Jesùs Castro – Balbi








Dopo avere qui pubblicato numerosi dialoghi con compositori non chitarristi, ho pensato di dare spazio anche alle testimonianze di amici chitarristi che la mia attività mi porta ad incontrare  e che mi sembra abbiano cose particolarmente interessanti da raccontare e dire.


Sono lieto di iniziare questa nuova serie di conversazioni con la testimonianza dell’amico Jesùs Castro – Balbi, che proprio all’incontro con alcuni compositori non chitarristi deve tanta parte della sua formazione.


Jesùs Castro – Balbi sarà ospite al Conservatorio di Bologna nella settimana dal 7 al 12 maggio 2012, dando anche un concerto presso il conservatorio il giorno 9 maggio alle ore 18



Bonaguri:

Jesùs, dal lontano Perù, attraverso la vittoria a tre importantissimi concorsi internazionali (Alirio Diaz, Tàrrega, Segovia), fino alla carriera di oggi, tra concerti, masterclasses e l' insegnamento al Conservatorio di Lione. E prima - o contemporaneamente - la formazione con importanti maestri della chitarra come Josè Tomàs ed Oscar Ghiglia, e l' incontro con musicisti non chitarristi (Esplà, Asencio) dai quali dici di avere imparato moltissimo.
Vuoi parlarci di questi incontri e della loro importanza per la tua formazione artistica e umana?


Castro – Balbi:

Il mio inizio nel mondo meraviglioso della musica e della chitarra ebbe luogo nel mio Perù in un modo diretto tra il mio spirito inquieto e non conformista e la grande cultura del mio paese. Il riflesso è nella sua espressione più profonda e spontanea allo stesso tempo: la musica autoctona della costa e della sierra (valses, marineras, tonderos, eccetera, così come Waynos, harawis, canti dei tempi dei nostri antenati Incas).


L’amore profondo al mio paese natale e la possibilità di plasmare sulla chitarra questa favolosa eredità fece sì che io, fin da quando ero molto piccolo, cercassi di riflettere le emozioni ed i sentimenti (allegria, dolori, dubbi, proteste ecc.) che viveva la mia “spugnosa” anima infantile.


La mia prima “scuola artistica” furono gli amici che  ebbi la grande fortuna di conoscere e frequentare: persone del popolo e  musicisti che vivevano per la musica e la  cui principale gioia era trasmettere la loro passione a chi mostrava possibilità e soprattutto amore per ciò che loro amavano tanto. In questo modo il "destino" mi portò ad incontrare Urbano Villareal, (il nostro barbiere di famiglia, che tra ogni taglio di capelli faceva vibrare tutto il mio essere con i suoni magici della sua chitarra), i fratelli Velazquez, Rafael Amaranto, Ramón Avilés, Los Quipus, Los Indios Aguarunas, Raúl García Zárate: leggende viventi della nostra musica nazionale. Così a dodici anni entrai  a far parte del gruppo di "professionisti" della chitarra peruviana, realizzando tornèes come "prima chitarra" (nei gruppi musicali è la chitarra che improvvisa creando le "introduzioni" di ciascun pezzo).


Ero molto felice poiché facevo quello che mi piaceva tanto; però ebbi la fortuna, di nuovo, di conoscere - nel mio tanto amato e ricordato Colegio Labarthe, grande scuola dove effettuai i miei studi primari e secondari - il professor César Meneses,  responsabile del "club de guitarras". Notando quello che facevo con la chitarra mi disse: « tu devi  chiedere di entrare in Conservatorio per studiare la musica e la chitarra ».


In quel periodo vidi ed ascoltai un «signore molto serio e concentrato» che suonava un pezzo con la sua chitarra, e suonava meravigliosamente. Notai che poteva eseguire la melodia (un vero canto molto sensible) e l’ accompagnamento, contemporaneamente. Ciò ebbe un tale impatto su di me - vedere che questa meraviglia si poteva realizzare con un solo strumento – sommandosi a quello che mi aveva detto il professor Meneses, che decisi che avrei vissuto per consacrarmi alla chitarra, dedicando tutte le mie forze a tale meraviglia. Quel buon signore era  Andrés Segovia.

 

Già come alunno del Conservatorio di Lima, oltre a frequentare i corsi di chitarra e materie affini, ebbi come maestri i compositori Enrique Iturriaga e Edgar Valcárcel. Entrambi ebbero una grande importanza nella mia formazione accademica e, posteriormente, il Maestro Valcárcel mi onorò scrivendomi vari pezzi per chitarra, duetti e trii per chitarra, violino e violoncello, ed un bellissimo Concerto per chitarra e  Orchestra basato su un antico canto della sua regione natale dell’altipiano: Puno (centro della cultura ancestrale Aimara, precedente alla cultura Inca).


Parallelamente alla formazione musicale, dopo aver finito gli studi secondari decisi di conseguire una formazione pedagogica alla «Escuela Normal del Conservatorio». Fu una tappa importantissima per me, poiché potei abbordare la pedagogia della musica in maniera analitica e tecnica, il ché incentivò in me l’amore all’insegnamento come specialità. Indubbiamente l’eredità di mio padre, grande maestro ed educatore, era molto forte in me. Conclusi questa formazione ottenendo il titolo di «Professore di Educazione Musicale». Avevo già terminato gli studi di musica e  chitarra, ottenendo il titolo di «Concertista di Chitarra» (fui il primo ad ottenere questo titolo al Conservatorio Nazionale di Musica di Lima).

 

Con una attività artistica abbastanza intensa alle spalle, in recitals e più volte come solista  della nostra prima Orchestra Sinfonica Nazionale, il mio costante desiderio di studiare ed approfondire il nostro meraviglioso strumento mi portò a realizzare il  primo viaggio in Spagna, dove studiai con il professore del Conservatorio Superior de Alicante: José Tomás. Egli era anche Maestro Assistente di Andrés Segovia ai corsi di Santiago de Compostela.


In questo centro di studi  conobbi il Maestro Oscar Esplá, emerito compositore che univa alle qualità di eminente musicista e docente una caratteristica molto speciale e rara in un artista del suo calibro: era Fisico  (fu lui a stabilire il diapason LA 440). Questo maestro teneva il corso di Acustica e non dubitai un secondo ad iscrivermi. Così ebbi il privilegio di ricevere (con reali basi scientifiche) una concezione precisa del suono, dall’ origine fino alla sua realizzazione «materiale» attraverso il nostro strumento, e di cercare l’emissione del suono senza l’idea di  «suono piccolo naturalmente chitarristico»… e tutto ciò che ha relazione con i «colori e timbri» propri della corda vibrante amplificata dalla nostra chitarra.


Ebbi anche il grande privilegio di ricevere le sagge indicazioni del Maestro Esplá sulla interpretazione delle opere della nostra «Fenice Spirituale della Chitarra», Francisco Tárrega, essendo stato Esplà suo amico ed avendolo personalmente ascoltato suonare in ripetute occasioni.

 

Nel 1974 frequentai il corso internazionale di chitarra di Gargnano, in Italia, con il grande maestro Oscar Ghiglia. Le lezioni di questo grande musicista lasciarono una importantissima traccia in me; assieme al maestro Ruggiero Chiesa, grande musicologo e chitarrista, mi iniziarono alla delicatezza e profondità del repertorio italiano e del repertorio della «musica antica».

 

Grazie alla mia professoressa Josefina Salvador,  violinista ed insegnante di musica da camera del Conservatorio di Alicante, fui ricevuto in casa del Maestro Joaquín Rodrigo, che ripetutamente mi elargì consigli sull’ interpretazione delle sue preziose opere per chitarra sola e con orchestra. Questi furono importantissimi per me, poiché pochissimo tempo dopo vinsi il primo premio del Concurso Internacional «Alirio Díaz» di Caracas, il cui pezzo d’obbligo per la finale era il «Concierto de Aranjuez».

 

In quel periodo conobbi Sir William Bardwell, grande compositore sinfonico inglese. Questo maestro era un ammiratore della chitarra, ma non aveva ancora mai composto per il nostro strumento. Dopo l’inizio di una bella amicizia con me ebbe la gentilezza di scrivermi una Canzona ed un Concerto per Chitarra e Orchestra.

 

Terminai nel 1975  i miei studi ad Alicante, ottenendo il titolo di Profesòr Superior de Guitarra nel Conservatorio Superiore «Oscar Esplá» (primo chitarrista ad ottenere questo titolo superiore in Spagna).

 

Fu quasi alla fine della mia permanenza in Spagna che, dopo avere vinto vari primi premi in concorsi internazionali di chitarra, conobbi colui che considero mio Padre nella Musica: Il Maestro Vicente Asencio. Questo grande, grande maestro meritò tutto il  mio affetto, rispetto ed ammirazione  a causa non solo del suo “gigantismo” come  musicista, o della sua immensa capacità pedagogica, ma della sua intelligenza, grandezza di spirito e modestia senza eguali. Egli mi mostrò una strada, un progetto, una visione, come realizzata  contemporaneamente da un satellite e da un microscopio, dell’interno di ogni nota. Una micro - macro  visione di quello che è realmente il fenomeno musicale in sé.


Egli mi mostrò quello che un compositore immagina - desidera – impone quando ci propone un’opera (la sua opera) che noi andiamo a  «ri-creare». Violinista e pianista di formazione, professore di armonia e contrappunto e compositore, egli non «vedeva» le difficoltà e limitazioni della nostra chitarra. Fu semplicemente come se,  con mano «magistrale», mi ponesse di fronte ad imperative necessità della musica alle quali, senza risposta in ciò che conoscevo come possibilità tecniche, dovevo creare altre  e molto diverse possibilità che divenissero, a loro volta, realizzazioni naturali in relazione al nostro corpo.


Il discorso polifonico (che ciascuna voce «canti» con colore e dinamica propria) poteva alla fine realizzarsi naturalmente. Le ricerche sulla reale «potenza» dello strumento, così come sui “colori”, prendevano un'altra sfumatura ed acquisivano realtà oggettiva, in unione con la polifonia reale.


«Il sogno della mia infanzia prendeva vita e dava senso alla mia vita».


La fine di questa “tappa di formazione accademica” coincise con il vero inizio della mia “carriera” artistica in Europa: ebbi il privilegio di partecipare ad altri concorsi internazionali in Spagna, i concorsi “Francisco Tárrega” di Benicásim e l’ “Andrés Segovia” di Palma de Mayorca, e di vincere il primo premio in entrambi. Effettuai frequenti tournèes in Spagna, Italia, Francia, Inghilterra, Grecia, ex Yugoslavia, Turchia, ex Cecoslovacchia, Germania, Svizzera  e nei paesi latino-americani.

Parallelamente a queste attività artistiche, davo masterclasses in Europa ed  America del Sud.


La mia latente eredità pedagogica familiare, la formazione alla Escuela Normal Pedagógica del Conservatorio di Lima, ed il mio profondo desiderio de trasmettere ai  giovani il risultato delle mie ricerche ed inquietudini, mi motivarono ad accettare gli inviti dei conservatori di Besançon, di Strasburgo ed ultimamente di Lione, in Francia, per insegnare la chitarra.


Il Conservatorio Nacional di Lima mi nominò Visiting Professor e poi Professore Onorario: regolarmente tengo Masterclasses in questo conservatorio e (nonostante io risieda e lavori regolarmente a Lione) mantengo uno stretto legame di comunicazione e di scambio professionale tra la Francia ed il Perú.


Sono in stretta relazione di amicizia ed ammirazione professionale con Piero Bonaguri, professore al Conservatorio di Bologna e concertista internazionale, con il quale abbiamo iniziato quest’anno uno scambio tra i nostri rispettivi Conservatori (Bologna e Lione)  con il sistema Erasmus: avrò l’immenso piacere di insegnare chitarra in questo grande conservatorio di Bologna e di tenere un recital per il mio caro pubblico italiano.