Intervista di Duilio Meucci (continua)
Andrea, come è nata l’ amicizia con Simone?
A.
È un’amicizia che è nata lentamente. Innanzitutto noi abbiamo studiato nella stessa città, Parigi, io studiavo all'École Normale, con Alberto Ponce, mentre Simone studiava con Roland Dyens, in una scuola privata, e ci siamo incrociati un paio di volte. Dopo di che si è creato una sorta di contatto, come succede tra noi musicisti. Simone nel frattempo è diventato docente all’università di Colima, in Messico, e in occasione di un mio tour mi ha invitato a svolgere un concerto presso l’ Università. Da li è nata un’amicizia che è cresciuta fino ad ottenere questo progetto, “The Italian Coffee”, che abbiamo terminato dopo un paio di anni di lavoro, l’ anno scorso, con la realizzazione di questo CD prodotto per la casa discografica Urtext.
D.
Simone, com'è nata l’idea di andare a vivere in questo paese così lontano, di cominciare un’attività lì?
S.
È nata da circostanze extramusicali, perché durante il soggiorno a Parigi ho conosciuto la mia attuale moglie, Alma, che è messicana. Poi all'epoca c’erano tante possibilità, si poteva restare a Parigi, ma c’è stata anche la voglia di rischiare, di andare lì a vedere che succedeva, perché Parigi è una bella città, diciamolo, però per viverci è un po’ deprimente.
“ La mia musica è influenzata da tanti autori: dall’ improvvisazione di Keith Jarrett fino a Stravinsky, a Scriabin... è tutto quello che ho assorbito.”
D.
Come sei riuscito ad intraprendere un’attività concertistica e musicale in un paese in cui eri sconosciuto?
Simone Iannarelli

Durante i suoi studi ,S. Iannarelli ha partecipato a diversi masterclass tenuti da concertisti e compositori di fama internazionale come Manuel Barrueco,David Russell,Roland Dyens,Carlo Domeniconi,Dusan Bogdanovich,Sergio Assad..ect.
Allo stesso tempo studiò armonia e composizione con Marco Persichetti.
Dal 1997 al 1999 si è perfezionato a Parigi sotto la guida del chitarrista e compositore Roland Dyens, posteriormente ha studiato orchestrazione nel Conservatorio de “La Courneuve” con il compositore Gillaume Cornesson.
Simone Iannarelli e’ internazionalmente riconosciuto come chitarrista e compositore di gran talento, sia dalla critica specializzata che da musicisti.
Si è esibito come solista e in duo con violino e soprano in Francia, Italia, Germania, Svizzera, Olanda, Stati Uniti e Messico; in quest’ultimo paese Simone Iannarelli è titolare della cattedra di chitarra classica all’ “Istituto Universitario delle Belle Arti” di Colima.
Le Composizioni di S.I. sono pubblicate dalla casa editrice “Les Productions D’Oz” e sono frequentemente eseguite da concertisti di chiara fama (come Carlo Marchione,Zoran Dukic,Paolo Pegoraro, Antigoni Goni, Lorenzo Micheli, Alberto Vingiano, Alex Garrobè, Gerhard Reichenbach, Trio Contempo, Irene Kaalisvart ,Giuliano Belotti e Massimo Delle Cese, Zoran Dukic; tra gli altri) in Europa ,Stati Uniti, Messico , Asia ( in sale da concerto come: “Alice Tully Hall”a New York, “Sala della Filarmonica” a Berlino etc.).
Brani di Simone Iannarelli sono stati radiotrasmessi dalla BBC, Radio Vaticana e Bayerische Radio.
Dei suoi “Tre Preludi” Caroline Kutter (Cahiers de la Guitare) scrive: “..A decouvrir d’urgence..”,e Carlo Domeniconi(Classical Guitar) descrive il brano come: “..beautiful music which brings new colours and new aspects from the guitar..”. Paul Fowles(Classical Guitar) definisce i suoi “Cinq Etudes Faciles où Presque”come possessori di “..Wonderfully dark sonorities..”,dello stesso brano Gabriel Lenard(Cahiers de la Guitare) scrive: “..un rèussite..”, Jane Bentley (Classical Guitar) scrive della sua “Cancion para Beatriz”: “ ..Quite Delightful..” e Steve Marsch (Classical Guitar) considera il “Tributo a Keith Jarrett” “..Exciting, rhythmic and inventive composition..”.
Recentemente l’etichetta discografica “Guitart” ha prodotto il CD “Rue De La Folie Regnault” che contiene sue composizioni e arrangiamenti.
S.Iannarelli esegue L’ultimo caffè insieme
S.Iannarelli esegue Per Sofia
S.
Quando sono andato lì avevo già pubblicato delle opere, quindi diciamo che tra chitarristi non è stato poi tanto difficile prendere contatto. Poi dopo qualche mese ho ricevuto questa proposta di insegnamento all'Università di Colima, dopo aver mandato un curriculum.
D.
Simone, parlami della chitarra in Messico...
S.
La chitarra in Messico adesso sta veramente crescendo, ci sono molti festival, molti studenti. La scuola sta crescendo esponenzialmente dal punto di vista del livello, perché ci sono molti chitarristi importanti che vengono a dare prestigio.
D.
Come è nata l’ idea di realizzare The Italian Coffee?
S.
Mia moglie dice sempre che la mente di Andrea non sta mai ferma, pensa sempre al prossimo progetto, e questa è una sua dote! La cosa importante è avere artisti che ti danno lo stimolo, e perciò in questo caso aveva in mente qualcosa…mi parlò di una musica che potesse piacere sia ai chitarristi che al pubblico, che
unisse varie qualità ma senza scadere nella banalità. Abitando fuori dall’Italia uno acquisisce anche più nazionalismo, nel senso che sono più importanti le cose che in Italia sono caratterizzanti, come il caffè, che a Colima manca.
D.
Se tu dovessi definire un tuo modello compositivo a che cosa ti riferiresti in particolare?
S.
La mia musica è influenzata da tanti autori: dall’ improvvisazione di Keith Jarrett fino a Stravinsky, a Scriabin... è tutto quello che ho assorbito. Ormai puoi cercare di adattarlo alla chitarra, creare un linguaggio personale, cercando di espandere anche la risonanza, l’armonia dello strumento attraverso l’uso della scordatura.
D.
Ci vuoi parlare un po’ del brano “Per Sofia”? Come mai hai scelto questa accordatura che dà una particolare sonorità alla chitarra?