Dal 5 all'8 maggio ho tenuto una masterclass presso il conservatorio Superior di Casellòn de la Plana - a due passi da Villareal, patria del grande Tarrega, e da Benicassim, dove si svolge il concorso a lui dedicato. 

Terra fertile di cultura e musica questa della comunitat Valenciana e della vicina Catalogna: tanti dei grandi musicisti spagnoli sono di queste parti, da Luys Milàn a Joaquìn Rodrigo nato nella vigina Sagunto, ad Asencio... per non dire dei catalani Albèniz, Granados, Manèn, Pedrell...e terra, ancor oggi, di vivo interesse per la chitarra e la sua musica.

Ero stato ancora ad insegnare al Superiòr di Castellon, e due volte in giuria a Benicassim, ma la novità di quest'anno è stata l'incontro con i compositori.
Al mio concerto - conferenza di presentazione del mio volume "Un chitarrista per i compositori" (Ut Orpheus, 2015) hanno partecipato quattro o cinque compositori che insegnano in conservatorio ed alcuni studenti di composizione; tra i docenti intervenuti c'erano Claudia Montero ed Emilio Calandin - che partiva per Bologna proprio il giorno dopo.

L'incontro è stato molto cordiale e durante i succesivi giorni della masterclass ho dedicato alcuni momenti  anche al lavoro con gli studenti di composizione, alcuni dei quali mi hanno portato a far vedere i loro pezzi per chitarra (soddisfacente per un chitarrista vedere che in un conservatorio superiore gli studenti di composizione siano tenuti a scrivere un pezzo per chitarra!) tra i quali ho particolarmente apprezzato l'originale composizione di Ivàn Martì Cano, "Suite Espiritual".

Così, di ritorno in Italia, ho pensato di far partecipi i lettori di DotGuitar di questo interessante fermento, ed ho posto quattro domande ai miei amici e colleghi spagnoli.


Come avete iniziato lo studio della composizione e quali sono i punti più importanti della vostra carriera.

Ho iniziato la composizione facendo delle canzoni rock per un ensemble di amici quando ero piccolo (13 anni) dopo questo ho fatto piccoli pezzi per chitarra, il mio primo strumento, semplici ma allora per me molto importanti.

Ho avuto la fortuna di trovare due compositori, José Báguena e Francisco LLácer,  che c´èrano stati insegnanti di mia madre, anche lei musicista, e tutti i due sono stati molto importanti nel mio inizio nella composizione. 



Come nasce il vostro interesse alla chitarra e come avete espresso la vostra creatività in questo campo.

Come ti ho detto, il primo contatto che ho avuto con la musica è stato attrverso la chitarra. Dopo, quando ho cominciato ad studiare composizione, il suo suono tenere ed il timbro ricco mi hanno influenziato molto per construire il mio pensiero, non soltanto quando scrivo per chitarre ma anche quando lo faccio per qualsiasi strumento. Per me il timbro della chitarra è pieno si sfumature che hanno arrichito il mio pensiero.


 
Come è la situazione chitarristica, dal vostro punto di vista, a Castellón e Valencia.

Ho visto anche interesse degli allievi di composizione di Castellón verso la chitarra.
Penso che questo è un buon periodo per la chitarra nella nostra comunità, ci sono bravi insegnanti e gli allievi di composizione sono preocupato per conoscere ed scrivere pezzi per la chitarra. Anche ci sono degli importanti concorsi per chitarra come sono il concorso Tárrega a Benicassim ed il concorso Alhambra a Valencia.



Come vi ponete rispetto alla situazione attuale della musica contemporanea, il problema del rapporto con il pubblico, le tendenze linguistiche...

Quest´è un problema di dificile soluzione, da lungo discorso... ma dobbiamo riflettere su questo. Sempre che compongo mi metto nel posto dal ascoltatore, cioè, non dimentico mai che anch´io sono ascoltatore. Bisgona ripensare il rapporto con il pubblico, alla fine è il nostro interlocutore, per chi scriviamo? soltanto per noi? Penso che è un buon momento per cambiare il rituale di come si presenta la musica.


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Emilio Calandin
www.emiliocalandin.com
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