Lecture-Recital alla Juilliard School di New York:

la classe di chitarra di Tali Roth


Incontro con il guitar-maker Lubos Naprstek


New York, 6 - 13 Febbraio 2016






















 

Nel Luglio 2015 ho avuto il piacere di condividere una master class con la chitarrista Tali Roth, concertista, docente e direttore del dipartimento di chitarra “Pre-College Division” della prestigiosa Juilliard School di New York.


Una settimana di intenso lavoro per l’International Summer Training Program del Narnia Festival in Umbria, durante la quale io e Tali abbiamo guidato 14 allievi chitarristi (provenienti da Roma, New York, Salerno etc.) sia nello studio del repertorio solistico che cameristico, preparando per i numerosi concerti del Festival diversi duo di chitarra, chitarra e violino etc. Una perfetta sintonia di intenti ci ha consentito di presentare, con una sola settimana di prove, la world premièr di Andrew York per orchestra di chitarre “Brajamazil”.


I nostri 14 allievi chitarristi hanno così riscosso forti consensi non solo da tutti i partecipanti del Festival, ma anche dallo stesso Andrew York, il quale dopo aver visto il video del concerto ha manifestato il suo interesse a sostenere il nostro evento in futuro con altri suoi brani.


Tali Roth ha espresso il desiderio di continuare la nostra collaborazione anche per la prossima edizione del Narnia Festival 2016 e ha voluto onorarmi del suo invito a tenere un lecture-recital per la sua classe di chitarra presso la Juilliard School di New York. Un’occasione unica poiché in 10 anni di lavoro presso la Juilliard è il secondo invito che Tali propone ad un maestro esterno.


Arrivo a New York non privo di contatti già consolidati nel tempo con diversi musicisti che abitano la grande mela e scopro una città ricca di opportunità, anche per un chitarrista classico, ma al contempo intrisa di competitività. New York è una metropoli che non dorme mai.





Per il mio appuntamento alla Juilliard non potevo che puntare su Paganini, un genio che continua a sorprendere per come sia ancora amato intensamente dalle nuove generazioni.


Situata nell’ “Irene Diamond Building” come parte del “Lincoln Center for the Performing Arts” a nord-ovest di Manhattan, la Juilliard ha una storia artistica che tutti conosciamo e continua a mantenere un altissimo livello di competitività per l’ammissione agli studi. Basti pensare che la media degli ammessi si aggira ogni anno sull’8% degli aspiranti (circa 170 su 2000) con un nutrito numero di allievi provenienti da Giappone, Corea e Cina. Non a caso nella classe di Tali Roth vi è una prevalenza di studenti asiatici oltremodo interessati ad approfondire lo stile interpretativo paganiniano e ad apprenderlo soprattutto con la dimostrazione di esempi pratici da parte del docente.


Alla Juilliard si preferisce il contatto diretto con i modelli interpretativi proposti dal maestro (poche parole e molte note, come è giusto che sia).  Grazie alla gentile disponibilità dell’amico Lubos Naprstek, guitar-maker del New-Jersey, ho potuto disporre di una copia perfetta della mia chitarra double-top da lui costruita nella primavera del 2015.


Ciò mi ha consentito di suonare agevolmente alcune opere di Paganini come la Grande Sonata in La Magg. M.S.3 mostrando gli aspetti più rilevanti dello stile compositivo del grande violinista genovese.


Dopo un lecture-recital si concede sempre ampio spazio alle domande degli allievi e del maestro ospitante, un momento prezioso per un sano confronto di idee. Con enorme piacere ho potuto constatare da parte degli allievi Juilliard un notevole interesse per la musica di Paganini ed una particolare attenzione per le strategie interpretative. Tali Roth si è complimentata dicendomi: <suoni Paganini con un elegante stile italiano>.


Le ho semplicemente risposto: <sono italiano>, mentre pensavo a tutti i miei amici connazionali, artisti di grosso calibro costretti a fuggire via dal nostro paese per ricevere una giusta gratificazione.






Non posso quindi smentire l’opinione comune che la società più meritocratica sia rappresentata dagli USA, pur considerando tutte le sue antinomie politiche, economiche, ideologiche e concettuali.


Del resto Tali Roth ha saputo conquistarsi una carriera artistica e didattica negli USA soltanto grazie al suo talento. Si è dapprima laureata alla Jerusalem Rubin Academy (BM), ha poi studiato a Colonia in Germania con Hubert Kappel, in Italia con Oscar Ghiglia, e si è infine laureata alla The Juilliard School (MM) con Sharon Isbin.


Tali ha iniziato un’intensa attività concertistica dopo il suo debutto alla Carnegie Hall fino ad essere costantemente invitata dai più importanti enti musicali di Canada, Europa, America Latina, Giappone, USA e Israele, suo paese natio. Considerata dal “Classical Guitar” magazine come “an extraordinary solo and chamber musician” e dal “The New York Times” come “marvelous classical guitarist”, Tali ha recentemente conseguito un “teaching excellence award” alla Carnegie Hall e un premio di riconoscimento come “Eccellente Maestro” per aver guidato il suo allievo Juilliard, Kang min Shin, a vincere l’International American Protégé Competition. La sua collaborazione come chitarrista per la colonna sonora del film di Woody Allen del 2010 “You Will Meet a Tall Dark Stranger” l’ha resa celebre ad un pubblico ben più vasto di quello prettamente chitarristico.


Tali Roth è un artista di temperamento, che sa esprimersi con fervida spontaneità avvalendosi di quella speciale energia musicale tipica del popolo ebraico. Ho trascorso giorni indimenticabili con Tali a New York. Nella sua casa di Manhattan, una delle poche ad avere il privilegio di un piccolo giardino, ad accogliermi gentilmente vi erano anche il suo simpaticissimo marito ed il suo adorabile bambino di nome Gili.


Non è mancato un ottimo pranzo secondo le migliori tradizioni ebraiche preparato con le sue mani e apprezzato anche dal mio amico guitar-maker Lubos Naprstek, che ha portato con sé il suo nuovo modello di double-top. Tali ha provato la chitarra di Lubos suonando per noi un arrangiamento da Brahms “Intermezzo Op. 117”; la sua interpretazione ed il suono avvincente della double-top hanno tenuto in sospeso per pochi minuti il ritmo frenetico della metropoli. Poco dopo io e Lubos eravamo già nella 2nd Avenue pronti ad alzare in fretta il braccio destro per fermare in pochi secondi il prossimo “yellow-cab”.

























Lubos Naprstek è un liutaio molto raffinato che ha avuto il privilegio di accedere al Metropolitan Museum of Art e al Christie’s Auctions di New York, dove ha ricevuto l’autorizzazione di analizzare e fotografare alcune delle chitarre più antiche e rare al mondo.


I suoi costanti contatti internazionali gli consentono di avere una clientela molto varia con continue richieste anche di riparazioni per chitarre di valore quali Simplicio, Hauser, Friederich etc. Importante il suo incontro con Toni Müller dal quale ha appreso alcune soluzioni tecniche per la costruzione di chitarre double-top con balsa al posto di Nomex. Nei videoclips allegati un incontro con il guitar-maker Lubos Naprstek, il quale mostra gli aspetti salienti del suo progetto costruttivo ed un incontro con Tali Roth che anticipa ai lettori di dotGuitar il suo programma chitarristico estivo in Italia.  


L.T.