Antonio Iglesias: ESCRITOS DE JOAQUIN RODRIGO

Editorial Alpuerto, Madrid, 1999







Visitando lo stand degli editori spagnoli alla Musikmesse di Frankfurt, nella sezione dedicata alle Ediciones Rodrigo l'occhio mi cade su un volume dal titolo “Escritos de Joaquìn Rodrigo, recopilaciòn y comentarios Antonio Iglesias", Editorial Alpuerto, Madrid, 1999.


Incuriosito dal soggetto e dal contenuto del volume (anche a causa del mio attuale lavoro di interprete su Rodrigo, di cui dirò), chiedo informazioni alla figlia del Maestro, Cecilia, che è presente allo stand e mi raccomanda il libro.


Esprimendole il mio desiderio di acquistarlo, con molta gentilezza me ne fa omaggio, aggiungendo a mano sul momento una sua bella dedica che mi lusinga per l'amicizia dimostratami.



Nei giorni turbinosi della Musikmesse riesco a dare a malapena un'occhiata veloce al volume, di oltre trecento pagine, ma poi comincio a leggerlo: questo inaspettato "incontro" letterario si rivela uno dei più belli ed utili che io abbia mai fatto.


Mi emoziona, tra le prime cose, un dettaglio che mi riguarda personalmente: "ad istinto" avevo deciso la scorsa estate di usare alcuni pezzi di Rodrigo per partecipare ad un lavoro teatrale sul V centenario della nascita di Teresa d'Avila (ora uscito anche in cd per la Mimep, il 21 agosto alla Sagra Malatestiana di Rimini è in programma una replica), e poi ad un recital solistico sullo stesso argomento che devo fare in quel di Avila.


Bene, mi ha impressionato leggere nel libro che  alla domanda sulle sue "eroine storiche" Rodrigo risponde: "Santa Teresa, Giovanna d'Arco, Clara Schumann", mentre alla domanda sui suoi poeti preferiti risponde: "San Giovanni della Croce,  Verlaine, Rilke". Poi dice che nella musica spagnola del 1500 per la prima volta si ascolta in Europa la voce della mistica spagnola "che per strano privilegio era riservato far risuonare alla musica, alcuni anni prima che alla poesia".


E dice, inoltre, che se potesse salvare un solo pezzo tra tutto quello che lui ha scritto salverebbe la sua messa in musica del "Cantico de la Esposa" su testo (appunto) del mistico poeta cinquecentesco amico di Santa Teresa.


Ma a parte questa conferma del "fiuto" che mi ha guidato in questo abbinamento Rodrigo -Teresa (cosa che per me ha molto valore), la personalità acutissima e geniale di Rodrigo si riversa in questo ampio e  magnifico volume che, oltre a fornire informazioni importantissime e di prima mano sulla vita e l'opera del Maestro, spalanca veramente ai nostri occhi il mondo della sua sapienza, cultura (non solo musicale) e della sua straordinaria umanità - di cui aveva parlato doña Cecilia nella sua bellissima conferenza al Festival di Petrer del 2014, conferenza sulla quale avevo già riferito per DotGuitar.


Rodrigo è stato osannato e riconosciuto forse più di quanto i chitarristi italiani, in generale, sappiano: basti ricordare che il suo maestro parigino Paul Dukas affermò pubblicamente , come scrisse Federico Sopeña, che dei compositori spagnoli passati per Parigi (e c'erano De Falla, Albeniz, Turina...) Rodrigo era il più dotato...


per non citare tutti i riconoscimenti, le cattedre universitarie, il titolo di Accademico di San Fernando, la laurea honoris causa a Salamanca, gli incarichi di prestigio come critico giornalistico ed assessore musicale della radio, il titolo di Marchese dei Giardini di Aranjuez...



Il libro è diviso in varie sezioni:


  1. 1)Estratti di interviste rilasciate da Rodrigo dai primi anni '40 fino al 1989.


2)"Personaggi"; cioè articoli di Rodrigo su musicisti (Cabezòn, Albeniz, Chavarri, Dukas, Mozart, Beethoven, Villa - Lobos, Torroba, De Falla, Mompou, Puccini, Stravinski, Segovia, Viñes, Casals, perfino Dallapiccola... - e la "centratura" del giudizio di Rodrigo sulla dodecafonia "alla italiana" di Dallapiccola mi è stata poi confermata da Mario Ruffini, uno dei massimi studiosi del musicista italiano)


3)"Religiòn y Musica", dove Rodrigo parla con semplicità, originalità ed acutezza davvero sorprendenti della sua fede cristiana.


4)"Autocriticas": ampia sezione dove l'autore descrive e parla della genesi di moltissime sue composizioni (ovviamente diversi articoli sono su Aranjuèz - nato da un momento di convivialità  a tavola, a San Sebastiàn, nel 1938, con Sainz de la Maza che glielo chiede con entusiasmo ed al quale Rodrigo, dopo qualche bicchiere di vino Rioja, risponde: "Hombre, è fatto!" - e sulla Fantasia para un Gentilhombre; ma anche sugli altri suoi concerti per chitarra, arpa, piano, violino, cello, e su tanta altra parte della produzione strumentale, vocale ed orchestrale di Rodrigo.


5)”Epistolario”, con lettere a De Falla - e di De Falla -, a Segovia (sulla Fantasia, importantissima), a Sainz de la Maza...


6) Discorsi accademici, conferenze, articoli, tra i quali spiccano quello sulla musica contemporanea, il discorso alla gioventù musicale spagnola di Madrid, alcuni articoli dedicati alla sua visione della chitarra, alla creazione musicale, al pianoforte in Spagna, ai corsi estivi...


Il libro è arricchito da numerose foto e da un commentario di Iglesias.


Occorrerebbero, a mio parere, tanti altri libri per sviscerare tutto il valore di questo fondamentale volume, ed il mio consiglio sintetico è semplicemente di acquistarlo e leggerlo, fino a che rimane disponibile presso il sito http://www.joaquin-rodrigo.com

(Per me varrebbe la pena di imparare lo spagnolo anche solo per poter leggere questo libro, che si può abbinare alla ampia biografia scritta da Laredo ed anch'essa disponibile nel sito della Fondazione Rodrigo).