Counterpoints for guitar

Concert pieces and lessons

Paolo Ugoletti, Andrea Vezzoli

Edited by Piero Bonaguri and Raffaello Ravasio

Ed. Ut Orpheus CH 226


E' di prossima uscita, nella collana che curo per Ut Orpheus, un volume dedicato allo studio del contrappunto sulla chitarra. Si tratta di una raccolta di brani da concerto e di pezzi anche a carattere didattico scritti per me da Paolo Ugoletti e dal suo allievo Andrea Vezzoli. Propongo in anteprima su DotGuitar l'introduzione e prefazione che ho scritto a questa raccolta.



Prefazione


Da tempo avevo in mente di chiedere a qualcuno dei miei amici compositori di scrivere una serie di contrappunti, anche ad uso didattico, per chitarra.


C'è infatti una lacuna abbastanza evidente nella letteratura didattica dello strumento: lo studente di chitarra non ha la fortuna, come i suoi colleghi pianisti e clavicembalisti, di poter contare su pezzi come le Invenzioni a due e tre voci ed il "Clavicembalo Ben Temperato" di Bach.


Abbiamo, è vero una imponente serie di musiche (a volte anche pensate con fini didattici), di altissimo livello musicale, nelle numerose raccolte di musica per vihuela e liuto rinascimentale.  Ma si tratta pur sempre di musica modale, non scritta esplicitamente per chitarra, ed oltretutto non sempre reperibile in trascrizioni facilmente utilizzabili da uno studente.


Se poi si pensa alle composizioni per liuto barocco i problemi per lo studente di chitarra aumentano.  E la produzione (anche didattica) per chitarra più in
voga, a partire dal primo ottocento, non si è occupata (se non con rare eccezioni  e per comprensibili ragioni) di contrappunto imitativo.


Tra i tanti autori con cui ho l'onore di collaborare, uno tra i candidati ideali per scrivere una raccolta di questo tipo sarebbe stato Paolo Ugoletti...che però non si è mostrato particolarmente attratto dalla idea di scrivere una raccolta di pezzi contrappuntistici con finalità anche didattica.


Qualche mese fa, però, l'allievo di Paolo Ugoletti Andrea Vezzoli mi inviò in visione una sua breve Fuga per chitarra: era scritta così bene, musicalmente e strumentalmente, da farmi pensare a lui come potenziale collaboratore del mio progetto.


Vezzoli ha risposto con entusiasmo alla mia proposta ed in poco tempo mi ha inviato questa serie di piccoli pezzi che sono proprio in linea con i miei intendimenti, costituendo una raccolta che forse appare per la prima volta, con queste caratteristiche, nel repertorio della chitarra.


Alcuni pezzi sono in linguaggio modale, altri sono tonali e qualcuno esce dal codice della tonalità; ho chiesto al compositore questa differenziazione stilistica anche per una maggiore utilità pedagogica.


Ho poi pensato che alla raccolta di Andrea Vezzoli  potessero seguire alcuni dei tanti pezzi da concerto in stile contrappuntistico scritti per me (senza alcuna esplicita finalità didattica, e nello stile personalissimo del compositore) dal suo maestro Paolo Ugoletti; infine, sempre nell'ottica di questa collaborazione tra
generazioni diverse ad un progetto comune, ho proposto al mio ex allievo Raffaello Ravasio di curare la diteggiatura della Fuga in re minore di Ugoletti, un pezzo molto bello e difficile del quale finora non avevo potuto occuparmi personalmente.


I due compositori mi hanno aiutato ad individuare e descrivere le caratteristiche formali dei vari pezzi che compaiono in questo volume, anche in relazione alle tecniche contrappuntistiche in essi impiegate. A queste osservazioni mutuate dai compositori ne ho aggiunte alcune relative alla diteggiatura ed alle tecniche esecutive.


Ne esce una sorta di piccola guida allo studio del contrappunto sulla chitarra, cosa certo abbastanza inedita e che mi auguro possa essere utile sia agli studenti che ai concertisti ed agli insegnanti.





Introduzione


La chitarra è uno strumento che si presta assai bene all'esecuzione di musica polifonica e contrappuntistica, nonostante alcune sue limitazioni che potrebbero far pensare il contrario.


Tra gli elementi a favore di questa attitudine della chitarra, oltre al fatto evidente che su di essa è possibile eseguire più suoni simultaneamente, c'è la possibilità di eseguire suoni di uguale altezza su differenti corde dello strumento (un caso particolare sono gli unissoni simultanei, ineseguibili sul pianoforte). La differenza timbrica tra le corde permette poi, in molti casi, di affidare, almeno a tratti, una voce ad una sola corda, col risultato di rendere la polifonia più chiara proprio attraverso questa differenziazione timbrica.