Alessandro Spazzoli "Jeux de Guitares"

Editions Habanera








"Jeux de Guitares" nasce dal desiderio del giovane maestro francese Antonin Vercellino, che da poco ha iniziato le attività della casa editrice Habanera con base a Lione, di avere alcuni pezzi per più chitarre utilizzabili anche in ambito didattico.


Per la stima di cui da tempo mi onora, Antonin mi ha chiesto un suggerimento riguardo al compositore a cui proporre il lavoro ed io ho pensato ad Alessandro Spazzoli con il quale collaboro da tempo e che ha già dimostrato di saper scrivere molto bene musica per chitarra utilizzabile anche didatticamente - come alcuni dei pezzi contenuti nel suo "A Guitar Notebook" (edito nella mia collana di musica contemporanea pubblicata da Ut Orpheus) ed i "Quattro Studi" pubblicati nella mia antologia introduttiva alla musica contemporanea per chitarra uscita per i tipi di Carisch. Inoltre Spazzoli ha scritto alcuni riuscitissimi duetti per due chitarre - ora in corso di pubblicazione, sempre per la Ut Orpheus, in un'antologia di duetti facili commissionati a vari compositori dalla mia exallieva Simona Barzotti.




Spazzoli ha risposto prontamente all'appello scrivendo questa serie di cinque brevi pezzi, di difficoltà  progressiva, per tre e quattro chitarre; i pezzi sono stati appena pubblicati da Habanera (il mio nome compare in copertina per una minima consulenza da me fornita a livello di diteggiatura) ed auguro loro con fiducia un grande successo.


La mia fiducia è motivata anche dal fatto che questi piccoli brani, così come i duetti scritti per Simona Barzotti, hanno già riscosso un notevole apprezzamento proprio da parte dei loro giovanissimi destinatari, i quali si sono entusiasmati - forse al di là delle aspettative degli stessi committenti - ed hanno preparato ed eseguito con gioia questi pezzi.


Nel mio recente soggiorno a Lione, dove sono stato invitato assieme a Spazzoli da Vercellino in occasione dell'uscita del volume (ordinabile presso il sito web dell'Editore), ho potuto assistere alle prove finali ed alla prima esecuzione pubblica dei cinque pezzi - ci ha detto Vercellino che lui aveva pensato di farne eseguire per motivi di tempo solo quattro, ma che proprio i giovani chitarristi hanno chiesto di studiare ed eseguire anche il quinto.





Per l'occasione le parti sono state raddoppiate ed invece di ascoltare trii o quartetti di chitarra abbiamo visto sul palco una vera folla di ragazzini, diretti da vari insegnanti che si davano il cambio - quando non dirigevano suonavano rinforzando l'ensemble.


Le piccole e forse un po' inevitabili imprecisioni negli attacchi all'unisono degli esecutori che suonano la stessa parte - rispetto a quanto accadrebbe se ogni parte venisse eseguita da un solo chitarrista -, sono a mio avviso compensate dal valore del fatto di poter coinvolgere tanti allievi - alcuni veramente piccolissimi - in un'esperienza musicale così importante.


Mi sembra, infatti, che proprio la qualità delle musiche eseguite sia (o possa essere) spesso il punto debole delle formazioni chitarristiche di giovanissimi, formazioni che pure hanno un grande valore educativo e che del resto costituiscono spesso esperienze inevitabili negli ambiti in cui viene insegnata la chitarra ai giovanissimi.


Ora qui abbiamo invece pezzi di grande valore musicale, scritti da un compositore "vero" e che ha già ottenuto anche riconoscimenti notevoli, che non è chitarrista e che scrive con particolare impegno per i giovanissimi.


Mi è stato detto che Spazzoli si prende il suo tempo anche per fare pezzi corti e facili come questi perché, così dice, "per scrivere per i piccoli bisogna essere sinceri" - ed evidentemente i destinatari colgono subito questa serietà e sincerità.


Non è mio compito qui analizzare queste musiche e credo che gli ascolti ed esempi musicali proposti siano ampiamente sufficienti a farne cogliere il valore.






A titolo esemplificativo mi piace però segnalare (oltre al fatto che si tratta di pezzi scritti con linguaggi diversi, e che proprio il primo e più facile è anche l'unico totalmente atonale) come il titolo della raccolta sia un consapevole riferimento allo stravinskiano "Jeu de Cartes" e come nel primo, facilissimo brano, il compositore abbia fatto muovere le due parti superiori (la terza chitarra fa quasi solo corde a vuoto) per grado nelle note più veloci, preparando invece i salti attraverso un prolungamento del valore metrico della prima nota.


La prima stampa del libro è andata esaurita in pochi giorni...