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di Carlo Campanile



 
Voces de Sepharad è il nome di una delle ultime pubblicazioni dell'etichetta discografica olandese Brilliant Classics.


Si tratta di un'opera di rara qualità, frutto dell'incontro del mezzosoprano di fama mondiale Romina Basso e dell'altrettanto noto virtuoso e filologo della chitarra Alberto Mesirca.


Il disco racchiude in ventisei tracce il fascino e la tragedia di un popolo, quello ebraico, anticamente stanziatosi  nella penisola iberica ("Sepharad" nella Bibbia ebraica indica la "Spagna") e costretto, per un mancato compromesso storico con il cattolicesimo dei Reali di Spagna, ad una lunga fuga  presso le regioni italiche, balcaniche e infine turche.


E' proprio qui, nella capitale Istanbul, presso la Biblioteca Nazionale Beyazit, che le ricerche filologiche di Alberto Mesirca hanno riportato alla luce antichi testi e melodie di un passato quanto mai attuale quale quello sefardita.


El rey de muncho madruga, Nani nani, Romance del conde nino, costituiscono il cuore ebraico dell'album e, fra essi, brevi improvvisazioni su strumenti d'epoca (taksimler), raccordano con eleganza le tre esperienze poetiche.


Dall'altro capo del percorso, le cinque variegate canzoni del tenore Josè Marìn, di complessa personalità non solo artistica di fine XVII secolo, annunciano con grazia l'introduzione dei tipici tonos humanos. Come specificato dallo stesso Mesirca nel libretto introduttivo, i tonos humanos altro non sono se non spontanei componimenti lirici in lingua romanza.


Articolate in strofa e ritornello, queste canzoni di argomento profano, che a tratti sembrano richiamare le tradizionali ballate sassoni del XIII secolo (si pensi al racconto di Lord Randal), appaiono come gouaches, drammaturgie in musica dal carattere affatto nostalgico: è il caso di Que se llevas las almas e Tortolilla, si no es por amor, che, oltre a presentare ingegnosi cambi ritmici dal carattere distensivo, riescono, con mirabile abilità compositiva, a racchiudere in pochi atti, momenti di climax lirico molto intensi.


Che si tratti di frasi lunghe e sinuose, o di brevi sospiri, Romina Basso e la sua maestria vocale lasciano sempre a chi ascolta la facoltà di credere che l'azione musicale possa essere stata anche solo frutto di un pensiero, tale è la leggerezza dello spirito del mezzosoprano e di quel lungo lamento che è la sua voce.


Nei due pezzi di Federico Garcia Lorca, sembra che una fiamma di candela dalle sembianze vocali, ora tenue ora vigorosa, domini la scena, accompagnata  discretamente dal suono di una chitarra: è lì che il dialogo tra i personaggi trascende il fisico e ci si dimentica con dolce stupore di stare ascoltando due musicisti in carne ed ossa; e questa stessa sensazione percorre con uguale profondità il resto dell'album.


Primo pezzo del disco, il
Triste estaba el rey David di Alonso Mudarra, grande omaggio al maestro vihuelista del XVI secolo, introduce l'ascoltatore allo spirito moresco dell'opera segnando un sentiero ritmico,  dialogo fra percussioni dal suono tombale e delicate risposte dei cimbalini.


Colonna sonora del racconto musicale, questa presenza degli strumenti ritmici la ritroveremo senza molte differenze in uno degli ultimi pezzi dell'album, Adela di Joaquin Rodrigo, dove un motivo d'accompagnamento nostalgico (simile a Nana de Sevilla di Garcia Lorca) preludia al carattere carnale dei tre pezzi di De Falla, chiusa senza pari per questo disco dedicato alla musica spagnola.


Cancion y danza n°10 di Federico Mompou, che, nella disposizione dei brani è fulcro fra Rodrigo e De Falla, assume, nell'esecuzione di Mesirca, una veste narrativa e nel contempo nostalgica, complice il ricordo  spontaneo della melodia di Flow my tears di John Dowland.


Infine, Asturiana, Nana e Polo di Manuel de Falla, dove i suoni della chitarra assumono un aspetto a metà fra il misterico e il dionisiaco e dove la voce diviene carnale e passionale, completano la serie di opere spagnole, ricordando con le ultime battute frenetiche di Polo, il significato di questo lungo percorso ritmico, spirituale nonchè umano.   



C.C.

 

Voces de Sefarad: Four Centuries of Spanish and Sephardic Songs


Romina Basso mezzo-soprano

Alberto Mesirca guitar

Vittoria Giacobazzi soprano

Turkish Ensemble

Fahrettin Yarkin artistic director


Label: Brilliant Classics

ABCD 382

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