NUOVA MUSICA PER CHITARRA
Rubrica di Musica di Ricerca per Chitarra

a cura di Sergio Sorrentino

sergioguitar@inwind.it

 

INTERVISTA AD ALFREDO FRANCO


Alfredo Franco

Un mondo poetico chitarristico




Alfredo Franco riesce sempre a regalare al repertorio chitarristico delle gemme di raffinata fattura contrappuntistica e di elevata poeticità. Conosciamo più da vicino il suo pensiero compositivo…


- Caro Alfredo, puoi parlarci delle tue composizioni principali per chitarra classica?


Nella serie dei "Cahier des chansons anciennes" l'idea di fondo è quella della riscrittura della musica popolare, reale o immaginata che sia.

Ricordo che da piccolo, i miei genitori erano soliti passare delle serate con i loro amici a cantare un'interminabile serie di canti di montagna. Mi addormentavo, a casa, nostra o di altri, con queste melodie nella testa...dopo una quarantina d'anni ho trovato il modo di mettere su carta le esperienze quasi oniriche di quel tempo sedimentato nella coscienza profonda.

Il fatto che si tratti di strutture semplici non implica la semplicità nell'averle afferrate e declinate strumentalmente.


In altri "Quaderni" (chitarra e flauto, chitarra e mandolino, due chitarre) prevale l'idea della frammentazione del materiale, organizzato in brevi sezioni contrastanti, con una cellula che ritorna continuamente sui propri passi.


Nelle "Fantasie" la forma è invece mutevole, può essere un primo tempo di sonata, un tema con variazioni, un rondò...in ogni caso si tratta sempre di ripensare il modello storicizzato in funzione di una scrittura che partendo da una forma sedimentata si conceda anche a possibili soluzioni "sbagliate" dal punto di vista formale.


Ci sono poi pezzi brevi o brevissimi come i 7 Preludi, o il Trittico del verso agro, che è una riscrittura sardonica di tre tormentoni per chitarra, il mio personale omaggio a chi continua imperterrito a pigiare l'acceleratore sull'autostrada dell'ovvio.



- E per chitarra elettrica?


I lavori per chitarra elettrica hanno invece degli appigli ideali di tutt'altra natura, molto più estremi dato lo strumento. Nei due lavori che ho scritto, l'idea è germinata dalla visione di alcune opere di Goya, il Goya scuro delle incisioni o delle Pinturas Negras, la chitarra elettrica è uno strumento ideale per trasfondere in musica abbozzi di incubi.

Chitarra elettrica significa anche immaginario rock ovviamente, il principio eidetico del suono sporco e distorto ha le sue radici nelle fondamentali esperienze degli anni 60 e 70.



- Cosa significa per te scrivere per chitarra?


Per quanto mi riguarda, scrivere per chitarra significa conoscere tutto quello che in precedenza è stato scritto per lo strumento, a partire dai compositori-chitarristi dell'800 classico, passando per lo sterminato catalogo novecentesco, fino ad arrivare alle testimonianze attuali.

Bisogna ragionare su quanto di buono è stato fatto.


C'è una fotografia di Tarrega intento a leggere qualcosa, dietro di lui un dipinto, sul tavolo un mazzo di fiori. E' una foto che ben rappresenta qualcosa di irrimediabilmente perduto, di circoscritto e circostanziato. Probabilmente un mondo tutto sommato piccolo e confortevolmente provinciale, dalle attitudini gozzaniane - le buone cose di pessimo gusto - dove per qualche strana ragione il particolare riesce a farsi universale. E' il mondo della chitarra con tutte le sue peculiarità ed idiosincrasie.

Non mi interessa il fatto che Beethoven o Ravel non abbiano scritto nulla per chitarra; mi interessa la Fantaisie Villageoise di Sor, i Preludi di Ponce, e chi di chitarra si occupa dovrebbe rendersi partecipe di quanto è stato donato dai compositori che si sono presi la briga di scrivere per questo strumento, studiando o suonando nel migliore dei modi possibili.


- I compositori che più ti influenzano…


Josquin, Bach, Britten, Casella, Mosso.



S.S.