Novità discografiche
Recensioni scelte

di Paola Troncone

ptroncs@gmail.com

 

Guitar ladies è un lavoro, come tiene a precisarne l’interprete, la chitarrista tedesca Heike Matthiesen, incentrato su un peculiare aspetto musicale, quello della musica ‘pura’ che, pur richiamando alla memoria uno dei pilastri dell’estetica di Hanslick, viene qui impiegato in un senso del tutto opposto.


Si tratta, infatti, di intendere tanto la composizione quanto l’esecuzione musicale, in modo distante dall’artificio virtuosistico, con l’obbiettivo di lasciar viaggiare la fantasia dell’ascoltatore, trascinandolo nell’impeto dolce del lirismo, ma pure conducendolo su un piano di indeterminatezza e trascendenza del suono.


Classe ‘69, artista dalla personalità carismatica e comunicativa, la Matthiesen con questo progetto accuratissimo sulla musica femminile al femminile, firma per l’etichetta discografica ‘Vienna 2day’ il suo ultimo cd, realizzando la scelta assolutamente personale di suonare ciò che realmente le piace.


Queste le premesse di una fatica che con stile elegante e misurato interpreta il piacere e la seduzione della musica nel Novecento, spingendosi con una significativa incursione nella musica di fine ‘800 attraverso le ‘voci’ delle musiciste provenienti da tutto il mondo, presenti in questo cd.


Dunque, ritratti musicali dai toni e dalle atmosfere diversi, tuttavia legati nel loro oggetto dal comune denominatore della brevità e della ripetitività che, senza per questo addentrarci nelle problematiche dell’ermeneutica musicale, li avvicinano, quasi tutti alla forma della canzone, o meglio, alla romanza senza parole, titolo delle musiche di M.me Sidney Pratten (1821-1895), compositrice di origine tedesca, espressione dell’orgoglio vittoriano. Nelle 7 Songs without words, in stile romantico nel segno di Schubert e Mendelssohn, che aprono il cd, così come nella SadSong della chitarrista olandese Annette Kruisbrink (1958), allieva di Maria Luisa Anido e componente dell’omonimo duo, la cantabilità e l’eloquenza vengono
sottolineate dalla comprensione chiara e approfondita del linguaggio, nell’interpretazione rispettosa e al contempo originale e creativa, che ne fa Matthiesen. 


Musica eloquente, discorsiva, coinvolgente per l’inciso accattivante e la bella melodia, e che, ciò nonostante, celebra il ‘silenzio’ tra le note. Ascoltando l’Assolo-Serenade, composta nel 1960 da Sofia Guibalduina (1931), la massima compositrice  russa vivente che negli anni  ‘60 rifiutò di mettere al servizio del regime sovietico la sua arte, attraverso un susseguirsi incessante di materiale microcromatico e contrappuntistico che si avventura fino al si sovracuto della tastiera, ci accorg
iamo di entrare, a conferma di quanto premesso, in una regione nascosta della musica, quella del ‘silenzio’  appunto, che non è assenza, ma, al contrario, espansione dello spirito di una pensatrice indipendente e libera , progressista tra reazionari, moderata tra rivoluzionari.


E’ questa dimensione mistica del suono, questa ricerca, potremmo dire del suono interiore, paradossalmente, tramite sonorità cariche di sensualità, il collante che tiene insieme le musiche presenti in questo cd, distanti per epoca e differenti per forme. Il fascino struggente del Tango para Billy dell’argentina Carmen de Guzman (1925-2012), dedicato a suo marito Pedro Perez Belisario, compagno di vita e di scena, comunica nella pienezza morbida del tocco dell’interprete il ‘groove’ tipico di questa musica popolare, del mondo della milonga, dove c’è ancora troppo poco spazio per le donne e che, tuttavia, ha riconosciuto il prezioso contributo di un’artista come la Guzman, che lo ha cantato e celebrato con voce malinconica.  In questa scia si colloca pure il Walzer “Im Kleinen Cafe”, un piccolo cameo di mesta e pregevole bellezza della compositrice e didatta polacca Tatiana Stachack (1973).


Senza lasciarsi ingabbiare dalla prigione dell’anacronismo, la Matthiesen, con un preciso intento di testimonianza e di recupero di valori storico-culturali, volge lo sguardo a due icone intemporali della chitarra, Maria Luisa Anido (197-1996) e Ida Presti (1924-1967). Gran Dame de la Guitar l’una, la più grande chitarrista del Novecento l’altra, compaiono in questa panoramica sul mondo musicale femminile con due brani molto significativi.


La Barcarole (1927), in cui la natura intima dello strumento si rivela nell’esposizione minore-maggiore dell’intreccio polifonico, è il primo brano composto da Mimita, che accolse l’incoraggiamento del suo maestro Miguel Llobet a perseverare lungo una strada segnata dalla preponderanza maschile. Segovia (1962), si ascrive a quel repertorio sommerso cui il chitarrista di Linares non diede mai voce, la cui dedica da parte della leggendaria chitarrista francese immortala probabilmente, in quel tema arpeggiato e solitario, quell’unico incontro tra i due avvenuto a Parigi nel ‘35, in occasione di una serie di concerti tenuti da Segovia nella capitale.


E ancora, in questo nostro tempo del disincanto e dell’intrattenimento, la scelta di dare voce all’arte, quella che si sottrae alle trappole autoreferenziali, continua tanto nelle risonanze dissonanti di Elegia (1988) quanto nelle reminiscenze di un canto antico di Plegaria (2000), della compositrice ceca, allieva tra l’altro di Franco Donatoni, Sylvie Bodorova (1954), lasciando spazio ad un profondo ripensamento meditativo del materiale sonoro da parte dell’interprete.


L’ampio excursus musicale e concettuale affrontato in questo cd si completa con un contrassegno personale dell’esecutrice, rappresentato dalle musiche dell’olandese Maria Linnemann (1947), chitarrista e compositrice, alcune delle quali, Elegia e Adio mio amor, sono appunto dedicate a Heike Matthiesen. L’incontro tra le due, avvenuto nel 2012, ha sancito la presenza fissa di alcuni brani nel repertorio della chitarrista, come ad esempio Soledad, di rara dolcezza dal sapore andaluso.


Per concludere, possiamo considerare  che il merito principale di questo lavoro, al di là della capacità di scavare in profondità nel patrimonio chitarristico, sta proprio nell’intento di porre attenzione a un repertorio ancora troppo poco conosciuto, e che lontano dalla benché minima modernizzazione del linguaggio, anzi ancorato a un perfetto equilibrio tonale e formale, ci introduce a una dimensione spazio-temporale dove, al contrario della società moderna , in cui tutto si ‘liquefa’, si resta collegati e non solo, attraverso la felicità che si prova ad essere vivi, ad avere orecchie e occhi per immaginare, un cuore per provare emozioni e una memoria per ricordare. 


P.T.

 

Heike Matthiesen: Guitar Ladies

Pratten - Anido - Presti - Gubaidulina - Bodorova, Kruisbrink, Stachak, Guzman, Linnemann

Heike Matthiesen, guitar

Heike Matthiesen Site

Buy CD on CDBabyhttps://www.cdbaby.com/cd/heikematthiesen2