Incontro con Eulogio Dávalos








Ho avuto l'onore di essere in giuria all’ edizione 2015 del Certamen Llobet di Barcellona, concorso creato dal chitarrista cileno Eulogio Dávalos.


E' stata per me una ricca esperienza questo ritorno nella magica Barcellona, dove ho avuto anche l'emozione di offrire un recital (nel cinquecentenario di Santa Teresa D'Avila) svoltosi nella chiesa del cimitero di Poble Nou dove riposano i resti del Maestro Llobet.



In quella occasione ho pensato di rivolgere al Maestro Dávalos queste domande sulla sua lunga e ricca esperienza artistica in America latina ed in Europa, ed anche su Miguel Llobet e sul Certamen a lui dedicato. Ne è scaturito questo colloquio, che ho il piacere di presentare ai lettori di DotGuitar:



  1. 1)Può raccontarci la sua “storia” umana e chitarristica, cioè i suoi studi in America Latina, la sua attività concertistica, le sue collaborazioni?


Sono nato a Santiago del Cile il 14 aprile 1944. Ho lo stesso nome di mio padre, Eulogio Dávalos Román, (compositore, pianista e direttore d’orchestra nato in Bolivia); fin dalla mia infanzia il linguaggio musicale fu una cosa naturale, poiché mio padre fondò la sua Antica Accademia (anteriore alla creazione del Conservatorio Nazionale di Musica) ed ascoltare le lezioni di ogni tipo di strumento era quotidiano. Mia madre, Elia Llanos, fu sassofonista, ed anche chitarrista dilettante. Mia sorella Gloria Dávalos è nota pianista, residente in Israele, mentre mia sorella Gracia è cantante di folk latinoamericano e risiede in Svizzera.


 Avendo l’ambiente propizio, iniziai i miei studi di piano e canto a sei anni. Grazie a mia madre mi innamorai della chitarra: lei suonava e mi insegnava studi di Carulli e Aguado, tutto ciò di nascosto da mio padre (uomo molto severo);  lui desiderava che la mia carriera fosse quella pianistica, ciononostante scoprì  che mia madre mi insegnava e mi disse : “ti troveremo un maestro  che ti insegni la tecnica dello strumento”.




Nella decade 1950 – 60 non esisteva una scuola chitarristica in Cile: si parlava solo di alcune tournées di Andrés Segovia e di alcune professoresse. 


Visse alcuni anni in Cile il chitarrista spagnolo Abdon Maruenda  il quale,, prima che si creasse la cattedra di chitarra nel conservatorio – la cui insegnante fu Liliana Pérez Corey – aveva raccomandato José Pavéz Rojas per il fatto che era l’unico discepolo del celebre Miguel Llobet . José Pavéz aveva viaggiato in una nave da carico, lavorando in essa, per arrivare fino a Barcellona e mettersi nelle mani dell’insigne maestro. In quegli anni ebbi la fortuna di averlo come mio maestro (mi diede lezioni private) e studiai anche per pochissimo tempo (due mesi) con Liliana Pérez in conservatorio; ma mio padre aveva già preso la decisione  di trasferirci tutti a Buenos Aires, perché quella era la capitale musicale dell’America Latina.


Prima del viaggio per stabilirmi a Buenos Aires detti un recital per il mondo musicale di Santiago: critici, direttori, professori , eccetera, i quali vaticinarono un brillante avvenire  - la stampa mi definì  la “rivelazione musicale cilena”(avevo 9 anni).



Questo fatto spinse il creatore dell’istituto di Extensiòn Musical  dell’Università del Cile (oggi Facoltà di Belle Arti), il musicologo spagnolo (esiliato in Cile) Vicente Salas Viu, a chiamare mia madre proponendole che io realizzassi una tournèe nazionale di concerti, sotto gli auspici dell’Istituto e del Ministero dell’Educazione, per mostrare agli altri bambini che la chitarra era un bello strumento da concerto. Per tre anni (dal 1955 al 1958) ripetei queste tournèes per tutto il Paese;  queste crearono un mondo che prima era quasi sconosciuto e si fece del “ bambino chitarrista” una referenza che dura fino ai nostri giorni.


Arrivato in Argentina potei conoscere il meraviglioso movimento che c’era attorno alla chitarra: sarò sempre grato a Maria Luisa Anido, Irma Costanzo, Abel Fleury, Mario Parodi, Miguel Angel Cherubito, eccetera…con mia sorella Gloria potemmo ottenere il titolo superiore ed i complimenti  della Associazione da Camera di Buenos Aires.

La mia attività concertistica è straordinariamente intensa:

- ignoro il numero di concerti solistici, con orchestra, in duo con mia sorella  Gloria Dávalos…poi ci sono  i vent’ anni del duo Dávalos & Cherubito (più di 1000 concerti In Europa, America, Africa, eccetera, solo del duo).

- Incisioni, programmi per la radio e televisione, masterclasses nel festival di Berlino (1992), ad Arvika (Svezia), nel museo Glinka di Mosca.

- Concorso Andrés Segovia di Linares.

- Lettera di Astor Piazzolla (da Roma, primo luglio 1975) in cui si complimenta con il duo per l’adattamento dei suoi tanghi Contrabajeando, Luz y Sombra e Contrastes, dicendo che questo lo obbligherà a scrivere appositamente per chitarra – non lo fece fino a dopo questa storica data)

  1. -Incisione del Concerto per due chitarre e orchestra di Gustavo Becerra Schmidt, dedicato al duo, con l’orchestra sinfonica di Praga (1980) e prima esecuzione con l’orchestra sinfonica di Buenos Aires (1981)



2) Ho letto nella sua biografia che ha avuto rapporti di amicizia e collaborazione con artisti come Joaquìn Rodrigo, Violeta Parra…. Potrebbe dirci qualcosa su queste esperienze?

 

  Il 31 ottobre del 1963 mia madre mi chiamò da  Viña del Mar pper dirmi che le avevano cheisto se suonavo il Concierto de Aranjuez. Avevo ricevuto la partitura solo il 12 ottobre  e avevo poturo leggere solo cinque pagine delle 52 della riduzione per chitarra e piano. Mia madre disse di sì, e dopo aver studiato con perseveranza, con l’aiuto di mio padre e di mia sorella Gloria, potei fare la prima esecuzione del concerto a Quillota e poi a Viña del Mar con la Orquesta  Sinfónica di Viña del Mar diretta da  Isidor Handler.

Joaquìn Rodrigo venne a conoscenza del fatto che un ragazzo di  18 anni aveva interpretato il suo concerto dopo che lo aveva fatto Narciso Yepes a Santiago.

Credo di aver suonato il concerto non meno di 102 volte con le orchestre dell’Illinois e molte dell’America latina, e mi capitò di inciderlo assieme a  Gerald Brown con la Orquesta  Sinfo-Filarmonica della RCA Víctor, essendo io il primo chitarrista latinoamericano a farlo.



La versione per due chitarre del duo Dávalos & Cherubito ha avuto il seguente commento:

 "Entre los innumerables arreglos, mejor los llamaría "desarreglos", del -sin falsa modestia- famoso Adagio del Concierto de Aranjuez",l os hay para todos los gustos o para todos los disgustos. Por sus versiones, han pasado todos los instrumentos, todas las combinaciones, todas las fantasias, también y ello me complace, los ha habido respetuosos,hábiles y hasta inteligentes.

Pero lo que aquí presentan los excelentes guitarristas: Eulogio Dávalos y Miguel Angel Cherubito, no es un arreglo, es una artística adaptación, para dos guitarras. Con ello,l o primero que se respeta es la atmósfera, el ámbito sonoro y luego todo el entramado armónico, es como si oyéramos una reducción que normalmente se hace para piano yguitarra, aquí en dos guitarras con lo que la autenticidad es doble. Además la interpretación es de fina musicalidad ,fiel, justa y por ello, el resultado es artítico, como nacido de dos cabales artístas.   

(Joaquin Rodrigo).



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