NUOVA MUSICA PER CHITARRA
Rubrica di Musica di Ricerca per Chitarra

a cura di Sergio Sorrentino

sergioguitar@inwind.it

 

INTERVISTA A VAN STIEFEL



Van Stiefel (1965) è uno dei più interessanti chitarristi-compositori statunitensi. La sua musica viene regolarmente eseguita da chitarristi quali Eliot Fisk e Daniel Lippel e trova spazio nella programmazione di prestigiosi eventi quali l'Arts Festival di Atlanta, il New York Guitar Festival, il Norfolk Chamber Music Festival ed il Filament Festival.


Stiefel ha studiato alla Yale University ed a Princeton (composizione).


Ha insegnato a Princeton ed alla McGill University ed oggi è Professore associato alla West Chester University of Pennsylvania.


Il suo stile si basa sulla ricerca armonica e contrappuntistica e mira ad espandere i confini della scrittura chitarristica tradizionale.






Caro Van, cominciamo dai tuoi inizi?


Ho cominciato guardando il Glen Campbell Goodtime Hour (la serie TV che andava in onda nel periodo 1969-1972). Glen Campbell era un mago nel suonare la chitarra. Poi quando avevo sei anni mio padre ha cominciato a darmi delle lezioni. I miei genitori possedevano molti LP di Segovia, Bream e Williams. Ho cominciato a studiare la chitarra classica a nove anni. Ho imparato molto tramite l'ascolto di quei dischi.


In seguito ho cominciato a studiare con George Petsch di Maple Street Guitars, un vero e proprio chitarrista-mito di Atlanta. Lui mi ha insegnato moltissimo sull'interpretazione! Cantavo anche nell'Atlanta Boy Choir (abbiamo cantato molte volte anche in Italia). Quell'esperienza vocale influenza ancora oggi il mio modo di comporre.


Quando frequentavo il liceo, Paco Pena venne a tenere una master class ad Atlanta. E mi invitò  al Centro Flamenco Paco Pena in Cordoba. Lì incontrai John Williams e  Benjamin Verdery. Con Verdery ho poi studiato alla  Yale University. Ben mi insegnò che la chitarra è allo stesso tempo depositaria del passato ed è uno strumento per esplorare il nuovo, la dimensione personale. Rimane ancora adesso un grande riferimento per me.


Alla fine degli anni '80 studiai al Segovia Memorial Fellow presso il Banff Centre for the Arts  di Alberta, Canada. Lì ho studiato con Eliot Fisk e con il compositore Vinko Globokar.


E lì per la prima volta pensai che dovevo suonare della “musica classica” sulla chitarra elettrica.


Quindi studiai negli anni '90 con Steven Mackey (uno dei più grandi compositori contemporanei nonché bravissimo chitarrista elettrico).



Che cosa significa per te scrivere per chitarra oggi?


Per me adesso lo strumento principale è la chitarra elettrica, sebbene sia uno strumento molto complesso a livello di tessitura sonora. La chitarra classica rimane uno strumento molto più flessibile da questo punto di vista. Per me comporre per chitarra significa pensare ad una tessitura vocale (soprano, contralto, tenore, basso). La scelta della tessitura precede lo stile in quanto essa costituisce il più difficile e determinante fattore nella composizione chitarristica.


I

i

ii

i.

.

.

.


i

i

i

i

i

i

i

i

i

i

i

i

i

i

i


i

i