Novità discografiche
Recensioni scelte

di Carlo Campanile



 

Non ha bisogno di presentazioni l'ultimo lavoro discografico del musicista e chitarrista Otto Tolonen.


Se già in "Tiento français" avevamo avuto modo di ascoltarlo in preda a Ohana, Asencio e Migot, ora, alla luce di una lettura interpretativa non meno audace, siamo di fronte ad un nuovo percorso di taglio quasi monografico.


Tema centrale: l'esplorazione del notturno, ovvero di quell'enorme e, forse, poco solcato patrimonio di sfumature e di ombre, proprie di un modo di fare arte che ha saputo raccordare i tempi, legando duecento, cinquecento, settecento ed età contemporanea: il gotico.


Sì, il gotico delle cattedrali irte ma non solo; anche quello delle figure del poeta suicida, dell'amata matta e dei tuguri suburbani di Dickens. E ciò detto, non soltanto per il vuoto di umanità che lascia la Passacaglia del Nocturnal e, forse, neanche per l'isteria di Lady Macbeth dalla Seconda Sonata, ma per l'impressione-immagine, e di Henze e di Britten.


La loro musica, atto intessuto da Tolonen, non è altro che una polverosa foto di famiglia, nei cui profili rintracciamo qualcosa di nostro, sottocutaneo ed inaspettato: le corde di un racconto troppo saggio, perché evidentemente troppo antico, si insinuano prima fra le dita, ci tengono poi per mano. Gloucester, Romeo e Giulietta, Ariel e l'anima errante di John Dowland ci narrano del vissuto con grande autoironia ma senza mai troppa chiarezza. Poiché, se svelassero il segreto dello stupore di questi ascolti, finirebbero anch'essi col cadere probabilmente in luoghi comuni ed in classificazioni da "-ismo". Frammentismo, minimalismo, strutturalismo. Una domanda sorge allora spontanea.


Se è tutto scritto magistralmente, e tutti i personaggi raccontano bene o male ciò che il compositore ha voluto, l'abilità di Tolonen dov'è?


E' nello zittire tutti i personaggi al momento giusto: mai farli parlare troppo!


Sarebbero capaci di prenderci gusto a raccontare, magari falsando il racconto di una vita, tratteggiando la loro esistenza con forme artatamente liriche, sempre cantabili, felici e complete, a scapito di una più veritiera rappresentazione dei loro travagli e problematiche. Del resto, non sarebbe un toccasana per tutti, sopprimere i biografi postmortem?


Per evitare questo dilemma, invece, il racconto spezzato che, si guardi bene, è principalmente opera dell'atto interpretativo e non di quello compositivo, concede all'ascoltatore di costruire da sè il resto, un po' come nella lettura delle Città Invisibili di Calvino, dove poche parole, o meglio, molti silenzi, rispondono al come ed al perché.


Capire dove i limiti intenzionali del grande compositore sfocino nei gesti del grande chitarrista è un compito teoretico troppo importante per trattarlo in una breve recensione.


Ci si dilungherebbe sulla sintassi, sulla semiologia e sulla puntualità della scrittura per arrivare a comprendere la traduzione della lettura, l'atto umano più rischioso e temerario. Invece la bellezza di un album simile è che possiamo a ragion veduta compiacerci di starci affidando alle mediazioni del musicista finlandese. Tolonen ha, per questo, il pregio di lasciare il giusto spazio all'ascoltatore.


Le sue interpretazioni, prese singolarmente, hanno un valore oggettivo molto elevato, ma se considerate dal punto di vista della soggettività dell'ascolto il loro peso assume un significato ancora maggiore.


Tolonen ha preso l'etimologia di "interpretare", come "far da mediatore fra i significati ed il pubblico" e lo ha reso atto intelligente.

Ci accorgiamo infatti di starlo ascoltando, perché, malgrado la sua effettiva compagnia sonora, ci sentiamo sempre più soli, nel vero concreto ascolto di noi stessi.


E a chi dice che questo lo diceva Osho, rispondo: prima ascoltate Tolonen!



C.C.

 

Otto Tolonen

Royal Winter Music


Label: ALBA records

ABCD 382

LINK

 

Hans Werner Henze

Royal Winter Music - First Sonata on Shakespearean Characters:

1 Gloucester 6:05

2 Romeo and Juliet 4:03

3 Ariel 7:15

4 Ophelia 3:37

5 Touchstone, Audrey & William 3:30

6 Oberon 9:46


Royal Winter Music - Second Sonata on Shakespearean Characters:

7 Sir Andrew Aguecheek 6:24

8 Bottom´s Dream 6:55

9 Mad Lady Macbeth 9:21


Benjamin Britten

Nocturnal after John Dowland op.70:

10 Musingly 2:38

11 Very Agitated 0:47

12 Restless 1:46

13 Uneasy 1:23

14 March-like 1:25

15 Dreaming 2:12

16 Gently Rocking 1:22

17 Passacaglia 5:02

18 Slow and Quiet 3:02


TT 76:43