica, romani e non: è il “Festival delle due città”, che unisce in un ponte ideale Roma e Treviso e nasce dallo sforzo di Andrea Vettoretti di portare avanti un progetto in cui crede.

Nel foyer del teatro “Ghione” Simone e Andrea ci aspettano prendendo un caffè, quello del giorno dopo (il concerto).

L’atmosfera è rilassata, si ride, gli occhi sono gonfi, la sera prima si son fatte le “orine”, la telecamera è accesa, le domande pronte.


Simone viene da un lungo viaggio che, da Colima, Messico, dove vive con sua moglie, lo ha portato qui, dove ad attendere la sua musica, ieri, c’era una gran quantità di estimatori, la famiglia, l’amicizia con Andrea.

E dotGuitar.

Non è un caso, infatti, se entrambi sembrano piuttosto sorpresi quando gli propongo, cogliendo l’amicizia al balzo, un’intervista doppia.

Sorpresi in positivo, s’intende.

Beh... sì, perché se è vero che per un italiano all’estero il caffè è buono sempre, è pur vero che in compagnia, chissà perché, lo è sempre un po’ di più...




Duilio

Vorremmo cominciare questa intervista chiedendovi per voi che cos’è il virtuosismo?


Simone

Il virtuosismo è quella serie di abilità che vanno dalla velocità…è un insieme secondo me dell’artista che suona in pubblico…il virtuoso è quello che sa arrivare direttamente al cuore del pubblico.


Andrea

Per me il virtuosismo è trascendere la tecnica al servizio della musica.


D.

Andrea che cosa ti ha spinto a creare un festival che crei un ponte ideale tra due città come Roma e Treviso?


A.

La casualità e senz’altro la passione. Il festival nasce a Treviso dove si svolge per i primi 5 anni,  successivamente si unisce la città di Roma caratterizzando il festival delle due Città. Si unisce Roma in quanto Capitale conosciuta in tutto il mondo, Capitale della cultura  dove l’ utilizzo di un teatro importante come il teatro Ghione dà luce e risalto a grandissimi artisti, che naturalmente hanno bisogno di una cornice adatta.


D.

Simone ci vuoi parlare della tua esperienza al festival?


S.

Questa è la prima volta che vivo il festival come interprete, perché l’ho sempre vissuto attraverso i programmi che arrivavano oltreoceano, le testimonianze. Magari vedevo anche che in programma c'erano miei brani perciò era sempre un piacere. Poi tra l’ altro in questo Festival ho visto anche Barrueco e Russell quando suonarono anni fa. Andrea è veramente un anfitrione particolare: si vede che ha passione per il festival …è importante perché certe volte si va a suonare in posti dove l’ organizzazione non ha questa passione.


D.

Andrea, quali sono i problemi principali che hai dovuto superare per l’ organizzazione di questo festival?


A.

I problemi sono tantissimi, sono complessi e naturalmente per la riuscita di una manifestazione come questa è necessario lavorare ogni giorno dell’anno. Diciamo che la differenza è  probabilmente, rispetto ad altre manifestazioni, come diceva Simone, nei dettagli. Ma questo è fondamentale…è una differenza che nasce da un lavoro intenso di tutto l’ anno: la promozione della manifestazione e quella degli artisti rimane il primo obiettivo di questa manifestazione, la cornice, la logistica, l’ utilizzo di teatri importanti, la scelta di media partner e naturalmente le difficoltà poi sono anche quelle di reperire i fondi per una manifestazione del genere ma queste sono banalmente cose che tutti conosciamo. Noi abbiamo la fortuna di  avere, da sei anni,  una multinazionale che ci sostiene come la Colgate-Palmolive ed altri sponsor che danno la possibilità di avere sia una cornice di prestigio come questo teatro, sia degli artisti, naturalmente, di grandissimo livello. Queste sono le due cose più importanti alle quali io tengo. Spesso si vedono manifestazioni anche di livello ma in contesti inadeguati, allora il primo obiettivo che io mi sono posto quando ho voluto organizzare una manifestazione è stato creare una cornice adatta. Il che è assolutamente fondamentale per la riuscita di un evento.

“Per me il virtuosismo è trascendere la tecnica al servizio della musica”

D.

Andrea, per la scelta del cast di questo festival qual’ è la tua priorità?


A.

Negli ultimi anni ci sono state due situazioni importanti: la prima è la tematicità. Ogni anno il festival ha un tema, il filo conduttore che cambia, che non è soltanto musicale ma si caratterizza soprattutto nella città di Treviso attraverso conferenze, incontri con il pubblico, esposizioni, mostre e attraverso cortometraggi d’ autore che riflettono questo filo conduttore che naturalmente deve essere riflesso anche dagli artisti e dai loro programmi.


Quindi una programmazione che in qualche maniera dia risalto alla tematicità. Uno degli aspetti interessanti  di questo festival è la programmazione intesa proprio come programma da concerto, l’ accordo tra me e gli artisti nel trovare il filo conduttore proprio nel programma stesso tenendo sempre conto delle peculiarità dell'interprete naturalmente. Per quanto riguarda invece la scelta del cast, ovviamente, ricevo ogni giorno proposte quindi attualmente diventa da un lato più facile, perché abbiamo più raggio d’ azione, e dall’altro più difficile, perché naturalmente la scelta deve essere fatta su pochi artisti.

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A.Vettoretti esegue Gran Jota di F.Tarrega

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