Diario da Petrer








Amalia e Cristina Ramirez,  in aprile, dopo la mia "tertulia" nella loro "Tienda" a Madrid mi avevano esortato a visitare il festival estivo di Petrer; a causa di un anticipo di data del mio corso estivo di San Marino ho visto la cosa possibile...

alle 15 del 21 luglio, bella giornata di sole,  mi imbarco a  Bologna per Barcellona - Alicante.


Pienissimi gli airbus A320 della Vueling; lunga attesa a Barcellona, anche per un ritardo nella coincidenza...strano per me viaggiare senza chitarra, ma in fondo perdo solo un giorno di studio, e là immagino che non avrei tempo..per fortuna negli aeroporti spagnoli c'è il wifi gratuito, così faccio buon uso del mio Ipad mini...


arrivo ad Alicante un po' in ritardo, alle  20.30; non mi è facile trovare il bus per  la città (la segnaletica in aeroporto non mi sembra molto coerente), alla fine lo trovo, salgo ed il bus parte subito lasciandomi  dopo poco tempo alla stazione dei bus, da dove però ormai non parte più nulla per Petrer fino a domattina...stessa cosa alla vicina stazione dei treni di Alicante, che raggiungo a piedi percorrendo un bel viale dal mare verso il centro...(ho fatto bene a portarmi solo un minuscolo bagaglio a mano)....allora prendo, dalla stazione, un taxi che, rifacendo parte del percorso fatto finora (!), poi si addentra nella autopista per Madrid....andando verso ovest, incontro alle montagne ed a qualche brulla collina a forma di pan Zucchero, con davanti a noi, nel limpido finale di crepuscolo, il cielo dove le ultime tracce del tramonto ci offrono sfumature di arancio che trascolora nel blu...in Spagna alle dieci non è  ancora buio...


Dopo una ventina di minuti arriviamo ad Elda - il tassista credeva che non ci fosse un hotel AC Marriott a Petrer e mi ha portato in una via di Elda dove non c'e nessun hotel...a quel punto accetta l'indirizzo che gli ha dato lo estranjero (io) e mi porta all' hotel giusto, l'AC  Marriott di Elda - i due paesi sono uniti e formano un corpo unico, (Elda - Petrer) - e mi fa pure un piccolo sconto...

I due paesi non mi sembrano belli - l'impressione iniziale sarà poi confermata - ed il tassista mi ha detto che qui non c'è turismo - il turismo è al mare...


Si son fatte le dieci; l'hotel, elegante, moderno e silenzioso, è quello dove stanno gli ospiti del Festival e me lo ha prenotato il direttore artistico, Pepe Paya; alla reception mi danno il bel libretto patinato e colorato  del Festival (ottima grafica, il titolo quest'anno è lorchiano, "Empieza el llanto de la Guitarra"), vedo che il concerto di stasera è tenuto da Ricardo Gallen, con in programma tutte le sonate di Sor. Il concerto inizia proprio alle dieci, ma io, stanco dopo 7 ore di viaggio, mi concedo anzitutto un bagno rilassante nella mia camera con bagno piastrellato di marmo verde scuro...


Poi scendo per andare verso il Castillo di Petrer, sede del concerto...in hotel mi dicono che a piedi è troppo lontano, e ormai si son fatte le undici....mi faccio allora chiamare un taxi dall'hotel e la macchina mi lascia dopo pochi minuti davanti alla collinetta su cui troneggia l'antico e bel maniero, e dove l'auto non può salire...comincio ad inerpicarmi per i vialetti punteggiati di lampade, ma, arrivato ancor più sotto il castillo, finisce anche la illuminazione...peró si sentono voci nella oscurità: gruppi di giovani vengono quassù a prendere il fresco...continuo a salire nel buio, vedo che da due feritoie del castillo esce luce...ma non ci sono altri segni di attività interna, e non capisco dove sia l'ingresso...dopo un po' di giri a vuoto, qualcuno dei ragazzi sul piazzale mi dice che sì, deve esserci un concerto al castello, e suggerisce di provare a bussare alla porta sulla muraglia del maniero, (che da giù par chiusa), e si raggiunge dopo una scala - passaggio, sospesa sul vuoto, in legno. 


Raggiunta la "porta" in realtà si vede che non è una porta chiusa, come pareva da sotto, ma un arco aperto nella muraglia, attraverso il quale si penetra nel maniero...dentro, trovo ancora gente che passeggia al buio, ma odo anche un flebile suono di chitarra...ci siamo, arrivo sopra un piccolo cortiletto interno dove, in mezzo ad un pubblico folto e giovane seduto sui gradini in pietra sovrastanti, sta terminando il concerto di Ricardo Gallèn...riesco a sentire solo gli ultimi due tempi della sonata op. 25 di Sor, eseguiti da quella che dall'alto sembra una chitarra antica, ed il bis: lo studio in re minore, il 13 nella numerazione Segovia.

Pubblico in visibilio, standing ovation, e nel festoso dopoconcerto comincio a guardarmi attorno per individuare il direttore artistico Pepe Paya, che ho conosciuto via facebook...

Un gentile signore, dall'aria vagamente familiare, in shorts ed infradito, me lo indica, vicino a Gallen; mi presento e Pepe mi invita subito a stare insieme col gruppo per una "cervecita" con il popolo dei chitarristi in un locale lì vicino...gli dico che il giorno dopo vorrei intervistarlo per fare un articolo sul festival per DotGuitar, ne è contento...


poi lo perdo di vista e scendo in fretta giù pensando che sia in mezzo ad un gruppo di chitarristi che si è avviato - senza di lui non so dove andare...

ma, arrivato alla piazzetta sottostante il castillo, vedo che Pepe non c'è, e dopo aver aspettato un po' ritorno su...in effetti lui è ancora lì con altri, a smontare ed occuparsi della logistica... ma alla fine scendiamo insieme verso la macchina, portandoci la lampada a stelo usata sul palco, e Pepe mi accompagna alla birreria.

Il locale ha una saracinesca mezzo abbassata (nella quale darò una bella e sonra zuccata molto più tardi all'uscita), ma è aperto: salite alcune rampe di scale si arriva alla sala principale che dà su una terrazza scoperta nella quale sono radunati tanti chitarristi del festival, seduti a gruppi a conversare, bere, fumare, ridere...

Lì Pepe mi lascia in libera uscita: "es tu casa..."


Ho già fatto alcuni incontri al Castillo, nel dopoconcerto: Pablo Rodriguez, conosciuto qualche anno fa quando era concorrente ai due concorsi di Benicassim ai quali sono stato in giuria, e che ora vive a La Coruña ed insegna a Santiago de Compostela; Roberto Battino, giovane chitarrista di Sassari che è qui in vacanza, con altri chitarristi allievi della scuola di Roberto Masala;


Josè Miguel Moreno  - era lui il signore cortese in shorts ed infradito, ma lo identificherò solo all'indomani...l'ho visto giusto 40 anni fa al corso di Ghiglia a Gargnano... ancora ricordo come suonava bene e le sue battute di spirito...ora è un famoso interprete di vihuela e chitarra barocca...Marco Smaili, simpaticissimo chitarrista e compositore, che vive ed insegna ad Alicante, che conobbi quando eravamo insieme in giuria al Pujol; Simone Iannarelli, chitarrista e compositore romano che vive in Messico dove insegna chitarra alla università, che è già venuto varie volte a Petrer e che quest'anno sarà protagonista con la prima escuzione del suo concerto per chitarra e orchestra, "Concierto de Petrer", dedicato a Jose Tomas (che era di queste parti) ed eseguito da Alex Garrobè, che deve ancora arrivare. Simone è qui col padre, venuto dall'Italia...mi siedo vicino al gruppo degli italiani dove Simone mi parla della felice formula di questo festival che attira tanti chitarristi non solo dalla Spagna ma, mi ha detto Paya, ancor più dall'estero - quest'anno è diciassettesimo della sua vita. C'è anche Giuseppe Zinchiri,
altro allievo di Masala, che quest'anno ha fatto parte della giuria del concorso, sezione giovanile, vinto da tre italiani (primo, secondo e terzo premio!). E' già ripartito Armando Marrosu (storico allievo di Emilio Pujol e caposcuola della chitarra in  Sardegna oltre che maestro di Masala), che da tanti anni viene al Festival di  Petrer dove ha insegnato, suonato e fatto parte della giuria del concorso. Quest'anno ha tenuto un corso assieme a  Carles Trepat.


Simone Iannarelli mi parla di come la sua musica ha cominciato ad essere conosciuta: studiava con Roland Dyens a Parigi, dove è rimasto tre anni e dove Dyens ed Alberto Vingiano hanno iniziato a suonare i suoi pezzi; poi ha conosciuto le edizioni D'Oz che hanno iniziato a pubblicare la sua musica,  altri chitarristi hanno cominciato ad eseguirlo, ed ha conseguito una indubbia notorietà tra i chitarristi - compositori, pur non avendo conseguito un diploma di composizione in conservatorio. Alex Garrobe ha suonato altri pezzi suoi e così gli è stata affidata la prima del concerto. Iannarelli ha la partitura con sè e nella terrazza Marco Smaili la scorre assieme a lui con occhio attento e cordiale, commentando alcuni passaggi - il pezzo richiede la scordatura della quinta corta a si bemolle. Marco mi racconta di come nella vicina Alicante Ignacio Rhodes ha tenuto una masterclass annuale, invitando ospiti come Barrueco ed altri...vedo anche Nieves, giovane chitarrista incontrata anni prima al Festival Aureo Herrero di El Barràco... e sulla terrazza incontro anche un altra vecchia conoscenza del Barraco, Pedro, la parte spagnola del Noiz Guitar duo!


Purtroppo nella birreria non si mangia ed ho un po' fame, dopo il panino in aeroporto a Barcellona ore ed ore prima...prendo due birrone con un sacchetto di patatine, e la terza birra la offre a sorpresa il papà di Simone: mi sento ciarliero ed un po' annebbiato, da qui la famosa zuccata in uscita...alle 3 di mattina riesco a tornare al bel Marriott, mentre Pepe ed altri continuano a chiacchierare in birreria come se niente fosse....mi da un passaggio il liutaio Carlos Juan Bosquiel, che qui al Festival organiza la mostra di liuteria e che ha costruito la bella chitarra usata al concerto da Gallen, forse una copia della Leona di Torres...il volume del suono al concerto mi aveva sorpreso, ed il liutaio onestamente mi dice che la chitarra era amplificata con il sistema costruito dal liutaio tedesco Stephan Schempler, che avevo conosciuto in marzo alla Musikmesse di Francoforte, e che sarà presente qui anche lui...


ecco qua il mondo dei chitarristi: ci si conosce un po' tutti, ci si ritrova qua e là per il mondo, uniti da questa inestirpabile passione per la chitarra, di cui si parla sempre...