Barbara Diana, curatrice del Catalogo della Collezione R.Spencer








Durante il mio breve soggiorno a Londra per il mio concerto e masterclass alla Royal Academy di Londra Michael Lewin, capo dipartimento di chitarra della Academy, mi ha gentilmente procurato un appuntamento con la bibliotecaria, Kathryn Adamson,  per una breve visita alla collezione.


All’appuntamento la dottoressa Adamson mi ha presentato, con mia sorpresa, la ricercatrice italiana Barbara Diana, che sta curando proprio il catalogo della collezione Spencer e  che mi ha intrattenuto per quasi un’ora illustrandomi alcuni reperti del vastissimo repertorio di musiche che contiene.


Mi è venuta subito l’idea di proporre a Barbara Diana di scrivere qualcosa per i lettori di dotGuitar su questa eccezionale raccolta, e lei si è gentilmente prestata a rispondere alle mie domande.


Ecco il testo della nostra conversazione.




Piero Bonaguri:

Vuole dirci qualcosa sulla importanza di questa collezione, che molti chitarristi italiani forse conoscono solo per nome?

Barbara Diana:

La Spencer collection è una imponente collezione di musica per chitarra e liuto raccolta in un periodo di circa quarant'anni da Robert Spencer, musicista inglese attivo nella seconda parte del Novecento (tra l’altro uno dei membri fondatori del Bream consort).  Si tratta di una delle collezioni più complete al mondo, che può essere messa a fianco di quelle della British Library di Londra e della Bodleian Library di Oxford,  con un repertorio che va da manoscritti di Dowland fino al ventesimo secolo.  Oltre a musica per strumento solo include musica da camera e repertorio per voce e chitarra. Spencer aveva incominciato a collezionare musica in un periodo in cui questo materiale non era particolarmente ricercato, avvantaggiandosi anche delle opportunità  internazionali offerte dalla sua professione di musicista.


Una delle parti sicuramente più interessanti è la musica inglese del Seicento, in particolare Dowland, di cui la collezione comprende tutte le publicazioni tranne una, insieme ad un rarissimo manoscritto autografo del compositore.  La collezione comprende anche copie dell’ Intabolatura de Lauto di  Francesco da Milano (1546), una seconda edizione de Il Fronimo di Galilei ed una copia incompleta del Thesaurus Harmonicus (1603) di Jean Baptiste Besard.


La collezione di musica per chitarra raccoglie oltre 9000 lavori, numerosi trattati e metodi, sia a stampa che manoscritti, e copre un periodo di oltre trecento anni.  La parte principale copre il periodo 1750 -1900, ma vi sono anche alcuni manoscritti italiani per chitarra a 4 cori e le prime opere a stampa, tra cui una rarissima copia del Primo libro di intavolatura (1635) di Tomasso Marchetti.



Robert Spencer HonRAM (1932-1997) was connected with the lute as a performer, scholar, teacher and collector of instruments and of manuscripts. He was professor of early English song at the Academy, where he taught for nearly 25 years. Robert Spencer used his collection as a working library, enabling him to carry out the detailed scholarly research which underpinned his performing and teaching activities. The collection was acquired by the Academy in 1998 with the help of the National Heritage Memorial Fund, Mrs Jill Spencer, the Britten-Pears Foundation and contributors to a public Appeal.

The material held within Apollo includes portraits, including engravings, mezzotints and lithographs - of performers, performance venues, patrons, composers, particularly in relation to the lute and guitar, and allegorical scenes (representing the Five Senses or the Seasons, for instance); effigies and tombs; an instruction sheet for fretting; British kings, queens and aristocrats; also printed pages from manuscripts in the library archive (see below); song sheets; musical scenes; concert notices and advertisements; playbills; pages from the Mynshall, Burwell and Margaret Board lute tutor books; and exhibition panels relating to the life of Henry Purcell and used for the tercentenary of the composer’s death, in an exhibition curated by Robert Spencer in the Wigmore Hall (1995). The material held in the collection dates from the mid-16th century.

Printed books and manuscripts for the lute and guitar are held within the Library.

Instruments from the Spencer Collection – lutes and guitars – are catalogued within Apollo and are overseen by the Instrument Custodian. Using ‘Spencer Collection’ in the search term will find all the material in Apollo.


(Tratto da http://www.ram.ac.uk/spencer-collection)




La sezione dedicata alla musica dell’800 è notevole, con edizioni da tutta Europa, inclusa Praga.  Le opere di Sor, Giuliani e Carcassi sono preminenti, con diversi lavori in multiple edizioni.  Negli anni Sessanta Spencer aveva anche acquisito la collezione di Eleuterio Tiscornia,  un collezionista sudamericano, che comprendeva i lavori di oltre 180 compositori.


Oltre al repertorio la collezione comprendeva strumenti musicali, iconografia, e una biblioteca di riferimento, che includeva quella di Diana Poulton, la studiosa di Dowland, biblioteca acquisita da Spencer nel 1994.  Alla morte di Spencer, nel 1997, la collezione e’ stata acquistata dalla Royal Academy of Music, con cui Spencer aveva forti legami, essendovi stato professore di Musica antica per oltre venticinque anni.


Nel suo insieme la collezione non è solo una delle più complete per quanto riguarda il repertorio per chitarra e liuto, sulla cui storia offre un’ampia prospettiva, ma è anche una importante risorsa per la storia del basso continuo, della tradizione esecutiva, e in un contesto più ampio della storia della notazione e dell’editoria musicale, oltre che della storia sociale del mercato della musica e della sua fruizione.



P.B.:

Qual è lo stato attuale della catalogazione del materiale, e quali le scoperte più rilevanti fatte finora?


B.D.:

Non vi sono state scoperte rilevanti perché, per quanto si trattasse di una collezione privata, Spencer era molto generoso nel metterla a disposizione di studiosi ed esecutori – ad esempio molte edizioni Chanterelle e Tecla sono state tratte dai suoi originali.

Il catalogo non e’ ancora completo, ma la maggior parte del repertorio antico e dell’800 è stato catalogato. Manca ancora invece la parte dell’archivio e della biblioteca di riferimento.



P.B.:

Oltre all'articolo da Lei pubblicato ed alla catalogazione online, sono previste o prevedibili altre modalità di fruizione pubblica di questo immenso patrimonio?

Cosa dovrebbe fare un ricercatore o chitarrista desideroso di avventurarsi alla ricerca del tesori della Spencer Collection?


B.D.:

Studiosi e ricercatori interessati a visionare opere specifiche possono contattare la biblioteca della Royal Academy of Music di Londra all’indirizzo library@ram.ac.uk per un appuntamento.  Il catalogo online della biblioteca si trova a http://lib.ram.ac.uk/uhtbin/cgisirsi.exe/x/0/0/49


Non ci sono piani specifici per mettere online versioni digitali dei lavori.