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di Paola Troncone

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P.Troncone: P.Bonaguri: Un chitarrista per i compositori

Un chitarrista per i compositori. Osservazioni e suggerimenti sullo scrivere per chitarra (+files mp3)

Prefazione di Davide Anzaghi


Autore: Piero Bonaguri

Anno ed.: 2015

Collana: Studi e Testi

Pagine: pp. 100

Formato: 150x210 mm

Rilegatura: Brossura (copertina morbida)

ISBN: 978-88-8109-490-5

Codice: LB 22

(Vai al Link)


Descrizione (dal sito Ut Orpheus)
Il presente testo, concepito come aiuto ai compositori non chitarristi intenzionati a scrivere per chitarra, si presenta in forma di osservazioni e suggerimenti provenienti dalla ormai trentennale esperienza “sul campo” dell’autore. Non si tratta dunque di un manuale o trattato sistematico sulle possibilità foniche e timbriche della chitarra, bensì di una serie di osservazioni, spunti di riflessione e suggerimenti pratici che possano fornire un aiuto concreto ai compositori. 
Spesso la musica per chitarra scritta da compositori non chitarristi ha sofferto e soffre, più di quello che può apparire superficialmente, a causa di una mancata o inefficiente collaborazione tra chitarrista e compositore. Fu il grande Andrés Segovia ad avere per primo e poi a svolgere operativamente e sistematicamente l’intuizione che la chitarra avesse bisogno di compositori non chitarristi per uscire dalle secche di un interesse circoscritto agli aficionados dello strumento. E la collaborazione di Segovia con i compositori consisteva non solo nell’invito a scrivere e nel fornire al compositore preliminari informazioni sullo strumento, ma anche nella successiva assistenza ai compositori e nella continua revisione dei pezzi, prima ed anche dopo la loro pubblicazione. 
Sulla scia dell’esempio di Segovia, l’autore reputa insostituibile il rapporto diretto tra chitarrista e compositore; questo scritto si propone appunto come testimonianza di tale dialogo e come strumento per approfondirlo ed estenderlo ulteriormente. 

I file audio MP3 degli esempi musicali (eseguiti da Piero Bonaguri su chitarra Amalia Ramirez) sono disponibili per il download alla pagina: www.utorpheus.com/downloads

Descrizione (dal sito Ut Orpheus)

Il presente testo, concepito come aiuto ai compositori non chitarristi intenzionati a scrivere per chitarra, si presenta in forma di osservazioni e suggerimenti provenienti dalla ormai trentennale esperienza “sul campo” dell’autore. Non si tratta dunque di un manuale o trattato sistematico sulle possibilità foniche e timbriche della chitarra, bensì di una serie di osservazioni, spunti di riflessione e suggerimenti pratici che possano fornire un aiuto concreto ai compositori.

Spesso la musica per chitarra scritta da compositori non chitarristi ha sofferto e soffre, più di quello che può apparire superficialmente, a causa di una mancata o inefficiente collaborazione tra chitarrista e compositore. Fu il grande Andrés Segovia ad avere per primo e poi a svolgere operativamente e sistematicamente l’intuizione che la chitarra avesse bisogno di compositori non chitarristi per uscire dalle secche di un interesse circoscritto agli aficionados dello strumento. E la collaborazione di Segovia con i compositori consisteva non solo nell’invito a scrivere e nel fornire al compositore preliminari informazioni sullo strumento, ma anche nella successiva assistenza ai compositori e nella continua revisione dei pezzi, prima ed anche dopo la loro pubblicazione.

Sulla scia dell’esempio di Segovia, l’autore reputa insostituibile il rapporto diretto tra chitarrista e compositore; questo scritto si propone appunto come testimonianza di tale dialogo e come strumento per approfondirlo ed estenderlo ulteriormente.


I file audio MP3 degli esempi musicali (eseguiti da Piero Bonaguri su chitarra Amalia Ramirez) sono disponibili per il download alla pagina: www.utorpheus.com/downloads




“Quando ascolto la prima esecuzione di un brano, mi rendo subito conto di ciò che non è riuscito”. Così György Ligeti rispondeva ad una delle domande del critico musicale tedesco Eckhard Roelcke nel libro intervista del 2003, “Lei sogna a colori?’”, suggellando in un binomio inscindibile due facce della musica, la composizione e l’interpretazione.


Espressioni di due mondi vicini, i loro destini spesso si sovrappongono così intimamente da sollecitare subito un’analoga e importante considerazione che troviamo ad apertura di questo agile e carsico volume edito da Ut Orpheus (Bologna, 2015), Un chitarrista per i compositori. Osservazioni e suggerimenti sullo scrivere per chitarra: “la musica, compresa l’interpretazione va avanti se va avanti la composizione” (p.10).


Piero Bonaguri, autore di questo saggio, musicista romagnolo di nascita ma bolognese di adozione, allievo di Segovia, docente di chitarra al Conservatorio di Bologna e concertista affermato in tutto il mondo, con fare maieutico riconosciutogli fin dalla Prefazione da Davide Anzaghi, Presidente della Società Italiana di Musica Contemporanea (SIMC), in poco meno di un centinaio di pagine osserva, attraverso una sorta di lente d’ingrandi
mento che tutto rivela, il processo dinamico e complesso della composizione per chitarra, a partire dall’esperienza di quei compositori contemporanei non chitarristi con cui ha costruito un sodalizio artistico duraturo e fruttuoso nel tempo, che gli consente di essere dedicatario di circa trecento opere scritte per e con la chitarra.


Secondo Bonaguri la collaborazione tra chitarrista e compositore è indispensabile per affrontare le difficoltà che si presentano allorquando il compositore non sia uno strumentista, e non può essere sostituita da manuale alcuno. Anche Franco Donatoni, in un intervento qui riportato su uno dei qua
derni di “Settembre musica 1979”, lamentava “l’asperità impervia” che la chitarra adduce all’ “ideazione”, quando, per l’appunto, “l’ideatore” non sia chitarrista.


Come osserva Bonaguri, Andrés Segovia fu il primo interprete a sottolineare la necessità di tale relazione, fornendo egli stesso, come è noto, un sostegno alla ricerca di un linguaggio idiomatico a compositori non chitarristi della portata di Castelnuovo-Tedesco o di Ponce (solo per citarne alcuni); intuendo, soprattutto, quanto la chitarra e il suo repertorio avessero bisogno di respirare nuova musica “per uscire dalle secche di un interesse circoscritto agli aficionados dello strumento” (p. 12).


In quell’interregno delicato e ambivalente, come lo sono tutte le zone di passaggio, in cui risiede il brano composto prima di essere eseguito, Segovia mettendo in campo, potremmo dire l’intelligenza della leggerezza, attraverso l’applicazione di quel principio del “less is more”, letteralmente, del “meno è più” ossia del “meno è meglio”, ma, al contempo, dell’ ”aggiungere” quando ne sentiva la necessità, procedeva ad una revisione continua del brano; e le registrazioni ne sono la testimonianza, prima di arrivare alla versione stampata dello stesso.