Liuteria e oltre
Liuteria e oltre

Riguardo il cambio singolo di ogni corda penso che sia una procedura perfettamente corretta. Calcolando che la tensione delle corde è di circa 35kg complessiva e che la tavola armonica ha uno spessore di circa 2/2,5 mm questa è sottoposta sempre ad una fortissima trazione da parte delle corde. Dopo il primo incordaggio, la tavola armonica si assesta sotto questa tensione ed assume la sua “deformazione” che poi diventa definitiva. Togliere in un colpo tutte le corde equivale a metterle per la prima volta, creando uno stress inutile alla tavola armonica e con conseguente attesa dell'assestamento precedentemente acquisito. Diversamente toglierle tutte, si rende necessario per la manutenzione specifica, pulizia accurata ed interventi di vario genere che richiedono tale procedura.
Il principale errore di manutenzione è di non tener conto delle variazioni di umidità ambientali: la chitarra artigianale, quella costruita in legno massello, è particolarmente sensibile ai cambiamenti di umidità tale da far gonfiar il legno quando assorbe umidità e si restringe quando la cede. I liutai moderni lavorano quasi tutti con un controllo di umidità ambientale che è il modo migliore per assicurare stabilità al legno durante tutte le fasi di costruzione. Bisognerebbe tenere lo strumento in un ambiente il più possibile simile al luogo dove è stato costruito che in genere si aggira intorno ai 55-60° di umidità relativa.
Quando non è possibile tale tasso si può ottenere facilmente utilizzando dei sali igroscopici all'interno della custodia o, in caso di clima molto secco, utilizzando un umidificatore. Quindi monitorare l'umidità e correggerla di conseguenza. Il tutto nella custodia che è il posto dove la chitarra passa la maggior parte della sua vita
Questo è l'errore più comune, senza dimenticare che ci sono errori (orrori) alquanto frequenti come quello di usare l'alcol sulla gomma lacca oppure di usare i prodotti per la pulizia dei mobili. Non andrebbe mai fatto poiché non si conoscono i principi interni del prodotto (che troppo spesso sono chimici.n.d.r)
Per evitare che si sporchi andrebbe sempre asciugata con panni di cotone dopo ogni utilizzo principalmente sulla tastiera e in tutte le zone dove tocca il corpo.
Per qualche pulizia più approfondita conviene portarla dal liutaio che può utilizzare prodotti appropriati.

Quello del passato è facile è Antonio Torres perché ha determinato la nascita della chitarra moderna facendo un atto di coraggio, cioè distaccandosi completamente dal progetto della chitarra fino a quel momento. Questo mi dà lo spunto per dire che oggi ci sono alcuni puristi della tradizione liutaia della chitarra classica che non amano i liutai che sperimentano e si distaccano dal modello “Torres”. A costoro risponderei che se questo ragionamento fosse stato applicato dai contemporanei di Torres, questo probabilmente non avrebbe avuto modo di attuare la rivoluzione, quindi io credo che sia proprio un esempio da seguire e non un modello da imitare, per la sua genialità rivoluzionaria…In merito al contemporaneo colui a cui sono maggiormente affezionato è proprio Antonino Scandurra. Trovo che sia una persona eccezionale. Dopo 60 anni di esperienza nella liuteria, conserva ancora la stessa passione e lo stesso amore di sempre. Lo leggo nei suoi occhi ogni qualvolta discutiamo di una o un’altra soluzione. E per questo che lo ammiro e voglio fare su tutti il suo nome.
Qual è stata la richiesta più strana che ti hanno fatto?
Quando facevo chitarre elettriche e bassi nei primi anni di liuteria mi chiesero un basso elettrico con la cassa a forma di prosciutto!

Per quando deve essere pronta?
Ah… diciamo che entro un mesetto deve essere pronta…
A parte Aniello Desiderio chi sono i chitarristi che suonano la Marseglia?
I chitarristi sono molti e citarne alcuni e non altri sarebbe ingiusto. Diciamo che posso fare i nomi dei chitarristi noti a livello internazionale. Recentemente ho consegnato una chitarra a Matthew Greif dei LAGQ e che sta suonando con soddisfazione, poi ho in cantiere due chitarre per il duo Amadeus e un’altra per un chitarrista molto noto nel panorama britannico John Feeley.
Un Italiano?
A parte Aniello Desiderio ce ne sono molti….. ma dovrei farli tutti!! Mmmh..sono veramente tanti e farei di sicuro torto a qualcuno non nominandolo e né potrei nominarli tutti...però permettimi di spendere due parole proprio su Aniello Desiderio poiché egli è per me molto più che un semplice cliente anche se di importantissimo peso. Sin da ragazzino ero venuto a contatto con la sua “straordinarietà” attraverso i racconti di maestri e chitarristi. Quando ho cominciato a costruire chitarre classiche, l’idea che un giorno avrebbe potuto suonare un mio strumento rappresentava per me un punto di arrivo! Oggi, che ciò si è avverato molto prima di quanto avessi sperato, posso dire che ne sono molto orgoglioso.
Quanto costano i tuoi strumenti e in questo momento com'è la tua lista d'attesa?

Purtroppo gli acquirenti non conoscono tutto questo retroscena. Naturalmente tutto ciò si ripercuote sul prezzo finale del prodotto in maniera inevitabile. Per questo motivo non possiamo paragonare il prezzo di uno strumento di un liutaio che costruisce per professione ad uno costruito per hobby, indipendentemente poi dalla bravura del costruttore.
La differenza è che il professionista è abilitato legalmente a vendere i suoi strumenti mentre, colui che si diletta può anche costruire strumenti eccezionali ma per legge non potrebbe venderli e quindi i loro prezzi non fanno testo.
Per questo motivo credo che oggi uno strumento costruito da un professionista non possa costare meno di €4.500, 5.000 come prezzo base e per il quale valga la pena tenere questa attività in piedi.
Per quanto riguarda la mia lista d’attesa, ora si aggira sull’anno e mezzo.
Una curiosità. Un liutaio dove compra tutto ciò di cui ha bisogno: utensili, ferri, legni, colle?

Circa le colle direi che oggi usare la colla di pesce solo per continuità di tradizione è un po’ anacronistico. Ora esistono colle che sono abbondantemente superiori e sono ugualmente reversibili, più potenti, meno esposte alle alterazioni ambientali.
Così anche per le vernici, la gommalacca, a breve termine, è la migliore tra tutte ma io uso una verniciatura a base d’acqua che ha le stesse qualità della gommalacca ma con il vantaggio di non essere così effimera quando è al contatto con gli agenti esterni e in particolare col corpo.
Credo che oggi non bisogna ostinarsi a utilizzare metodologie e materiali del passato in nome di una tradizione che in realtà poi non porta ai risultati sperati.
Io utilizzo tutto quello che la tecnologia della mia epoca mi può offrire, così come credo che abbiano fatto i grandi liutai del passato. Senza nessun genere d’immodestia nel paragone, credo che Stradivari abbia usato il massimo ritrovato tecnologico della sua epoca e non quello di duecento anni prima che di certo era inferiore.
R.D.P.
