NUOVA MUSICA PER CHITARRA
Rubrica di Musica di Ricerca per Chitarra

a cura di Sergio Sorrentino

sergioguitar@inwind.it

 

INTERVISTA A Larry Polansky


Larry Polansky (1954) è una figura di spicco tra i compositori statunitensi. Rifiuta qualsiasi etichetta e compone
per gli strumenti più disparati. E’ anche un ottimo chitarrista (possiamo apprezzare in video una sua strepitosa esecuzione di Another Possibility di Christian Wolff).


Insegna al Dartmouth College e suona in duo con il nostro connazionale Giacomo Fiore, bravissimo chitarrista adesso residente negli States. Di Larry, Giacomo Fiore ci ha regalato questa sua mirabile considerazione estetica: ”Dal mio punto di vista, è dura trovare una categoria per definire la musica di Larry.


Da una parte essa appartiene alla “working tradition” della musica sperimentale americana e si rifà (apertamente o in modo velato) ai lavori di chi lo ha preceduto, senza che suoni necessariamente come loro. Essa combina rigore concettuale (ricerca sull’acustica, sulla morfologia e sui fenomeni percettivi attraverso la musica) ad una sorta di bollente esuberanza, di gioia di vivere.


Inoltre, la musica di Larry offre molteplici livelli di impegno musicale e strumentale, in particolare  i brani “live tuning” (i Psaltery set) raggiungono qualcosa che non ho mai trovato in nessun altra musica (acustica o elettronica) e lo fanno in una maniera profondamente soddisfacente.



1) Ci puoi parlare dei tuoi inizi come chitarrista?


Ho cominciato a suonare a 10 anni e ho tenuto il mio primo concerto a 13. I miei primi interessi musicali si concentravano sulla musica tradizionale americana, come i brani del Reverendo Gary Davis (un musicista che ancora mi colpisce…)


2) Come definisci il tuo stile?


Non riesco a definire il mio stile. Suono generi differenti. Quindi il mio stile è composto da tutto ciò che conosco riguardo alla chitarra, alla musica, alla composizione. Una cosa che posso dire a proposito del mio stile è che preferisco suonare in ensemble. Il mio stile si basa sulla risposta, sulla reazione e sull’interazione tra i vari musicisti.


3) E la didattica? Sperimenti nuovi approcci?


Sperimento sempre, in ogni modo possibile (vita, musica, pensiero)


4) Puoi dirci qualcosa riguardo al ruolo della chitarra elettrica nella musica classica contemporanea?


Per quanto riguarda me e la mia generazione negli Stati Uniti, la domanda ha poco senso. Anche il termine “musica classica” ha poco senso per me…La musica è la musica, non ho bisogno di distinzioni. La mia generazione è cresciuta imparando a suonare in diversi stili e generi, senza limitarsi ad una tipologia di chitarra.


Nel mio studio al momento ci sono diverse chitarre elettriche, classiche, un banjo, diverse chitarre dobro, un dutar persiano, un charango, un banjoele, un dulcimer e diversi ukulele. Perché distinguerli? Genere, stili, distinzioni inutili sono il nemico. Nessun giudizio a priori è l’alleato.


5) Ci puoi parl
are dei tuoi prossimi progetti chitarristici?


Con il chitarrista Giacomo Fiore (e con l’aiuto anche di altri musicisti) stiamo preparando un concerto monografico sull’opera per chitarra di James Tenney (Harmonium #2  (1976), Water on the mountain...Fire in heaven (1985), Septet (1981), Spectrum #4 (1995). Oltre a numerosi progetti da camera sto lavorando alla composizione di un pezzo per quattro strumenti a corde tastate dal titolo West Hall Quartet.


Lo suonerò insieme ad alcuni miei colleghi; uno suona il sitar, un altro è specializzato negli strumenti antichi (chitarra barocca, liuto, tiorba), un altro ancora suona il tar Kazakhistano.